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Buffy sedeva nella sua classe d'Inglese, scarabocchiando sul suo quaderno degli appunti e sognando ad occhi aperti. Era stato un mese da quando era tornata a casa a Sunnydale e lei ancora non riusciva a far uscire dalla sua mente Spike. La loro appassionata, selvaggia notte insieme bruciava nella sua memoria tutto il tempo.
Il modo in cui la sua pelle formicolava quando lui la toccava; il modo in cui la pelle di lui scivolava contro la sua; i suoi occhi blu tempestosi brucianti in quelli di lei; il modo in cui appariva la sua faccia quando veniva; il sapore della sua pelle, della sua bocca e del suo pene; come le sue labbra e lingua tastavano il suo corpo; come sembrava quando lui era dentro di lei… Era tutto così brillante nella sua mente. Lei moriva dalla voglia di vederlo o solo di sentire la sua voce di nuovo.
Buffy aveva cercato di metterlo nel passato, di non sentire la sua mancanza. Ma i suoi sogni erano pieni di visioni di lui. Spike che rideva con aria furba e le faceva cenno di avvicinarsi; Spike che baciava e leccava tracce sopra il suo corpo; Spike che le diceva le cose maliziose che lui voleva farle, la sua voce bassa, di seta le mandava frecce luminose direttamente al suo sesso; Spike nudo e sdraiato di fronte a lei come un buffet peccaminosamente delizioso; le morbide labbra di Spike arricciate in un sorriso mentre le passava sopra di lei…
Lei era anche arrivata al punto di chiamare il servizio di accompagnamento per il quale lavorava una settimana dopo che era a casa per scoprire dove fosse. Era stata sorpresa di apprendere che lui non lavorava più per loro.
Non l'avrebbe mai più rivisto. Numerose notti passate a piangere nel suo cuscino per l'uomo per il quale bruciava ma che non avrebbe più potuto toccare. Non aiutava pensare che lui non pensava a lei come tutto fuorché un'altra cliente. Lui l'aveva fatta sentire così speciale… ma quello era il suo lavoro. Ciò nonostante, Buffy non poteva rimuovere l'idea che anche lui sentisse qualcosa per lei. Lui era stato così tenero, e, sì, affettuoso con lei…
Lei si sentiva una cretina per aver sviluppato sentimenti per lui, per desiderarlo come faceva. Ma il fatto rimaneva, lei era innamorata cotta di uno gigolo.
‘Le altre persone possono fare tanto sesso e non deve significare niente, perché io non posso? Perché ho dovuto innamorarmi di lui?'
“Buffy, potresti almeno far finta di prestare attenzione?”
Lei alzò gli occhi bruscamente su Mr. Holtz, il suo insegnante di Inglese. Lui stava scotendo la testa verso di lei con un'espressione disapprovante. Tutti gli occhi dei suoi compagni di classe erano su di lei. Lei arrossì furiosamente.
“Scusi, signor Holtz” borbottò lei.
“So che tutte le vostre menti sono sul diploma e l'imminente Ballo Studentesco…” signor Holtz si rivolse alla classe. “Ma abbiamo ancora un mese di scuola da terminare, gente. Focalizzate”
La classe si lamentò mentre lui tornava a dibattere dei meriti dell'opera di Dickens.
***
Buffy si diresse alla biblioteca per la sua lezione libera. I suoi amici s'incontravano lì ogni giorno per trascorrere un po' di tempo insieme con il signor Giles (o semplicemente Giles, come a loro piaceva chiamarlo) il bibliotecario della scuola. Lui era un po' barboso, ma un uomo molto gentile e beneducato. Nell'anno in cui l'aveva conosciuto, lei era arrivata a pensare a lui come ad una figura paterna. Lui era molto meglio di quello che la vita le aveva dato come sostegno.
Parlando di figure paterne… suo padre aveva chiamato quando aveva avuto il conto del fine settimana. Buffy era spaventata da quella che sarebbe stata la sua reazione, nonostante quanto soddisfatta sia stata a New York. Ma suo padre non si era lamentato di quello.
Lui era tutto, ‘E' okay, dolcezza. Ti ho detto di spendere e tu l'hai fatto. Nessun problema”
Hank Summers non aveva battuto ciglio riguardo ai film vietati che Buffy aveva ordinato.
In qualche modo, quello era anche peggio che se lui avesse trovato da ridire. Lei voleva un qualche tipo di reazione da lui. Era come se a lui non importasse per niente quello che lei aveva fatto.
Buffy pensò al suo ritorno a Sunnydale dopo quel fine settimana a New York mentre camminava verso la biblioteca.
Le sue amiche avevano saputo immediatamente che lei era ‘stata sdraiata' mentre era via. Cordy aveva sostenuto che Buffy aveva quel certo ‘calore' attorno a lei. Loro l'avevano sottoposta ad uno stretto interrogatorio per i particolari.
Buffy aveva dato loro meno dettagli possibili. Gli aveva detto che aveva incontrato un tipo bellissimo di nome Will nel suo hotel (lei tenne il nome Spike per lei, quel nome era solamente per lei). Lui aveva i capelli biondi e gli occhi più blu che lei avesse mai visto. Aveva detto che lei e Will erano andati immediatamente d'accordo, e si erano impegnati in un'appassionata, folle sessione d'amore tutta la notte. Lei senza dubbio non era andata a dirgli che lui era un ‘aiuto a noleggio'.
Willow e Cordy erano state molto interessante nell'ascoltare il tipo di roba che Buffy e Will avevano fatto. Era stato davvero imbarazzante ma Buffy aveva dato loro alcuni dettagli; quanto eccellente lui fosse nel sesso orale; il modo inumano in cui lui muoveva la sua lingua; quanto grandioso fosse il suo corpo; quanto grande lui fosse. Lei non poté dirgli quante volte ‘l'avevano fatto' perché aveva perso il conto lungo la strada. Willow e Cordy avevano ridacchiato scioccamente, boccheggiato e riso nelle loro mani per tutto il tempo. Entrambe erano state d'accordo: Buffy era stata una stronza fortunata.
Ma Buffy non si sentiva così fortunata. Sì, lei e Spike avevano condiviso un'incredibile notte di passione che sarebbe sempre stata speciale per lei… ma non l'avrebbe rivisto mai più. Mai risentire il suo tocco. Mai guardare nei suoi occhi blu sorridenti. Il suo desiderio per lui stava peggiorando invece di migliorare. Lei si era aspettata che diventasse meno doloroso mentre il tempo passava, non così tanto.
Buffy simulò una faccia felice e tirò attraverso le porte della biblioteca.
“Hey, ragazzi!” Lei salutò i suoi amici, che erano seduti attorno al tavolo principale.
Tutti dissero i loro ‘ciao'. Buffy avanzò e sollevò una sedia, mettendo la borsa dei libri sul pavimento ai suoi piedi.
“Allora, cosa succede? Succede niente di interessante oggi?” chiese Buffy.
“No” disse Xander stancamente, circoli scuri bordavano i suoi occhi. “Stesso Bat-tempo, stesso Bat-canale. Perché ci trascinano indietro dopo i campionati finali? Qual è il dannato punto?”
“Stai dimenticando che loro amano torturarci” sottolineò Willow.
“Ah, sì. Grazie, Wills. Come ho potuto dimenticare che sono dei sadici bastardi?” Xander mise la sua testa giù sul tavolo.
La sua ragazza, Cordelia, diede un buffetto alla sua testa.
“Pensa solo, che abbiamo il Ballo Studentesco da aspettare con ansia” disse Cordy con un sorriso.
Giles venne fuori dal suo ufficio, sembrando infastidito come al solito, portando una pila di libri. Sorrise quando vide i suoi giovani amici raccolti al loro tavolo, e posò i suoi libri sul banco.
“Come state questa mattina?” chiese Giles cordialmente.
Gli Scoobies (il loro soprannome per loro stessi) borbottarono e si lamentarono.
Giles rise. “Ora, non prendetevela. È quasi finita. L'avete fatto per molto. Potete attraversare ad un altro mese. Labbro superiore rigido e tutto quel marcio (?)”
Loro brontolarono.
“Oh!” disse Giles, ricordando qualcosa di importante. “Mi avete fatto ricordare di parlarvi di mio figlio, William?”
Loro accennarono col capo.
“Beh, lui ha fatto un salto per una visita. Mi aiuterà qui nella libreria mentre è qui” Giles sorrise ampiamente.
Lui era evidentemente contento che suo figlio era andato a vederlo. Lui guardò verso la porta del suo ufficio.
“William? Ci sono alcune persone che vorrei che conoscessi. Potresti venir fuori per un minuto?” urlò Giles.
“Pa” disse William, uscendo fuori dall'ufficio. “Pensavo di averti chiesto di chiamarmi Spike?”
“Non ti chiamerò in questo modo. Tua madre ed io abbiamo pensato seriamente al tuo nome ed io non ti chiamerò con nessun altro. Specialmente non Spike. Sul serio, che razza di nome è quello?” Giles prese in giro suo figlio gentilmente.
Buffy divenne bianca e congelò il momento in cui lo sentì parlare. Doveva aver sbagliato. Non poteva essere lui. Lei si voltò lentamente nel suo posto fino a che i suoi occhi andarono a posarsi su di lui in piedi vicino a Giles. Era lui. Lo Spike di New York.
Nello stesso momento in cui gli occhi di Buffy atterravano su di lui, Spike guardò nella sua direzione. I loro occhi si incontrarono. Shock e riconoscimento si manifestarono su entrambe le facce.
‘ODDIOODDIOODDIO!' urlarono le loro menti.
‘E' lui!'
‘E' lei!'
Giles continuò a parlare, ignaro. “Tutti, questo è mio figlio William. William, vorrei che tu conoscessi” Giles indicò ciascuno studente mentre diceva i loro nomi. “Xander, Willow, Oz, Cordelia e Buffy. Loro sono studenti qui come pure miei buoni amici”
Il gruppo salutò calorosamente Spike. Gli occhi di Willow e Cordy scorsero sopra di lui, accettando le dure linee dei suoi muscoli sotto i suoi jeans e la camicia neri e stretti. Loro erano pazze dei loro ragazzi, ma erano ancora donne. Guardare non poteva far male.
Spike si sentì come nel mezzo di un sogno. Era la donna dell'hotel di New York. Quella che non era stato capace di dimenticare. Quella che tormentava i suoi sogni notte dopo notte. Quella su cui aveva speso ore a fantasticare mentre si accarezzava per un orgasmo.
Lui la conosceva con il nome di Darla. Quello non era il nome vero, l'aveva scoperto un momento fa. Ma, per mancanza di un altro nome per lei, lui pensava a lei ancora come Darla, il nome che lui aveva urlato negli spasimi della passione.
Ora lui sapeva – il suo nome era Buffy. E lei era – un dannato studente delle superiori!
‘Oh cazzo! Quanto è grande? È dannatamente giusto che mi fermi se ha 15 anni' La mente di Spike correva.
‘SANTA MERDA! Lui è qui! Ed è il figlio di Giles?! Oh Dio! Questo non può succedere!' pensò Buffy.
Entrambi erano nel panico, ma lottarono per non farlo mostrare nelle loro espressioni. Sotto la superficie del loro panico, entrambi erano elettrizzati di vedere l'un l'altro di nuovo. Era letteralmente un sogno diventato realtà per entrambi. Le loro menti erano occupate, ma i loro corpi reagirono alla presenza dell'altro. Le loro pelli desideravano ardentemente essere toccate ed accarezzate dalle mani l'uno dell'altro, i loro lombi pulsavano di desiderio.
Spike prese un profondo respiro e avanzò per stringere le mani con i giovani. Lui simulò un sorriso amichevole e strinse ognuna delle loro mani a turno, dandogli un caldo saluto. Lui conservò Buffy per ultima.
“C-ciao” disse Buffy. “Piacere di – conoscerti” La sua voce tremò leggermente.
Lei non voleva che gli altri sospettassero qualcosa.
Spike prese la mano di lei nella sua. Entrambi combatterono contro un brivido al contatto. Una scarica di elettricità fuori dalle loro mani, corse su alle loro braccia e attraverso il resto dei loro corpi, riducendosi grazie alla sorpresa e allo shock.
Lui stava diventando duro.
Lei si stava bagnando.
I loro corpi sapevano quello che loro volevano, anche se i loro cervelli erano disorientati.
“Piacere di conoscerti anche a te” Spike mantenne la sua voce ferma.
‘Calma, amico! Lei è qui, è lei… Tu la stai toccando… Ma puoi maneggiare questo… Per l'inferno maledetto! Sono un fottuto malato! So che è solo una ragazzina, ma voglio ancora sbatterla giù su questo tavolo e scoparla come ho dannatamente sognato per un maledetto mese! Ti prego Dio, dammi la forza!'
Lui le diede uno sguardo ‘Noi dobbiamo parlare' di traverso e liberò la mano di lei.
Buffy ingoiò. ‘Sono morta. Lui sa che grande, grossa bugiarda io sono! Se c'è un Dio, sarò uccisa in un bizzarro incidente di dodgeball (ndt. Il dodgeball è un gioco che richiede una grande e morbida palla di gomma, della stessa misura di quella da pallavolo e diversi giocatori.) nella classe di ginnastica prima della fine della giornata. Oh – lui è anche più bollente di quello che ricordavo… Lo voglio così tanto!'
“Sei al college? Sembri un uomo da college…” chiese Cordelia, i suoi occhi con discrezione scrutarono su e giù il corpo di lui.
Xander si accigliò. A lui non piaceva che la sua ragazza stesse controllando questo – attraente, Inglese, biondo con braccia muscolose e pettorali a vista sodi e… - Xander decise che non poteva rimproverarla. Dopotutto, anche lui l'aveva controllato poco fa – in un modo puramente scientifico, naturalmente. Sempre che Cordy non provasse a palpeggiare questo tizio Spike, era okay.
Oz non dava importanza al controllo di Willow su Spike. Lui era completamente sicuro della loro relazione. Anche se il ragazzo sembrava sfogliare frettolosamente le pagine di una rivista.
“Uh – no. Non sono più al college. Ho 24 anni” disse Spike.
Buffy guardò altrove. ‘Ci sono solo 6 anni che ci separano… quello non è troppo male'
“Hey, G-Man!” Xander sorrise a Giles. “Come puoi avere un figlio di 24 anni se tu ne hai 38?”
“38?!” Spike sbuffò. “Questa è buona! Vanità il tuo nome è Rupert” Lui sogghignò.
Giles lanciò a Spike uno sguardo d'avvertimento.
“Ero – praticamente un ragazzino quando William è nato. Ora, non parliamo più di questo”
***
Buffy andò a casa da sola dopo la scuola. Lei era ancora scioccata che il suo amante segreto si fosse mostrato in città e che lui fosse il figlio di Giles. Giles era come un secondo, migliore, padre per lei. Era maggiormente strano. Era vero quello che quelle seccanti bamboline cantavano sulla strada per Disneyland, era davvero un piccolo mondo dopo tutto.
Buffy era scappata velocemente da scuola prima per evitare l'inevitabile conversazione con Spike. Lei sapeva che lui l'avrebbe messa con le spalle al muro prima o poi. Lei contemporaneamente aveva paura e desiderava parlare con lui di nuovo. Lei aveva mentito un casino quella notte a New York, e ora lui conosceva la verità. Sarebbe stato arrabbiato? Le avrebbe urlato contro?
Come Buffy stava camminando nel suo viale, una macchina si fermò davanti alla casa. Una vecchia DeSoto nera, nuova di zecca.
Il suo respiro si fermò nella sua gola quando vide Spike uscire e guardarla oltre il tettino della macchina per un momento, poi lui girò attorno per mettersi in piedi vicino al bagagliaio, permettendole di vederlo tutto. Era bellissimo. Il sole splendeva sui suoi capelli biondi, facendoli sembrare ancora più bianchi. In aggiunta ai suoi jeans e t-shirt neri, indossava un lungo spolverino di pelle nera. Sembrava così bello su di lui. Stava fumando una sigaretta. Normalmente, Buffy non trovava il fumare sexy, ma su di lui, sembrava bello. Su di lui, qualsiasi cosa poteva essere bella. Lui prese una boccata e schioccò il mozzicone lontano.
“Ciao” disse Spike soffiando fuori il colpo, ficcando le mani nelle tasche del suo soprabito e fissandola.
“C-ciao… mi – mi hai seguita?” chiese Buffy con voce stridula.
“Sì. Sei andata via prima – che avessimo possibilità di – parlare” I suoi scintillanti occhi blu perforarono in quelli di lei.
Buffy era nel panico. “Io – non voglio parlare”
Lei camminò rapidamente verso la porta d'ingresso, cercando a tentoni le sue chiavi di casa. Spike apparve accanto a lei sul portico.
“Dannazione, Dar – Scusa, non è Darla, è Buffy, vero? Perdonami. Dopo aver pensato a te come Darla per un mese, è un po' difficile abituarsi ad usare il tuo vero nome” disse lui con una nota di sarcasmo.
Buffy provò a mettere la chiave nella serratura, ma continuava a mancarla. Le sue mani stavano tremando troppo.
Spike vide quando spaventata lei fosse e istantaneamente rimpianse il suo atteggiamento. Anche se lei meritava di essere rimproverata per quello. Lui si allungò e prese le mani di lei nelle sue, voltandola per fronteggiarlo. Lei alzò lo sguardo negli occhi di lui, il suo intero corpo tremava.
“Abbiamo bisogno di rinfrescare l'aria, passerotto. Ho cose che ho bisogno di dirti” disse lui in quello che sperava fosse un tono rassicurante.
Buffy annuì col capo impercettibilmente. Lei era d'accordo su tutto quando lui la toccava e la guardava negli occhi.
“O-okay. Solo – non urlarmi” il suo mento tremò.
Il cuore di Spike si sciolse. Lui voleva raccoglierla nelle sue braccia e… Lui prese un sospiro tremolante e sorrise.
‘Sii forte… sii forte… sii forte…' ripeté Spike a se stesso.
“Non urlerò. Promesso”
Buffy sorrise debolmente poi aprì con la chiave la porta d'ingresso. Lui seguì Buffy nel soggiorno. Lei sedette rigidamente sul divano. Lei non stava aspettando ardentemente questa discussione.
Spike sedette sull'altro lato del divano e si voltò a guardarla.
“Mia mamma sarà a casa attorno alle 6… tu probabilmente dovresti andare via prima di allora…” disse Buffy guardando in basso il pavimento. “Cosa è successo alla fantastica Porsche che ti ha dato quella donna?”
“Venduta. Sarebbe stato difficile convincere mio Papà che ho preso i soldi per quella per aver pubblicato alcuni racconti brevi… Tu – non hai detto a nessuno cosa faccio per vivere… vero?” chiese Spike ansiosamente. “Mio padre… dubito che sarebbe – orgoglioso – a dir poco…”
“No. Naturalmente no… Il tuo segreto è al sicuro con me. Non lo dirò a nessuno” Buffy strofinò la stoffa del divano.
Rimasero in silenzio per alcuni momenti.
“Sei ancora al liceo. Perché non me l'hai detto? Perché hai finto -”
“Ho 18 anni. Perciò non sgridarmi” Buffy si dimenò.
Spike soffiò fuori un respiro. Lei non era così giovane come lui aveva temuto. Ma… era ancora troppo giovane per lui.
“Beh, questo è sollievo. Ma perché hai finto di essere Darla St. John? Cosa stavi pensando? E invitare un uomo che non conosci nella tua stanza d'albergo…”
“Io – non stavo pensando… voglio dire, c'ero io, tutta sola in città, ubriaca ed eccitata – um – sola. Ed improvvisamente eri lì, in piedi fuori della mia porta sembrando così bello – così bollente… L'ho perso. Mi – dispiace…” Buffy fece penzolare la testa.
Spike sospirò. “Mi hanno licenziato, sai. La vera Darla St. John era proprio arrabbiata che io non mi sono mostrato”
La testa di Buffy si alzò rapidamente. “Loro – ti hanno licenziato? Oh Dio, sono così dispiaciuta! Non pensavo che avresti avuto problemi… So che era stupido pretendere – Loro non hanno detto che ti avevano licenziato, hanno detto che te ne eri andato…”
“Chi ti ha detto che me ne ero andato?” Spike corrugò il suo sopracciglio.
Buffy guardò altrove di nuovo, la sua faccia divenne rossa.
“Buffy” disse lui con voce dolce, “hai chiamato il servizio chiedendo di me?”
Il cuore di lui martellò dolorosamente al pensiero di lei che provava a contattarlo di nuovo. Anche lei era stata incapace di dimenticarlo?
“Una specie… io solo – non so… volevo sentire la tua voce…” Lei giocò con il bordo della sua minigonna rossa poi lo guardò, i suoi occhi lucidi. “Volevo sapere – come stavi”
“Io ho sentito – la stessa cosa” disse Spike, inconsciamente movendosi più vicino a lei. “Io – ho chiamato l'hotel e ho chiesto se ci fosse un numero dove la donna che aveva alloggiato nella suite 213 potesse essere raggiunta. Inutile dire, loro non mi hanno dato l'informazione… hanno detto solamente che la stanza era registrato a nome di Mr Summers”
“Davvero?” Il cuore di Buffy fece un tonfo.
Anche lui aveva cercato di trovarla! Quella notte aveva significato tanto per lui come per lei! Lei fece una Snoopy Dance mentale. Lei si mosse più vicino a lui, e le loro cosce si toccarono, i loro respiri si attaccarono su una tacca.
Spike accennò con la testa. I suoi occhi andavano da lei alle sue labbra leggermente aperte. Lui voleva così tanto baciarla. Sapeva che non avrebbe dovuto. Lei era troppo giovane… era un'amica e una studentessa di suo padre… era sbagliato… ma… Lui si piegò in avanti, diminuendo lentamente la distanza tra loro e sfiorando le labbra di lei con le sue. Lui era impotente contro la forza della sua attrazione per lei.
Loro gemettero e si sciolsero nel bacio, le loro braccia si alzarono per avvolgere attorno l'altro. Il loro lungo mese di frustrazione ed il desiderio intenso erano finalmente arrivati ad una fine.
“Oh Spike!” borbottò Buffy contro le sue labbra, inclinando la testa per approfondire il bacio.
Dopo un minuto, loro si allontanarono, ansimando, i loro occhi chiusi. Lentamente aprirono i loro occhi, ora lucidi di desiderio.
“Perdonami?” Buffy prese fiato. “Per aver mentito e per l'averti fatto licenziare, voglio dire”
“Va bene, passerotto. So che non volevi fare nessun danno” Spike riandò alle sue labbra gonfie per il bacio, desideroso di tuffarsi indietro per di più.
“Spike, mi sei mancato così tanto” Buffy sospirò sognante.
Loro cercarono gli occhi dell'altro per un momento prima di balzare a vicenda, fondendo insieme le loro bocche, baciando disperatamente e avidamente.
“Oh! Sì! Mi sei mancato! Ti voglio!” Buffy ansimò quando Spike tirò via la sua lingua dalla sua e attaccò il suo collo, mordendo e succhiando.
“Buffy! Dio – Stavo diventando pazzo pensando a te” Spike ansimò contro il suo collo.
“Io – non ero solo un'altra – cliente, allora?” chiese lei affannosamente.
Spike si tirò indietro per guardarla negli occhi. Lei poté vedere la stessa disperazione e desiderio intenso negli occhi di lui che lei stava sentendo.
“No. Non importa quanto forte abbia provato, non riuscivo a smettere di pensare a te, sognare di te. Io – “
Buffy lo fece smettere schiacciando la sua bocca contro quella di lui. Lei lo spinse giù sul divano e salì sopra di lui. Il suo corpo cantava ancora una volta all'essere abbandonato sopra quello di lui. Il suo pene indurito la colpì.
Si baciarono mentre le loro mani felici volavano sopra il corpo dell'altro. Buffy tirò la sua camicia fuori da dove infilata nei suoi jeans e fece correre la mano sotto per toccare la pelle nuda del suo addome e torace. Stavano entrambi tremando per il desiderio che correva furioso attraverso i loro corpi indifesi. Spike mosse la sua mano lungo la sua schiena per prendere a coppa il suo sedere, massaggiandolo violentemente.
Buffy ansimò e si mise a sedere a cavalcioni su di lui, facendo marciare la sua gonna attorno alla vita. Poi lei si lasciò cadere in giù per continuare il loro bacio, attirando la sua scatola contro la sua durezza.
“Uhh! Spike!” gemette Buffy, mordicchiando le sue labbra mentre sbottonava i suoi jeans. “Ti voglio!”
Lei mise la sua mano lungo il davanti dei suoi pantaloni per sentire quel suo magnifico, grande pene.
“Ahhh! Sì! Buffy!” Spike boccheggiò mentre lei stringeva il suo pene duro e faceva scivolare la sua mano su e giù lungo la sua lunghezza.
I suoi occhi rotolarono all'indietro per il piacere che inebetisce la mente che il tocco di lei gli portava.
“Bisogno di te! Oh Dio – ho bisogno di te!” ansimò Buffy, portando fuori il suo pene con una mano mentre con l'altra muoveva da un lato le sue mutandine bagnate.
Proprio mentre lei stava facendo scivolare la sua punta dentro di lei, si sentì il suono di uno sportello di macchina che veniva chiuso nel viale.
Ci volle un momento al cervello di Buffy per elaborare il significato di quel suono.
I suoi occhi spararono fuori. “Oh mio Dio! Mia madre!”
Lei saltò lontano da lui. Entrambi frettolosamente sistemarono il loro vestiario e lisciarono i loro capelli scompigliati.
Colpì ancora Spike che quello era sbagliato. Lui non sarebbe dovuto essere preoccupato dell'arrivo a casa della madre della donna che li avrebbe trovati avvolti l'uno all'altro. Buffy era semplicemente troppo giovane per lui. Forse quando lei sarebbe stata lontano dai suoi cari, al college, le cose – sarebbero state diverse… Faceva male come l'Inferno, lui voleva stare con lei così malamente. Ma doveva essere forte.
Joyce Summers entrò attraverso la porta di ingresso e camminò nel soggiorno. Lei guardò Spike e Buffy sedere innocentemente sul divano. Loro si alzarono in piedi quando lei entrò.
“Ciao, tesoro. Stavo proprio per chiederti a chi appartenesse la macchina parcheggiata qui di fronte…” Joyce sorrise.
I suoi occhi scorsero sopra il giovane uomo di bell'aspetto.
‘Yum!' pensò Joyce. ‘Per favore fa che non sia uno dei suoi amici del liceo… non voglio sentirmi come oscena donna vecchia…'
“Uh – Ciao, mamma. Sei uscita dal lavoro presto? Oh, e questo è Spike… lui è – uh – il figlio di Giles”
“Non succedeva molto alla galleria così ho interrotto prima. Piacere di conoscerti, Spike. Tuo padre è un tale uomo affascinante” Joyce strinse la mano di Spike.
“Salve, signora Summers. Sì, papà è piuttosto un tipo. E posso capire da dove Buffy abbia preso il suo bell'aspetto” Spike le lanciò un sorriso sexy in modo devastante.
“Per favore, non signora Summers!” Joyce arrossì e rise, la temperatura del suo corpo salì di diversi gradi. “Chiamami Joyce”
“E' Joyce allora” accettò Spike.
“Sei anche tu – al liceo?” gli chiese Joyce, sperando che la risposta fosse ‘no'.
“No, nient'affatto… Sono fuori da un paio di anni ora…”
Joyce sorrise. Miomiomio… lui è un attraente giovane uomo… così magro e saldo… mi domando se gli piacciono le donne più grandi, con più esperienza?' Il pensiero passò velocemente attraverso la testa di Joyce.
“Spike mi ha condotto a casa da scuola. Non è stato carino?” mentì Buffy.
“Grazie, Spike. Non sei dolce! Vuoi qualcosa da bere?” chiese Joyce, sbattendo le ciglia.
“Uh – no grazie, Joyce. Devo veramente muovermi” Spike guardò il suo orologio.
“Beh, è stato carino conoscerti. Spero passi di nuovo… presto. Buffy, io vado a farmi un bagno caldo e rilassarmi per un momento prima di cena. Chiamami se hai bisogno di qualcosa, okay?”
“Sicuro, mamma” Buffy sorrise.
“Ciao, Spike”
“Ciao, Joyce”
Con un ultimo civettuolo sguardo, Joyce andò al piano superiore.
***
Una volta che sentirono chiudere la porta del bagno, tornarono indietro l'uno verso l'altro. Guardarono in basso in modo imbarazzato. Buffy trovò da ridire su un immaginario pezzo di garza sulla sua camicetta.
“Buffy… quello che è appena accaduto – quello che è quasi accaduto… dobbiamo controllarci. Non ero venuto qui con l'intenzione di – volevo solo parlare”
Lei alzò lo sguardo. “Tu non volevi… io pensavo che mi volessi” Il suo labbro tremolò.
“Ti volevo. Ti voglio”
Lui camminò verso di lei, e prese a coppa la faccia di lei nelle sue mani. Lei si appoggiò nel suo tocco.
“Tu sei proprio così dannatamente giovane” disse Spike con espressione malinconica.
“Perché dici così? Ho 18 anni. Sono grande abbastanza, non è come fossi minorenne. Non ti procurerai problemi”
“Forse non con la legge. Ma non penso che tua mamma sarebbe contenta che un ventiquattrenne annusi attorno alla sua figlia diciottenne. E mio papà – lui avrebbe un colpo se sapesse che io – sono stato con te. Lui sembra essere molto protettivo verso di te”
“Tu non vuoi stare con me, vero?” Buffy iniziò ad andare nel panico, le lacrime esplosero nei suoi occhi.
‘Questo può non star succedendo! Non posso averlo trovato solamente per averlo che mi rifiuta! Oh Dio! Perché devo essere innamorata di lui?!'
A lei non piaceva il suono di quello che lui stava dicendo. Non c'era nessun modo in cui lei voleva essere lontana da lui oltre, non quando il destino li aveva riportati insieme. C'era ancora un intenso calore tra loro. Non riusciva a sentirlo, anche lui? Buffy sentiva come se stesse per iperventilare.
“Buffy… intendevo quello che ho detto prima. Io – davvero ho pensato a te, ti volevo… ma solo non può funzionare tra noi. Oltre alla tua età c'è anche il fatto che sto per partire per LA per iniziare un nuovo lavoro fra un mese… non sarebbe giusto iniziare qualcosa –“
“Cosa? E quello che è successo prima che mia mamma tornasse a casa? Perché eri tutto sopra di me?” disse Buffy, diventando più angosciata ogni minuto.
Lui semplicemente non intendeva quello che aveva detto.
“Quello era – è stata debolezza da parte mia. Io – avrei dovuto provare a controllarmi…”
Era lacerare il suo cuore dirle queste cose quando tutto quello che lui voleva era avvolgere se stesso attorno alla piccola e graziosa ossatura e rimanere lì per sempre.
“Cosa? Ti piacciono le donne più vecchie, giusto? Perché eri completamente civettuolo con mia mamma! Proprio di fronte a me!” La voce di Buffy stava diventando più acuta.
“Io ero gentile. Solo calmati. Abbassa la voce!” mormorò Spike.
“Pensi che sono troppo immatura? È questo quello che pensi? Perché non lo sono!”
“Per l'inferno maledetto, Buffy! Perché la stai facendo così difficile? La smetterai? Smettila di essere una tale marmocchia dannatamente viziata! Tua mamma ti sentirà!” Spike alzò lo sguardo verso le scale nervosamente.
Lui non intendeva davvero parlare con asprezza e chiamarla marmocchia. Ma la tensione e lo stress del momento l'avevano preso.
“Marmocchia viziata?! Beh, almeno io non sono una put-“
Gli occhi di Buffy si spalancarono per lo shock di quello che aveva quasi detto. Lei buttò una mano sopra la sua bocca.
Il testa di Spike fece uno scatto all'indietro intorno per guardarla, i suoi occhi si spalancarono leggermente prima che la sua faccia si sbriciolasse. Allora, quello era cosa lei pensava davvero di lui…
“No… non lo sei. Sono io la sola puttana qua attorno” disse Spike tristemente.
Lui strinse ed aprì la sua mascella poi si voltò ed uscì dalla porta di ingresso.
Buffy gli corse dietro, afferrandolo per il braccio e facendolo girare indietro per fronteggiarla. Lo sguardo ferito sulla faccia di lui fece a pezzi il suo cuore.
“Spike! Spike, non intendevo quello! Non so cosa mi ha fatto dire quello! Mi dispiace!”
“Non scusarti. È la verità. Sono una puttana… e questo è tutto quello che sarò mai per te” disse lui con incisività nella sua voce, gli occhi accesi.
“No! Quello non è vero, non lo penso! Ero solo sconvolta perché tu hai detto che non vuoi stare con me – e – non sapevo cosa stavo dicendo”
“Ora lasciami andare” Spike tirò fuori il suo braccio dalla stretta di lei.
“Spike, per favore…” Buffy pianse.
Con uno sguardo fulminante lui si voltò e camminò verso la sua macchina. Buffy si abbracciò, le lacrime correvano lungo la sua faccia mentre lo guardava allontanarsi.
Buffy fu finalmente capace di aprire il suo armadietto dopo tre tentativi per la combinazione. Lei aveva dormito con difficoltà. Si era sballottolata e girata per ore pensando a Spike e alla discussione che aveva avuto con lui. Buffy odiava se stessa per averlo colpito ed averlo quasi chiamato con quel nome. Non sapeva cosa si era impossessata di lei per dirlo, oltre alla rabbia e ai suoi sentimenti feriti.
Ma ora Spike pensava che quello è tutto ciò che lui era per lei. Lei non poteva lasciare così. Doveva fare che lui la ascoltasse. Cosicché lei avrebbe potuto dirgli quanto lui significasse per lei. Anche se – loro non potevano stare insieme, lei non voleva ferirlo. Come diceva il proverbio? Ferisci sempre le persone che ami. Beh, lei non voleva farlo.
Willow camminò fino al suo armadietto, che era vicino a quello di Buffy.
“Hey, Buffy!” Willow guardò la faccia triste di Buffy. “Cosa non va? Sei stata la Signorina Pantaloni-Depressa tutto il giorno.”
“E' nulla…” Buffy mise via un libro.
“Oh… scommetto che lo so!” Willow fece un largo sorriso.
Buffy si voltò a guardarla. “Lo sai?”
“Mmm-hmm! È Spike! Vero?” Willow sogghignò.
Gli occhi di Buffy si allargarono. “Cosa?! No, no… non Spike” disse lei in modo non convincente.
“Hehehe, andiamo, Buffy! Ho visto il modo in cui lo guardavi ieri!” Willow si piegò più vicina e bisbigliò in tono cospiratorio. “Anch'io ho fatto un piccolo controllo sul suo corpo! Ti piace!” Lei rise scioccamente.
“Uh – um – no io no…”
“Sì, ti piace. Sei innamorata” Willow la spinse leggermente. “E sei tutta depressa perché pensi che non ti chiederà di uscire”
“No” Buffy iniziò ad arrossire come una matta.
“Sei proooopio una gattina innamorata! Ma non sei l'unica”
“Huh?” chiese Buffy.
"Harmony e il suo branco di iene si piazzano nella biblioteca ogni volta che possono da quando Spike è apparso. Sì, lo so Harmony in una biblioteca, uno dei segni dell'apocalisse. Ad ogni modo, l'ho sentita parlare a lezione di Biologia. Stava dicendo come lui bada a piegarsi in alto e ad arrampicarsi sullo scaffale per posare i libri sul ripiano più alto e loro controllano il suo grazioso sedere” Willow roteò gli occhi. “Lei pensa sul serio che riuscirà a farlo uscire con lei!”
Buffy digrignò i denti insieme e appallottolò le mani in pugni. Il pensiero di quella bimbo Harmony che spogliava Spike con gli occhi e metteva le sue sporche zampe su di lui, fece bollire il sangue della piccola e graziosa bionda. Lei si domandò se Harmony fosse in libreria cercando di ingannare Spike proprio ora.
Buffy chiuse il suo armadietto. “Devo andare, Wills. Ci vediamo”
Lei camminò velocemente verso la libreria, pronta a prendere a calci qualche sedere, se necessario.
“Aw, Buffy l'ha presa brutta!”Willow rise scioccamente. “Non vorrei essere Harmony adesso… o mai, per quel motivo” borbottò Willow.
***
Buffy prese un profondo respiro mentre stava in piedi fuori dalle porte della biblioteca. Lei non sapeva cosa pianificare di fare se Harmony era dentro a corrompere Spike. Sapeva solo che doveva fare qualcosa. Sia se fosse furbo o no, lei era innamorata di Spike.
‘Strapperò i capelli di quella stronza dalla radice prima che glielo lasci toccare!' Buffy fumava dentro di sé.
Lei diede una spinta attraverso le porte e fu sollevata che nessuno sembrasse essere lì. Eccetto Spike. Lui era in piedi al lungo bancone guardando attraverso alcuni libri. Indossava un paio d'occhiali rotondi, dal bordo metallico.
‘Oh! È così dannatamente attraente!' Buffy silenziosamente sospirò prima di camminare fino al bancone.
Lei doveva dirgli quanto fosse dispiaciuta e quanto lui significasse per lei.
“Ciao” disse Buffy delicatamente.
Spike alzò lo sguardo, un po' spaventato. Lui non l'aveva sentita entrare. Siccome era stato preso con la guardia bassa, dimenticò che era turbato con lei e sorrise, la sua intera faccia si illuminò. Un giorno non poteva cancellare un intero mese di desiderio di vederla di nuovo.
Poi, ricordò.
Loro non dovevano stare insieme. Lei era troppo giovane e… lo voleva solamente per il sesso. Il sorriso svanì e riandò in basso ai libri.
“Posso aiutarti?” chiese Spike in maniera formale.
“Non sapevo che portassi gli occhiali. Sembrano davvero bene su di te. Molto graziosi, molto sexy” disse Buffy, mettendo i suoi gomiti sul bancone.
Spike semplicemente le diede uno sguardo poi tornò al libero che stava studiando.
Lei sospirò. “Spike, sono dispiaciuta riguardo quello che ho detto ieri. Quello non è ciò che penso di te. Devi credermi”
“Te l'ho detto. Non scusarti. Avevi ragione. Io sono una puttana” disse lui semplicemente. “Puoi dirlo. Non è una parolaccia… beh, immagino lo sia in realtà… ma hai capito il punto”
A dispetto di come lui recitava, l'aveva ferito quando lei l'aveva detto, o quasi detto. Ma… non era diventato anche lui irritabile con lei? E lui le stava dicendo che non potevano stare insieme. Che avrebbe sconvolto tutti. Forse davvero lei non lo intendeva. Forse erano state solo le sue emozioni che correvano troppo forte ed erano subentrate alla sua bocca.
“No. Tu sei appassionato, divertente, tenero, amabile e gentile e tanto di più. Mi dispiace di averti ferito. Non avrei mai voluto ferirti. La nostra notte insieme – è stata tanto speciale per me. Tu sei tanto speciale per me”
Il tono della sua voce e la sincerità in quella, gli fecero alzare gli occhi ed incontrare lo sguardo di lei. Si fissarono l'un l'altro negli occhi. Spike aveva perso la sua determinazione velocemente. Il modo in cui lei lo guardava; così pieno di affetto e… desiderio. Si sentiva come se stesse affogando in quelle piscine liquide verdi dei suoi occhi. Loro lo attiravano come una risacca. Lei stava dicendo la verità. Lei davvero non aveva avuto intenzione di ferirlo. Spike sentì se stesso venir trascinato contro di lei ulteriormente. Lui inconsciamente si mosse verso di lei, poi si fermò.
Lui allontanò i suoi occhi da lei con uno sforzo, e guardò indietro in basso al bancone.
“Mio padre è in ufficio. Non dovremmo parlare di questo…”
“Okay” Buffy lanciò un'occhiata alla porta chiusa dell'ufficio di Giles, “Quando possiamo parlare allora? Cosa riguardo stasera? Potremmo…”
“No. Non stasera… ho piani”
Il cuore di Buffy si strinse.‘Ha un appuntamento?! Oh, per favore non fargli avere un appuntamento!'
“Oh?” disse Buffy a sangue freddo. “Okay. Allora cosa riguardo domani all'ora di pranzo? Possiamo trovare un posto tranquillo per parlare”
Spike tornò a guardarla. Aveva uno sguardo deciso sulla faccia.
Lui sospirò, ma sorrise tanto lievemente. “Non ti arrenderai finché avrai preso la tua strada, vero?”
“Proprio così” disse Buffy con un sorriso. “Non mi arrendo sulle cose che sono importanti per me” Lei mise la sua mano con dolcezza in cima a quella di lui sulla superficie del bancone. “Specialmente non sulle persone che sono importanti per me”
Lei accarezzò la sua mano. Lui si stava perdendo nei suoi occhi di nuovo. Persino questo tocco fuggevole aveva fatto martellare il suo sangue attraverso le sue vene. Cosa c'era in questa ragazza che lo rendeva impotente contro il suo fascino?
“Buffy, io – “ iniziò Spike.
“Buffy!” disse Giles uscendo dall'ufficio. “Sei qui prima del solito”
Buffy e Spike tirarono via le loro mani da quelle dell'altro e cercarono di agire casuali.
“Hey, Giles. Stavo solo – vedendo cosa stava facendo Spike nel ‘tuo dominio'. Ho sentito Harmony e le sue spassose amiche si trattengono molto in giro. Dovevo vederlo da sola” scherzò Buffy.
Giles sogghignò. “Sì, sono state qui più del loro solito, il che sarebbe mai. Ora, io mi domando cosa potrebbe averle ispirate a visitare la biblioteca dopo 4 anni?” disse Giles, guardando sopra il bordo dei suoi occhiali suo figlio.
“Papà, non le ho incoraggiate” disse Spike con irritazione, roteando gli occhi.
“Naturalmente no. Ma – non potresti provare a cercare un po' di pantaloni che – si adattano – a te in modo appropriato” lo stuzzicò Giles.
Spike sembrò scandalizzato, uscì da dietro il bancone e tolse i suoi occhiali.
“Cosa c'è che non va con i miei jeans?” chiese Spike, guardando in basso ai suoi stretti pantaloni neri.
“Buffy” disse Giles, “non pensi che i suoi jeans siano un tantino troppo – attillati?”
“Umm…” Buffy cercò di non occhieggiarlo, il che era difficile perché lui appariva davvero molto appetitoso, “loro sembrano – okay per me…”‘Molto meglio che okay! Mmmm! Un tale dolce ostacolo…'
Buffy sentì la temperatura del suo corpo salire mentre ricordava l'ultima volta che aveva visto lo stesso ‘dolce ostacolo' nudo. Lei rammentò come sodo e teso il suo sedere fosse sotto le sue mani quando lei lo massaggiava mentre lui martellava…
‘Whoa! Smetti di pensare a quello! Oh Dio caro…' Lei sentì le sue mutandine diventare umide.
Buffy trattenne il brivido che voleva scuotere il suo corpo. Lei moriva dalla voglia di toccarlo, di sentirlo ancora contro di lei. Spike doveva solo calmarsi. Lui doveva per lo meno dare a loro due una possibilità di farlo funzionare. Lei voleva davvero conoscerlo. Dentro e fuori.
“Pffft!” Giles buttò le sue mani in alto. “Naturalmente avresti detto quello”
Giles tornò nell'ufficio.
“Ti – vedrò domani allora? All'ora di pranzo?” chiese Buffy con calma, piegandosi vicino per sussurrare nell'orecchio di Spike.
Spike rabbrividì e chiuse gli occhi. La sensazione del suo fiato caldo sul suo orecchio, il suo profumo – una combinazione di fiori selvaggi e cannella – avvolto attorno a lui, fecero annacquare la sua bocca. Ci volle tutto il suo self-control per non prenderla fra le sue braccia e baciarla incosciente su due piedi.
“Sì… domani” Lui prese un profondo respiro.
“Buono” disse Buffy camminando all'indietro verso l'uscita. “Ti – vedrò allora”
Lei sorrise. Proprio mentre lei stava per andare, Spike parlò.
“Buffy?”
Lei si voltò per fronteggiarlo. “Sì?”
“Mi – mi dispiace di averti chiamato marmocchia viziata… non lo intendevo. Avevo solo – perso il controllo”
Spike sapeva che se lui non avesse iniziato a chiamarla, lei non avrebbe risposto in genere.
“E' okay. Capisco” disse Buffy tranquillamente. “Ho avuto lo stesso problema. Entrambi abbiamo detto cose che non intendevamo…” Lei sorrise ed attraversò le porte della biblioteca.
Buffy si sentiva più fiduciosa dopo aver visto lo sguardo nei suoi occhi. Lei era quasi certa che lui avrebbe perdonato il suo stupido comportamento di ieri. E anche lui aveva chiesto scusa per quello che aveva detto. Ma meglio di tutto, lui ancora la voleva. Lei ne era sicura. Ma… a lei non piaceva l'idea che lui avesse ‘piani' stasera. Piani che non includevano lei.
Spike si appoggiò contro il bancone, esausto per lo sforzo fatto per trattenersi dal baciarla e toccarla. Come sarebbe riuscito ad allontanarsi da lei? Sapeva che non era una buona idea per loro stare insieme… ma lui non sapeva quanto a lungo avrebbe potuto combattere il potere della sua attrazione per lei. Avrebbe ceduto, prima o poi. Doveva provare ad essere forte.
‘Per l'inferno maledetto! Come attraverserò questo mese senza… farle cose? Perché mi sono dovuto innamorare di lei? Perché, Dio, perché?'
Spike provò a distogliere la sua mente da Buffy ritornando al lavoro di controllo dei libri per suo padre e pensando ai suoi piani per stasera. Lui era eccitato e un po' nervoso riguardo questa sera, sperava che tutto sarebbe andato bene.
***
“Ragazzi!” Buffy gemette. “Vi ho detto che non sono dell'umore per ballare!”
Willow e Xander la trascinarono nel Bronze.
“Oh, sciogliti, Buffy! Ci divertiremo!” disse Willow, mentre si sedevano al loro tavolo.
“Hmph! Voi ragazzi siete semplicemente soli perché i vostri compagni sono occupati stasera” disse Buffy, mezza canzonatoria. “Se Oz e Cordy fossero disponibili stasera, vi sareste tutti dimenticati della piccola vecchia me”
“Non è vero! E francamente, mi offendo per il sottointeso!” disse Xander sembrando indignato e mettendo la sua mano sul suo torace.
“Uh-huh, sicuro” Buffy sorrise.
“Non preoccuparti, troveremo un qualcuno speciale anche per te, Buffster” Xander mise un braccio attorno a lei.
“Io non voglio che mi troviate qualcuno… sono perfettamente felice – come sono” protestò Buffy.
“E riguardo al Ballo Studentesco? Non vuoi andare?” chiese Willow.
“Non è – importante per me” disse Buffy in modo non convincente.
Lei voleva andare al Ballo Studentesco. Aveva immaginato lei e Spike tutti vestiti a festa con abiti formali e dolcemente ondeggianti alla musica, la sua testa sulla spalla di lui, tenendosi l'un l'altro stretti…
Buffy sospirò, persa per un momento nella fantasia.
“Vado a prendere qualcosa da bere” disse Buffy, alzandosi dal tavolo e facendosi strada fino al bar.
Ordinò una Diet Coke con limone e aspettò.
‘Mi domando cosa starà facendo Spike stasera? Ha detto che ‘aveva piani'… Che significa? Sta cercando di andare avanti con un'altra ragazza? Probabilmente sì… Sono una tale perdente…'
Buffy prese il suo drink e pagò il barista. Guardò nel suo bicchiere, mescolando il ghiaccio con il suo dito.
'Ma parleremo domani... ho bisogno di dirgli quanto l'amo. E se lui scappa via quando glielo dico? Alcuni ragazzi prendono il volo scappando quando le ragazze dicono quello... Probabilmente lui penserà che sono solo una stupida ragazzina.'
“Hey, Buffy!”
Lei si voltò per vedere la forma alta, imponente di Angel, il suo ex-ragazzo. Lei strinse gli occhi.
“Cosa vuoi, verme?”
“Verme? Mi ferisci” Angel afferrò il suo torace.
“No, ma lo farò se tu non te ne vai dalla mia faccia”
“Tale ostilità! Santo cielo” Lui rise con aria furba. “Non dirmi che sei qui con una persona per un appuntamento? Sei finalmente tornata a cavallo?”
“Non sono affari tuoi” Buffy tornò indietro al suo drink, trovandolo più interessante di Angel.
Angel si piegò più vicino. “Devi davvero tentare di superarmi, piccola. È un anno ormai. Non prendermi male, sono lusingato. Ma stai iniziando a sembrare davvero patetica”
“Molto ego? Sono moooolto lontana da te!” Buffy arrossì di rabbia.
Lei lo spinse lontano da sé.
“Per la verità, ho incontrato un ragazzo che ti fa sfigurare, bub (?)” Buffy ghignò con cattiveria. “Potresti prendere lezioni da lui su come soddisfare una donna. Abbiamo anche riso quando gli ho detto proprio quella cosa, mentre eravamo sdraiati sul letto”
Il sorriso di Angel vacillò. “Oh sì? Beh, dov'è questo uomo del mistero?” Lui guardò in giro. “Non ti vedo qui con qualcuno. Eccetto che per i tuoi fedeli amici e compagni perdenti, naturalmente”
Buffy ed Angel continuarono a discutere mentre il presentatore arrivò sul palco e fece un annuncio.
“Vi state divertendo tutti stasera?” chiese il presentatore.
La folla fischiò e gridò.
“Grande! Continuiamo a muovere le cose con un altro artista. Questa è la prima volta qui al Bronze per il prossimo ragazzo, quindi facciamo sentire benvenuto!”
La folla applaudì mentre il prossimo cantante arrivava sul palco. Lui si schiarì la gola.
“Hey, è davvero bello essere qui. Sono Spike e farò alcune canzoni per voi stasera. Inizierò con un certo Springsteen”
Alcuni membri della folla espressero la loro approvazione.
Buffy ghiacciò quando sentì la sua voce. Angel continuava ad impuntarsi contro di lei, ma lui sbiadì sullo sfondo, diventando un disturbo minore come un moscerino ronzante attorno al suo orecchio. Lei si voltò verso il palco. Spike era in piedi lì con una chitarra acustica. Lei si diresse verso il palco senza un altro sguardo ad Angel. Lei era una falena attirata dalla fiamma di Spike.
“Hey, mi stai ascoltando? Cosa c'è che non va con te?” Angel era infastidito che lei non gli stesse prestando attenzione.
Buffy continuò a muoversi fino a che fu direttamente davanti al palco. Lei si unì vicino a più di qualche altra cliente donna. Lei alzò lo sguardo su di lui, un'espressione sorpresa ma lieta sulla faccia.
‘Allora erano questi i suoi piani. Non era un'altra ragazza! Lui canterà! Non posso aspettare di sentire come sembrerà!' Buffy fece di nuovo la sua mentale Scooby dance.
Spike guardò in basso nella faccia rialzata e sorridente di Buffy. Lui esitò.
‘Oh Dio! Cosa fa qui?! Perché deve guardarmi – così? Non riesco a ricordare le maledette parole!' Lui entrò nel panico silenziosamente.
Poi prese un paio di profondi respiri, concentrandosi sulla musica e sulle parole. Mentre faceva correre il testo attraverso la sua mente, lui realizzò quanto appropriato fosse alla sua situazione con Buffy. I suoi occhi fermi su di lei, lui iniziò a cantare:
I'm ridin' in your car, you turn on the radio
You're pullin' me close, I just say no
I say I don't like it, but you know I'm a liar
'Cause when we kiss, ooh, fire
Buffy si sentiva tutta troppo espansiva e sciolta. La sua voce era così sexy; leggermente ruvida ma scorreva tuttavia su di lei come seta. E lui sembrava così tanto mangiabile. Indossava una maglietta bianca e dei blue jeans stretti con ai piedi un paio di Doc. I suoi capelli erano storti e appiccicati come lo erano stati il ‘mattino dopo' nella stanza d'albergo. Era delizioso.
Late at night, you're takin' me home
You say you wanna stay, I say I wanna be alone
I say I don't love you, but you know I'm a liar
'Cause when we kiss, ooh, fire
Il modo in cui lui suonava e appariva quando diceva ‘ooh' fece scremare Buffy nelle sue mutandine. Buffy non era la sola che si godeva lo show.
Harmony era in piedi proprio dietro di lei. Dalla sua posizione di forza, Spike sembrava star guardando lei, non Buffy. Lei sbatté le ciglia e gli diede un sorriso malizioso, non che lui lo notò.
You had a hold on me right from the start
A grip so tight I couldn't tear it apart
My nerves all jumpin', actin' like a fool
Well, your kisses they burn, but my heart stays cool...
Well, Romeo and Juliet, Samson and Delilah
Baby you can bet a love they couldn't deny
My words say split, but my words they lie
'Cause when we kiss, ooh, fire
Buffy era così bella, così eccitata per lui. Spike non era più nervoso mentre guardava negli occhi di lei. Una strana calma discese sopra di lui. Poteva sentire la connessione tra loro, che lo trascinava a lei. Niente aveva importanza in questo momento: non l'età di lei, non i suoi lavori di accompagnamento, non suo padre o la madre di lei. C'era solo Buffy e i suoi luminosi occhi verdi, il suo sorriso luminoso, la sua personalità forte ma vulnerabile. Lui la voleva ancora con ogni fibra del suo essere.
Ooh fire...
Kisses like fire…
Burn me up with fire
I like what you're doin now, fire
Touchin me, fire
Touchin me, burnin me, fire
Take me home
Il pubblicò applaudì e gridò quando lui finì la canzone. Lui ruppe in un ghigno. Buffy si sciolse un po' di più al suo sorriso naturalmente felice. Lui sembrava un Dio del rock in piedi lì al centro del palco, le luci formavano un alone multicolorato attorno al suo corpo muscoloso e teso. E lui aveva le mani più eleganti, belle ma forti, ma Buffy aveva notato quello tanto tempo fa a New York. Le cose che lui poteva farle con quelle mani…
“Grazie! Ragazzi siete eccezionali!”
Spike guardò Buffy brevemente prima di lanciarsi nella sua prossima canzone. Lui fece uno sforzo per guardare in altre parti della folla questa volta. Devi lavorarti la stanza quando ti esibisci dal vivo.
Durante il corso delle ultime due canzoni, i suoi occhi continuavano a muoversi indietro a lei, solo per passare velocemente lontano una volta che lui realizzava che lo stava facendo di nuovo.
Alla fine della sua serie, Spike ringraziò il pubblico poi soffiò un bacio al mare urlante di giovani donne raccolte attorno davanti al palco prima di fare la sua uscita nel backstage. Buffy aveva applaudito e urlato più forte, assicurandosi che lui sapesse che a lei erano piaciute le sue canzoni.
Le altre ragazze ridacchiarono scioccamente e parlarono l'una con l'altra animatamente, riguardo al nuovo sexy cantante biondo. Buffy cercò di non essere gelosa mentre tornava al tavolo per unirsi a Willow e Xander.
“Wow! Spike sa davvero cantare!” Willow rimbalzò nel suo posto.
“Lui – non era così male” disse Xander, masticando rumorosamente alcune ciambelline salate.
“Non era così male?! Era eccellente!” Buffy irradiava.
Willow rise. “Ecco di nuovo la gattina innamorata!”
Buffy arrossì. “Smettila!”
Lei chinò la testa.
“Ehy, ecco là Spike!” disse Willow, mettendosi in piedi per vedere sopra le teste della folla. “Va dalla parte dei bagni e… uh-oh, ha un po' di compagnia…”
Buffy immediatamente si alzò e guardò nella direzione in cui Willow stava guardando. Lei vide la schiena di Spike mentre camminava, con Harmony vicina dietro.
Gli occhi di Buffy si restrinsero, lei increspò le labbra.
‘Stronza!'
“Torno subito” disse Buffy, afferrando il drink di Xander e poi andando dalla parte dei bagni.
“Hey, quella è la mia Coca!” protestò Xander.
Willow mise la sua mano sul braccio di lui. “Lei è in modalità ‘prendi a calci il sedere' , Xan. Lasciagliela prendere, te ne comprerò un'altra. È più facile in questo modo…”
***
Buffy doveva tenere a freno la furia che la sommergeva quando finalmente raggiunse Spike e Harmony fuori dai bagni. La schiena di Spike era contro il muro, e una sigaretta non accesa penzolava dalle sue labbra, Harmony era in piedi davanti a lui, c'erano solo un paio di millimetri fra i loro corpi. Harmony stava toccando il torace di lui con la punta delle sue dita. Mentre Buffy teneva la sua rabbia sotto controllo, ascoltò la loro conversazione.
“Ascolta, amore… sei una ragazza attraente, ma – sei troppo giovane per me. Senza offesa” disse Spike gentilmente.
“Ho 18 anni. Tutto legale ed ogni cosa. Non ho potuto fare a meno di notare che mi stavi guardando mentre cantavi, Blondie Bear.” Harmony trascinò la sua mano lungo il torace di lui. “Posso sentire il calore tra di noi, Spikey. Riesci a sentirlo?” Le sue dita giocarono con il bottone superiore dei jeans di lui.
Quello era tutto ciò che Buffy poteva ingerire.
Harmony indietreggiò da Spike e mise le sue mani sui suoi fianchi. Lei guardò Buffy come se fosse un insetto.
“Ti spiace, perdente?! Spikey ed io stavamo avendo una conversazione priva-“
Harmony si fermò a metà frase quando Buffy inciampò e ‘casualmente' lanciò il bicchiere pieno di Coca sulla faccia di Harmony e lungo il davanti del suo top rosa dall'apparenza costosa.
Buffy coprì la sua bocca con una mano, i suoi occhi aperti in modo comico.
“Oh! Scusa, Harm! È stato completamente un incidente! Sono una tale goffa e sbadata!”
Harmony stava tremando di rabbia e incredulità, tenendo le braccia lontane dal suo corpo e guardando in basso la sua camicetta.
“Tu maledetta stronza!” Harmony stridette, la Coca gocciolava dalla sua faccia. “L'hai fatto di proposito!”
“Ora, perché avrei dovuto farlo? Come ho detto, è stato un incidente” disse Buffy innocentemente.
Se Harmony voleva battersi, lei era pronta. Lei avrebbe felicemente fatto a pezzi Harmony una nuova volta se lei l'avesse spinta.
“Stronza! Ti odio!” urlò Harmony poi corse indietro nella stanza principale del club.
Spike era un po' stordito, ma divertito. Lui sorrise di proposito.
“Quello non è stato molto gentile, passerotto”
Buffy rise scioccamente. “Ooopsy!”
Loro sogghignarono.
Poi l'espressione di Buffy cambiò – i suoi occhi diventarono tempestosi, la sua lingua apparve per scorrere lentamente sopra le sue labbra. Lei si avvicinò a lui con determinazione. Essere testimone della scena con Harmony che palpeggiava Spike aveva portato alla luce l'animale in lei. L'istinto primitivo di reclamare e difendere ciò che era suo l'aveva sopraffatta. ‘Buffy Cavernicola' era ora fermamente sotto controllo.
Spike inghiottì con difficoltà, premendo se stesso indietro contro il muro vicino al telefono pubblico a gettoni. Lui arrivò in alto e tirò fuori la sigaretta dalla sua bocca, lasciandola rimbalzare sul pavimento. Solo il barlume negli occhi di lei lo stava facendo diventare duro come una roccia. Lei sembrava – determinata. Lei arrivò più vicino e più vicino a lui, fino a che i suoi seni sfiorarono contro il torace di lui.
“Buffy… non possiamo… non dovremmo…” mormorò lui senza aiuto, i suoi occhi balzavano avanti ed indietro tra gli occhi e le labbra di lei.
Le scintille volavano veloci e furiose tra di loro, il loro desiderio era tangibile.
“Non mi importa. Io ti voglio” disse lei con voce rauca.
Lei fece scivolare una mano su per il torace di lui per accarezzargli il collo. Lui sembrava così bello, in qualche modo anche più sexy del normale, tutto sudato e in disordine dall'essere stato sotto le luci calde del palco. Buffy l'aveva visto elegante e raffinato, in qualche parte intermedio, e ora lo stava vedendo completamente rozzo. E naturalmente, lei non poteva dimenticare quanto adorabilmente sexy lui sembrasse con i suoi occhiali. Tutti i suoi ‘look' erano deliziosi e la facevano diventare matta per il desiderio.
Buffy continuò, “Ti voglio così tanto, Spike. Ho sognato di essere con te di nuovo per così tanto. So che questo può darsi ti spinga a correre via urlando, ma devo dirlo… ti amo, Spike. Penso di farlo dalla prima volta che ti ho visto in piedi fuori dalla mia stanza d'albergo. La prima volta che i nostri occhi si sono incontrati, ho sentito questa specie di…”
“Connessione?” finì Spike, i suoi occhi scuri e socchiusi per il desiderio. “L'ho sentita anch'io… la sento ora” disse lui con voce stridula.
Spike non poteva più negare o combattere l'intensa attrazione che doveva a lei dal momento in cui lei aveva aperto la porta della sua suite d'albergo. Lei aveva appena detto che lo amava. E lui poteva vedere nei suoi occhi che lo intendeva. Lui la desiderava come un drogato desiderava l'eroina. Era un mese da quando lui aveva avuto questo imbarazzo, e stava avendo seri ritiri. Era stato un pazzo a credere che forse poteva stare vicino a lei e non volerla, non arrendersi ai suoi sentimenti per lei. Era una battaglia persa. L'aveva brutta. Era innamorato di lei.
Spike accarezzò la faccia di lei con il suo pollice. “Buffy, so che è sbagliato… ci sono così tante ragioni per cui non dovremmo, ma – Dio aiutami – anche io ti amo. Sto annegando in te, Buffy”
“Oh, Spike, non è sbagliato. Non può esserlo. È più giusto di qualsiasi cosa io abbia mai sentito” sussurrò lei, il suo cuore scoppiava di gioia all'ammissione di lui. Lei sorrise lievemente. “Se amarti è sbagliato, non voglio essere nel giusto”
‘Lo SAPEVO! Lo sapevo che anche lui lo sentiva! Sì!'
Loro premettero le loro labbra insieme. Il momento in cui le loro bocche si unirono, i loro corpi presero fuoco. Gemettero e piagnucolarono l'uno nella bocca dell'altro alla forza e al potere della loro passione. Le loro mani cercarono a tastoni e vagabondarono sopra il corpo dell'altro.
“Whoa! Buona questa, elegantone!”
Loro ruppero il bacio per vedere un tipo pietroso, dall'apparenza ubriaca, dare a Spike un doppio ‘pollice alzato'. Il lapidatore inciampò all'indietro nella stanza principale.
Spike e Buffy guardarono indietro l'uno all'altro e risero leggermente. Prima della fine di un secondo minuto loro stavano di nuovo schiacciando insieme le loro labbra, baciandosi avidamente.
“Mmm! Dobbiamo andare da qualche parte!” disse Buffy contro la bocca di lui.
Lei cominciò a strisciare a sinistra, portandolo insieme con lei, le loro bocche e lingue ancora duellavano come matti. Buffy cercò lungo il muro la maniglia del ripostiglio che sapeva proprio vicino all'angolo dove loro erano. Due anni prima, lei aveva fumato il suo primo spinello con Xander e Oz. Lei e Spike avrebbero potuto avere un po' di privacy lì.
Buffy fece ‘Mmmph!” in trionfo quando la sua mano venne a contatto con il pomello. Lei lo voltò rapidamente e spalancò la porta. Loro inciamparono attraverso, poi Buffy chiuse la porta, allontanandosi da lui per un secondo per chiuderla. Lei ondeggiò la sua mano in aria fino a che trovò la catena che accendeva l'unica, semplice lampadina. Lei doveva guardarlo, doveva vederlo. Loro fissarono negli occhi pazzi di desiderio dell'altro. La lampadina dondolò avanti ed indietro, gettando sulle loro facce in alternanza ombre e luce. Era quasi surreale, troppo come uno dei loro sogni. Entrambi pregarono che non fosse un sogno questa volta.
“Ti voglio!” Buffy si precipitò indietro contro di lui. “Spike, ti voglio ora!” Lei ansimò, tirando la camicia di lui fuori dai suoi jeans.
“Buffy! Oh, Buffy – ho tanto bisogno di te!” Spike respirò affannosamente, tirando su la camicetta di lei.
Buffy alzò le sue braccia mentre lui le toglieva la camicetta, lasciandola con un reggiseno rosa e i suoi jeans. Le loro mani si affrettarono sui bottoni e chiusure lampo dell'altro mentre continuavano il bacio soffocante.
Spike slacciò i pantaloni di lei per primo, spingendo loro e le mutandine di lei in basso oltre il suo sedere. Lui mise le sue forti mani sul sedere di lei, stringendo e massaggiando la sua carne nuda. Lui amava il modo in cui il sedere sodo di lei appariva sotto le sue mani.
Buffy miagolò e spinse i jeans di lui in basso oltre i suoi fianchi. Lei provò a sbarazzarsi anche della sua biancheria ma non riuscì a trovare la cintura. Guardò in giù e sorrise. Lui non stava indossando niente.
“Tu bambino cattivo!” Lei rise scioccamente.
Spike rise con aria furba e l'attirò di nuovo contro di lui.
Buffy giunse in basso e prese nella sua mano il pene duro come roccia di lui, pompando su e giù, deliziandosi della durezza e della levigatezza della sua pelle. Lei fece correre il suo pollice sopra la punta, roteando la preiaculazione trapelata attorno alla testa. Spike gemette e si spinse nella mano di lei poi diede una spinta più urgentemente alle sue mutandine con le sue mani, avendo bisogno di essere dentro di lei.
Si separarono abbastanza per Buffy per calciare via i suoi sandali con la linguetta e rimuovere velocemente le sue mutandine, lanciandole da una parte. Spike era su di lei ancora prima che le sue mutandine raggiungessero il pavimento. L'afferrò sotto il sedere e la sollevò. Buffy avvolse le sue gambe attorno alla vita di lui e mise le sue braccia attorno al suo collo mentre si baciavano freneticamente.
Spike fissò la schiena di lei contro il muro per appoggio mentre Buffy prendeva indietro il suo pene nella mano e lo metteva tra le sue labbra inferiori bagnate.
Con un grugnito Spike si spinse completamente nella fica fumante di lei. Loro si afferrarono l'un l'altro e boccheggiarono di felicità perfetta all'essere intimamente uniti di nuovo. Avevano entrambi sognato di questo ed erano così disperati di sentirlo di nuovo per così a lungo.
“Buffy – Ahhh! – Sei così bella!” Spike prese fiato, iniziando a muoversi dentro e fuori.
“Sì – Spike! Oh cazzo! – ohhh – Sì!” Buffy pizzicò e leccò il lato del collo di lui.
Lui martellò dentro di lei forte e veloce, entrambi avevano bisogno di trovare sollievo. Cose dai vicini scaffali (rotoli di carta igienica, scatole di cartone di tovaglioli, bottiglie di Mr. Clean, etc.) scossero e vibrarono, alcune cose ruzzolarono sul pavimento, mentre la schiena e il sedere di Buffy sbattevano contro il muro.
“Ahhh – passerotto – Dio!” Spike gemette. “Così – Uhhh – Dannatamente – Stretta! Così calda!”
“Unngh! Spike! OH DIO! Sto per – venire! Fammi VENIRE!”
Buffy voleva piangere per l'assoluta felicità e gioia che sentiva ad averlo affondato dentro di lei di nuovo, che pompava il suo bastone dentro di lei con vigore. C'erano state così tante notti passate a pensare a lui mentre si masturbava. Non c'era sostituto per la cosa reale. Lei graffiò la schiena e le spalle sudate di lui, gemendo ad alta voce.
Il rumore sordo dei loro corpi contro il muro; l' umido, succhiante suono del pene di lui che si spingeva dentro e fuori la fica gocciolante bagnata; il suono forte che le sue palle pesanti facevano mentre colpivano contro il sedere di lei e le loro grida di piacere riempirono la stanza. La lampadina dondolava ancora avanti e indietro leggermente.
Era il Paradiso, era meraviglioso. Era tutto quello che avevano sognato e fantasticato da quando si erano separati a New York. Erano così persi nel momento che non pensarono a fare uno sforzo per essere silenziosi.
Spike stava per venire ad ogni secondo ora, poteva sentire che anche lei era vicina. Lui tolse una mano dal sedere di lei e la portò attorno al suo clitoride. Lui lo strofinò e pizzicò violentemente, avendo bisogno di sentirla venire attorno al suo pene. Lui poteva sentire le sue palle tendersi contro il suo corpo, diventando pronte a scaricare.
Buffy urlò e tremò quasi per il dolore mentre il suo orgasmo la colpiva con piena forza.
“OH DIO – AHHH! AHHH! – NGGHHA! SIIII!“ Lei boccheggiò. Le sue palpebre tremolarono rapidamente mentre lei veniva in modo esplosivo.
Buffy nascose la sua faccia nel suo collo e continuò a schiacciarsi contro di lui, gemendo e piagnucolando.
“OH CAZZO! AAGGGHH! OH DIO!” urlò Spike con un'energica spinta mentre esplodeva dentro nella strettezza di lei come un vulcano.
Buffy alzò la sua testa per guardare la faccia di lui mentre veniva. Lui la guardò allo stesso momento. Ansimarono e rantolarono mentre si guardavano nelle profondità degli occhi dell'altro, movendo ancora i loro corpi insieme. Le pareti interne di lei palpitarono attorno e spremettero il suo pene zampillante per quelle che sembrarono ore.
Alla fine, completarono il loro ballo, entrambi i loro corpi tremanti e sudati. Spike abbassò le gambe di lei a terra mentre si coccolavano e baciavano l'un l'atro dolcemente.
“Ti amo, Buffy” sussurrò Spike nell'orecchio di lei mentre toccava lievemente con le sue labbra il lobo.
“Mmmm, ti amo anch'io” Buffy sospirò e sorrise, facendo correre le sue mani sopra le spalle e il collo lucidi di lui.
“Oh merda!” La faccia di Spike raggelò per il panico. “Abbiamo dimenticato di usare protezioni! Oh Dio, non posso credere io – “
“Shhh” Buffy lo baciò. “Prendo la pillola. È okay. Volevo sentirti cavalcare senza sella ad ogni modo”
Spike espirò e si rilassò.
Lei rise, baciandolo lungo la mascella. “Hmm…”
“Cosa?” chiese Spike, posando baci lungo la spalla di lei.
“Stavo pensando a come ho dimenticato la tua mancia… a New York” Lei rise scioccamente. “E tu ne meritavi una GRANDE! Ero mortificata che non ti avevo dato niente dopo che tu mi avevi dato la migliore notte della mia vita”
“La migliore notte?” Spike ghignò orgogliosamente.
“Mmm – hmm! Ma, non ho per niente soldi… dovremo trovare una soluzione. Che ne pensi… tu mi porti a casa tua e io faccio qualsiasi cosa tu voglia… finché non pago lavorando – la tua mancia” Buffy bloccò la sua lingua fra i denti.
“Beh… questo sembra – ragionevole. Quanto avresti voluto darmi di mancia? Giusto per avere un'idea di quanto ‘pagare lavorando' stai per fare” Spike fece un sorriso compiaciuto e baciò l'angolo della bocca di lei.
“Oh, io sono notoriamente un'ENORME datrice di mance. Penso che ci vorrà lungo, luuuungo tempo” Buffy sospirò e chiuse i suoi occhi, assaporando la sensazione della pelle e delle labbra di lui sopra il suo corpo surriscaldato.
***
Dopo che lei si rinfrescò nei bagni delle signore, Buffy tornò al tavolo dei suoi amici.
“Hey, ragazzi!” cinguettò Buffy felicemente.
“Cosa ti è successo? Sei andata via quasi mezz'ora fa” chiese Xander.
“Hmm? Oh, Mi sono solamente – rinfrescata. Riapplicare il trucco, quel genere di cosa”
“Beh, hai mancato un po' di roba divertente” Willow rise scioccamente.
“Come cosa?” chiese Buffy.
A lei non importava se aveva perso la seconda venuta di Cristo, cosa lei e Spike avevano fatto nel ripostiglio ne valeva la pena.
“Hehehe, non so cosa hai fatto, ma Harmony è comparsa tutta bagnata e arrabbiata. È corsa fuori del club, ma non prima di inciampare e sdraiarsi nel mezzo della pista da ballo! Se lei fosse stata una persona mezza decente non avrei riso, ma… “ Willow rise scioccamente. “Lei è una tale super-stronza!”
“Sì, quella era una buona. Ma c'è stata anche un'altra cosa” disse Xander, dando un colpetto con il gomito a Willow.
“Quale altra cosa?” Buffy rise per l'umiliazione di Harmony, era anche più dolce che Buffy fosse stata la causa.
Xander si piegò attraverso il tavolo. “C'erano anche due persone che facevano qualcosa nel palazzo, qui vicino!”
“Oh?” La faccia di Buffy si colorò mentre cercava di non cadere nel panico.
‘OH MERDA! Ci hanno sentito?! Omiodioomiodio!'
“Sì! Ci si stavano davvero mettendo di impegno! C'era questo forte” Willow batté forte sul tavolo alcune volte, “rumore martellante e potevi sentirli gemere e tutto!”
La faccia di Willow praticamente risplendette, stava arrossendo così chiaramente.
“Lo dovevano star facendo vicino ad un tubo d'aria o qualcosa. Perché la musica stava cambiando, sai tra le canzoni, e c'è stato un vero silenzio per alcuni secondi. Potevi sentirli come se fossero proprio sotto il tavolo!” Xander rise. “Tutti stavano guardando in giro cercando di vedere chi stava scopando! Sembravano così vicini!”
Xander con discrezione aggiustò la sua durezza sotto il tavolo, era scoppiata quando avevano pensato ai rumori erotici che avevano sentito. Lui davvero aveva desiderato poter vedere Cordy questa sera. Sembrava essere tornato il suo vecchio amico, lo stupido picchiato d'amore, per stasera.
Buffy stava lottando per non mostrare il suo imbarazzo.
“Beh – haha – almeno qualcuno si è divertito stasera!” Buffy cercò di coprire.
“Beh, guarda chi è qui” disse Spike con un grande sorriso mentre spuntava fuori al tavolo.
“Ciao, Spike! Sei stato grande stasera, hai una grande voce!” Willow arrossì un poco.
“Sì, sei stato – abbastanza bravo” concordò Xander.
“Grazie. Apprezzo la reazione” Spike diede un colpetto sulla spalla di Xander poi diede un bacetto sulla guancia a Willow.
“Oh!” Willow mise una mano sulla sua guancia e chinò la testa con timidezza.
“Riguardo a te, Buffy?” Spike fece un sorriso compiaciuto. “Ti sei gustata la mia – performance?”
Lui arrotolò la lingua dietro i suoi denti.
Il cuore di Buffy batté selvaggiamente nel suo petto. Lei lo voleva già di nuovo.
“Sei stato – okay… ma non ti farebbe male praticare di più. Sai, la pratica rende perfetti” Buffy sorrise in modo civettuolo.
“Buffy! Quello era meschino!” la criticò Willow. “Lui ha bisogno di incoraggiamento!”
“Oh, lui sa che sto solo scherzando! Giusto, Spike? Dopo tutto il rumore che ho fatto, sa quanto mi sia piaciuto”
“Sì. Ti ho sentito urlare per me – forte e chiaro, amore. L'ho apprezzato” Spike fece un sorriso compiaciuto. “Fa bene all'ego di un individuo”
Quando lei fu sicura che i suoi amici non stavano guardando, lei fece correre la sua lingua sopra i suoi denti superiori. Gli occhi di Spike divennero più offuscati mentre guardava. Lui si dimenò un po' mentre il suo pene iniziava a diventare duro di nuovo.
“Beh, è stato divertente, ma penso che andrò a fare una passeggiata. È una tale bella notte” Buffy si alzò, prendendo la sua borsa e giacca.
“Noi siamo qui da poco! Andiamo, resta e divertiti” disse Xander.
“Nah, vorrei proprio prendere un po' d'aria fresca, stendere un po' le mie gambe” Buffy mise una mano sulla parte bassa della sua schiena e sussultò.
Lei fece l'occhiolino a Spike. Il suo sedere e schiena erano dolenti per lo sbattere ripetutamente contro il muro, ma era un dolore buono. Le ricordava quanto fosse stato appassionato e stimolante il loro incontro.
E non sarebbe finito lì. Prima che lei e Spike riemergessero dallo stanzino, si erano accordati per tornare a casa di lui per alcune ore fino a che lei sarebbe dovuta andare a casa. Lei stava diventando davvero eccitata di nuovo, non vedendo l'ora per la prossima volta in cui loro avrebbero potuto ‘fare l'amore', preferibilmente in un piacevole, morbido letto. Il piano era che lei sarebbe andata via per prima e aspettato vicino alla sua macchina. Lui avrebbe aspettato alcuni minuti poi l'avrebbe incontrata lì. Nessuno dei due voleva dover spiegare che erano proprio una coppia a Xander e Willow tuttavia. Quello avrebbe preso troppo tempo, e loro avevano affari di cui occuparsi di ritorno a casa di lui.
Buffy quasi ridacchiò scioccamente era stordita di felicità.
“Ci vediamo, ragazzi. E Spike, sei stato davvero grande. Scusa se ti ho preso in giro” Buffy mise una mano sul braccio di lui.
“Oh, va bene, amore. Sapevo che stavi solo giocando con me” Spike fece un sorriso compiaciuto.
‘Oh, sto per giocare con te in modo soddisfacente!' pensò lei con un sorriso impertinente.
Spike e Buffy tornarono alla casa che lui aveva preso in affitto mentre era in città. L'aveva affittata da un suo amico, un altro accompagnatore professionista. Era una casa gradevole, a due piani, in stile spagnolo. Buffy fu colpita dall'interno. Il soggiorno era molto studiato: divani di pelle nera, muri di seta rosso scura, tappeti persiani dall'aspetto costoso, un sistema stereo dalle alte conoscenze tecnico-scientifiche dentro un centro di divertimenti di legno di quercia, un bar completamente rifornito nell'angolo, un enorme maxi-schermo TV che dominava la stanza.
La parte migliore del piano inferiore era il cortile posteriore. Buffy strillò di gioia quando vide la lunga piscina incassata, completa di scivolo e trampolino. Lei amava nuotare ma nessuno dei suoi amici possedeva una piscina. Lei pensò che lei doveva essere stata l'unica persona in California a non avere una piscina. Ma ora il suo ragazzo ne aveva una. L'oceano era okay, ma lei aveva sempre preso quella lussureggiante, puzzolente alga tutta intorno a lei quando ci nuotava dentro. In oltre, tutte le creature sgradevoli mordenti e pizzicanti che vivevano nell'acqua ponevano un limite al divertimento.
La camera da letto di Spike al piano superiore ugualmente eccitante. Un largo letto rotondo (lei non aveva mai visto un letto rotondo prima), coperto da lenzuola di seta nere era nel centro della stanza. Due larghe porte di vetro erano sul muro occidentale, aprivano in un terrazzo con vasca da bagno calda. Vasche da bagno calde erano un'altra prima volta per Buffy. Lei l'aveva viste prima, naturalmente, ma non aveva mai fatto il bagno in una. La sua mente evitò alcune cose molto birichine che loro avrebbero potuto fare in quella vasca da bagno calda…
Loro non sprecarono molto tempo una volta che lui le aveva dato un veloce giro del posto. Loro caddero sopra il letto e velocemente levarono i loro vestiti. Loro fecero l'amore per due ore diritte, prendendo alcuni minuti qui e là per far recuperare Spike.
Lui le offrì ancora uno dei suoi (come dovrebbero essere) famosi nel mondo cunnilingus, facendola urlare e tremare. Lui sapeva davvero il fatto suo riguardo alla vagina.
Buffy, successivamente, aveva fatto del sesso orale su di lui con gusto. Leccando e succhiando il suo pene e le sue palle fino a ché lui venne con un urlo e svuotò se stesso nella bocca di lei. Quella fu una nuova esperienza per lei. Lui non era venuto nella sua bocca prima, e lei scoprì che lo amava. Lei si sentì ancora più intimamente unita con lui avendolo fatto ansimare e gemere sotto di lei e aver sentito il suo pene spasimare e zampillare nella sua bocca di quando lui l'aveva scopata. Lei era così in accordo con le emozioni e i bisogni di lui in quei momenti. La densa, cremosa sborra non sapeva neanche male, e lei si trovò ad amarla e a volerne sempre di più in futuro. Lei sapeva che il suo sperma sarebbe stato delizioso come il resto di lui e lei aveva ragione.
Loro scoparono in diverse e più posizioni prima che fossero soddisfatti: doggie style, sdraiati sui loro fianchi, Buffy sopra, Spike sopra, Spike inginocchiato sul letto con le gambe di lei gettate sulle sue spalle e così via.
Lui fece alcune cose che Buffy non aveva mai sentito prima, cose con nomi esotici e strani. Lui aveva sperimentato lo ying-yang… beh, lei veramente non voleva provare quella proprio ora. Il sesso anale ancora la spaventava troppo.
Loro si sdraiarono, ansimanti e sudati sulle lenzuola di seta ora completamente sporche. Buffy si rannicchiò contro il corpo di lui.
“Spike – Dio – questo è stato meraviglioso!” Lei sospirò.
“Cazzo, sì, lo è stato!” esclamò Spike e baciò la fronte umida di lei.
Buffy aprì i suoi occhi e fece caso alla sveglia vicino al letto.
“Uhg! Devo andare…” gemette Buffy.
Spike aggrottò le sopracciglia in disappunto. “Sicura, passerotto? Non puoi stare ancora un po'?”“Desidero potere… ma mia madre mi rimprovererà severamente se sono in ritardo” Lei guardò all'adorabile faccia con il broncio. “Credimi, se avessi una scelta rimarrei qui – con te”
Spike sospirò. “Lo so, passerotto”
Lui accarezzò il braccio di lei.
“Buffy… non dire ancora a nessuno di noi"
“Perché?” Buffy si tirò a sedere.
“Tanto per cominciare, tu sei ancora al liceo. E, sì, so che hai 18 anni, ma non voglio che la gente pensi che sia un qualche pervertito ricoperto di pioggia che bazzica i giardini della scuola per avere un appuntamento”
“Nessuno penserò questo” Buffy roteò i suoi occhi.
“Sì lo faranno. Ci vorrà anche un po' di tatto per introdurre questo a mio padre e a tua madre. Quindi, possiamo semplicemente tenerlo tra noi per ora, passerotto?”
Per quanto tempo? Voglio dire, siamo innamorati! Voglio urlarlo dai tetti di questa cacata di città e tu vuoi che io lo nasconda?” disse Buffy esasperata.
Spike la attirò all'indietro sul suo torace e la baciò profondamente.
“Che ne pensi di quando comincerai l'università quest'autunno. Sarai per conto tuo a quell'epoca, vivendo nel dormitorio, tua mamma non avrà molto da dire riguardo alle persone con cui esci, sono sicuro che lei esprimerà ancora la sua opinione ma non avrà altrettanta importanza se non vivi sotto il suo tetto”
Buffy sporse il suo labbro inferiore. “Quello è tale tanto tempo! Non voglio aspettare così a lungo!” Lei fece una pausa. “E cosa riguardo al tuo trasferirti a LA?” Lacrime riempirono gli occhi di lei al pensiero di lui che andava via. “Come staremo insieme? E che tipo di lavoro è quello che tu devi ricoprire?”
Spike sembrò colpevole. “E' un altro lavoro di accompagnamento”
Buffy iniziò a scendere dal letto. Lei si sentì soffocare dal fatto che lui avrebbe continuato a dormire con donne per denaro, anche dopo quello che era accaduto fra loro. Spike afferrò il suo braccio e l'attirò all'indietro giù.
“Lasciami andare! Devo andare via!” Buffy pianse.
“Buffy, passerotto, ascoltami!” Spike la costrinse a guardarlo. “Ti amo! Ti amo più di qualsiasi altra cosa in questo mondo. Se vuoi che rinunci al lavoro prima di cominciare, lo farò dannatamente bene. Se vuoi che rimanga in questa, come l'hai presentata? Cacata di città, lo farò. Farò qualsiasi cosa per te. Per favore, non piangere, amore”
Buffy sorrise tra le lacrime. Lei si lanciò sopra di lui, baciando la sua intera faccia.
“Oh, Spike! Lo fai? Non farai più quel tipo di lavoro? E rimarrai anche qui a Sunnydale?”
“Sì” Spike rise. “Lo faccio. Avrò un drammatico taglio nello stipendio, ma lo farò”
Spike amava quando lei sorrideva. Lui promise a se stesso che avrebbe cercato di mantenere quello stupendo sorriso sulla faccia di lei il più possibile.
“Tu non sai quanto questo mi fa felice” Buffy abbassò la sua testa e lo baciò senza respiro.
“Penso di star afferrando l'idea” Spike sorrise e ansimò quando lei si allontanò.
“Odio pensare ad un'altra donna che ti tocca” Buffy accarezzò la sua faccia.
“Lo so, amore. Sento la stessa cosa… tu con un altro tipo, cioè. Sentiti libera di fare qualcosa con un'altra ragazzina, proprio di fronte a me se vuoi” scherzò Spike.
Buffy gli diede una gomitata nelle costole.
“Quello non succederà, giovanotto” Lei rise scioccamente.
“Ah, beh. Valeva la pena provare” Spike sospirò drammaticamente.
Buffy lo strinse a sé teneramente per alcuni minuti, un sorriso da gatto Cheshire spalmato da una parte all'altra della sua faccia.
“Vuoi sapere qualcos'altro?” chiese Spike, accarezzando con la sua mano la schiena di lei su e giù.
“Hmm?”
“Dopo – la nostra prima notte insieme, non ho fatto più altri lavori di accompagnamento. Non potevo” disse Spike piano.
“Lo so. Mi hai detto che ti hanno licenziato, ricordi?”
“No. Ho trovato lavoro ad un altro servizio di accompagnamento proprio dopo che la Deluxe mi ha fatto andare. La mia prima e ultima cliente era una donna di nome Andrea. Lei era attraente, sveglia, sofisticata… Siamo usciti a cena poi tornati al suo attico per il ‘dessert'”
“Voglio davvero sentirlo questo?” disse Buffy, diventando gelosa e arrabbiata.
“Sì. Fammi finire, passerotto” Spike la baciò delicatamente poi continuò.
“Andrea iniziò a diventare vivace, ma io non potevo andare fino in fondo. Non potevo fare sesso con lei. Continuavo a vedere la tua faccia, desiderando che fossi tu a baciarmi, a toccarmi… Lei si arrabbiò proprio, ma… dovevo andare via. Ho chiamato il servizio e lasciato lungo la strada per la mia macchina”
“Davvero?” chiese Buffy. “Tu non hai – fatto questo – da quando siamo stati insieme?”
“Sì, passerotto. Mi hai rovinato per tutte le altre donne” Spike ghignò.
“Spike! Sii serio!” Buffy sorrise e diede una pacca al suo torace.
“Hey, io sono serio.” Lui guardò negli occhi di lei. “Non sono neanche capace di pensare ad un'altra donna dopo di te che entri nella mia vita. Mi sono innamorato di te, veramente forte e veramente veloce. Ti amo così maledettamente tanto – è un po' spaventoso in realtà. Non mi sono mai sentito in questo modo prima…”
“Spike… io sento la stessa cosa. Ho pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato in me - ti ho amato così tanto, così velocemente… ho pensato che fossi un grande scherzo della natura. Non avevo mai immaginato che tu avresti sentito la stessa cosa. Volevo dirtelo quella mattina. Non è folle?”
“Dio, vorrei tu l'avessi fatto.” Spike prese fiato, facendo correre le sue dita attraverso i capelli di lei. “Stavo morendo dentro, pensando che stavi tornando da un marito che non ti apprezzava. Anch'io volevo dirtelo… ma non volevo sembrare un'idiota se tu non sentivi come me”
“D'ora in poi” Buffy baciò il suo torace, “non terremo le cose dall'uno e dall'altra, okay? Ci diremo a vicenda tutto: i nostri pensieri, sentimenti, l'intero pacchetto”
“Tutto?” Spike alzò il sopracciglio con la cicatrice. “Manteniamo un po' di mistero, passerotto”
Buffy ridacchiò. “Okay… forse possiamo tenere alcune cose per noi. Ma non le cose importanti”
"D'accordo” disse Spike, poi l'attirò in un altro bacio che iniziò a diventare acceso velocemente.
“Mmm-Spike…” borbottò Buffy contro la bocca di lui poi si allontanò. “Mi dispiace, devo davvero andare ora. Mia mamma mi ucciderà…”
“Okay… capisco” Lui sorrise con rammarico. “Ti vedrò – domani a scuola?”
“Sì. Sarò lì!” Buffy lo baciò una volta in più e saltò fuori dal letto per vestirsi.
***
Buffy praticamente galleggiava lungo i corridoi della scuola il giorno successivo. Lei doveva combattere per tenere distante il sorriso dalla sua faccia, era come se avesse una stampella da giacca bloccata nella sua bocca. Lei non era mai stata più felice. Lei doveva smorzarlo un po' solamente così i suoi amici non avrebbero sospettato. Fortunatamente, il loro ‘Radar lei è stata sbattuta' non era in azione quel giorno. Personalmente, lei non sapeva come loro potessero lasciarsi sfuggire le vibrazioni che lei stava emanando.
All'ora di pranzo, Buffy gironzolò attraverso le porte della biblioteca. Un grande sorriso si diffuse sulla faccia di lei quando vide Spike in piedi al bancone con su di nuovo quei graziosi occhiali.
“Hey là” Buffy scivolò verso di lui.
Spike alzò lo sguardo e sorrise. “Hey a te”
“Giles è – in giro?” chiese Buffy, arricciando una ciocca dei capelli biondi attorno ad un dito.
“No. Pa è dovuto andare fuori per un po'” Spike fece un sorriso compiaciuto.
“Vuoi dire… tu sei tutto solo in questa grande, solitaria biblioteca?”
“Lo so. Non è terribile? Sono contento tu sia venuta… mi stavo sentendo abbastanza solo…”
Buffy guardò in direzione delle porte per verificare che nessuno stesse arrivando, poi tornò a lui con un sorriso seducente.
“Umm – mi stavo domandando se tu potresti aiutarmi con qualcosa…”
“Cosa, amore?”
Spike stava diventando duro. Lei aveva quel certo barlume nei suoi occhi di nuovo.
“Sono interessata a studiare con grande impegno Longfellow” Buffy ridacchiò. “Penso che tu possa mostrarmi alcuni dei suoi – lavori?”
“Cattivo scherzo, passerotto… ma… efficace in modo sorprendente” Lui rise con aria compiaciuta.
Lui calcolò mentalmente quanto suo padre sarebbe stato via.
“Vieni da questa parte, facciamoti sgobbare, bene e proprio”
Loro risero e si affrettarono negli scaffali. Una volta nascosti da tutti che potevano entrare, si gettarono uno sopra l'altro, baciando e tirando i vestiti l'uno dell'altro.
Spike iniziò a togliere i suoi occhiali.
“No!” disse Buffy, poi fece una pausa, trascinando il dito indice lungo il suo torace. “Tienili su…” disse lei, battendo le ciglia.
"Hmm, ti piace il look da intellettuale su di me, passerotto? Fa qualcosa per te?” Spike fece le fusa a bassa voce.
Buffy ringhiò e l'afferrò, tirandolo con energia contro il suo corpo. Le loro labbra e lingue si allacciarono insieme di nuovo.
Spike sbottonò la camicetta di lei e tirò giù le coppe del reggiseno bianco merlettato di lei, liberando i suoi seni. Lui piegò la sua testa per leccare e succhiare i suoi capezzoli rosei.
Buffy ansimò silenziosamente e mantenne la testa di lui sul suo torace.
“Sìììì! Mmmm – Spike! Ti – voglio!” Lei respirò affannosamente.
Aveva indossato una gonna di ‘facile accesso' per la scuola oggi nella speranza che lei e Spike avrebbero fatto questo. Lei arrivò in basso e tirò su la sua gonna attorno alla vita.
Le mani di Spike scivolarono lungo il corpo di lei per togliere le sue mutandine. Lui si tirò indietro e guardò in basso quando non riuscì a trovare la cintura. Le non stava indossando niente.
Lui alzò gli occhi sulla faccia di lei e lei aveva addosso un ghigno malizioso.
“Qualcosa non va, baby?” Buffy strascicò le parole.
Spike sorrise. “Affatto, passerotto. Ora chi è quello cattivo, eh?”
Risero e si baciarono di nuovo. Le mani di Buffy andarono alla lampo dei jeans di lui. Lei lo sbottonò e fece scivolare la sua mano dentro.
“Ahhh – Buffy!” Spike si preparò ad alzarla attorno alla sua vita.
“Salve? Nessuno qui?”
Spike e Buffy gelarono nel posto: le loro lingue lungo le gole l'uno dell'altra; le mani di lui tenevano a coppa le guance del culo di lei e la sollevavano; la mano di lei in mezza pompa sul pene rigido di lui.
“Salve? Mr Giles?” La voce lamentosa chiamò ancora.
Loro ruppero l'abbraccio e iniziarono a sistemare i loro vestiti, imprecando sotto i loro respiri.
“Sì – aspetta. Sarò lì in un secondo!” urlò Spike mentre attentamente metteva via se stesso, il che non era facile poiché avrebbe potuto dare un pugno facendo un buco attraverso l'acciaio con la durezza che lui stava presentando.
‘La camicia rimarrà libera per un po'…' pensò Spike in modo mesto.
“Scusa, amore” Spike baciò Buffy velocemente poi uscì nella biblioteca principale.
***
Spike si sbarazzò del minuscolo studente, Jonathan, più velocemente che poté. Ma ciò nonostante quello prese tempo prezioso dal loro sesso nella sessione scaffali. Giles sarebbe potuto tornare in qualsiasi secondo.
Buffy venne fuori da dietro gli scaffali quando sentì Jonathan andare via.
“Scusa, passerotto. Sembra che non abbiamo tempo per giocare ora”
Buffy soffiò e batté con forza un minuscolo piede per la frustrazione.
‘Dannazione! Io volevo un po' di Spike amoroso, dolce e caldo!' Lei sorrise quando le passò per la testa un'idea.
“Dov'è la tua macchina?”
Dopo scuola, Spike accompagnò Buffy a casa. Diritta a casa, senza ‘fermate' lungo la strada. La madre di Buffy la stava aspettando, non avevano tempo per avere un po' di divertimento sexy in più nel retro della DeSoto di lui come avevano fatto all'ora di pranzo.
Un sorriso arricciò all'insù le labbra di Buffy quando pensò a quello che avevano fatto prima quel pomeriggio. Avevano cercato di essere indifferenti ma veloci mentre percorrevano la strada fino all'area di parcheggio e salivano nella macchina di lui. Spike aveva lasciato l'area e guidato per alcuni minuti fino a che erano arrivati in una zona appartata, vicino all'entrata di un parco pubblico.
Buffy si era tuffata nel sedile posteriore e aveva iniziato ad aprire se stessa a lui prima che lui mettesse il freno a mano. In un baleno, lui era nel retro con lei, sopra di lei, baciandola, amandola. Lei aveva commentato quanto meravigliosamente spaziosa fossero le vecchie macchine. Non avresti mai avuto tanto spazio nelle macchine moderne, a meno che non fossero un mini-van o qualcos'altro.
Buffy aveva messo le sue gambe in alto ai fianchi di lui e stretto attorno al collo e spalle mentre lui faceva scivolare a casa il suo pene. Sembrava così giusto, così tanto giusto.
Lei si deliziò della sensazione del pene nudo di lui dentro di lei. Spike era ancora nervoso riguardo a non indossare un preservativo, ma lei era fiduciosa che la pillola stesse facendo il suo lavoro. E non era preoccupata riguardo le malattie. Sì, lui era un gigolo, ma ovviamente era un pignolo per l'uso di protezione. Lei aveva desiderato che lui non si preoccupasse tanto.
Venticinque minuti più tardi, loro erano tornati nell'area di parcheggio della scuola, ghignanti e accesi dall'eccellente sesso che avevano appena fatto. Stava diventando difficile per loro, specialmente per Buffy, mantenere questo un segreto. Lei lo voleva sempre e non ne avrebbe mai avuto abbastanza di lui.
Si erano guardati in giro e rubati un altro dolce bacio prima di uscire dalla macchina e andare per strade separate.
Buffy fu scossa fuori dalla sua fantasticheria quando Spike raggiunse il davanti della casa di lei.
“Eccoci” disse Spike.
“Oh. È stato veloce” disse Buffy guardando la casa, tornò indietro a lui. “Io – mi sono molto divertita oggi… il miglior divertimento che abbia mai avuto durante le ore scolastiche” Lei ridacchiò scioccamente.
Spike fece un sorriso compiaciuto, a mala pena capace di fermarsi dal chinarsi e baciarla di nuovo.
“Posso vederti stanotte, amore?” chiese Spike con quella bassa, rombante, voce sexy-come-l'Inferno che la faceva diventare matta.
“Vorrei… non so se posso andare via comunque…”
“Spero tu possa…” Spike trattenne la mano di lei, sfregando il pollice sopra il suo palmo.
Il polso di Buffy iniziò a battere più veloce. Avrebbe trovato un modo per andare da lui.
“Vedrò cosa posso fare” Lei sorrise. “Desidererei poterti baciare, ma la mamma potrebbe star guardando fuori dalla finestra…”
“Ho avuto lo stesso pensiero. Farai meglio a muoverti o…” Lui strinse la mano di lei leggermente.
“Ti vedrò stanotte” disse Buffy con fiducia poi uscì dalla macchina.
***
Era l'una del mattino secondo l'orologio. Buffy non si stava mostrando.
Spike trascorse il tempo vicino alla sua piscina, indossando pantaloni da ginnastica grigi e tenendo una birra in mano. Non vedeva l'ora di vederla di nuovo tutta la notte. Era un dolore nel culo che lei non potesse andare e venire come le piaceva, ma sua mamma pensava ancora a lei come ad una bambina. Sarebbe stato difficile quando avrebbero confessato a tutti.
Spike aveva mantenuto la sua promessa a Buffy e aveva chiamato il servizio di accompagnamento a LA in cui avrebbe dovuto cominciare a lavorare il mese successivo, e aveva abbandonato. Stava per perdere soldi fantastici e compensi extra che venivano con quel lavoro, ma lei era più importante per lui. Lei era tutto per lui. Soldi, lui avrebbe potuto vivere senza. Lei, non tanto. L'aveva capito nel mese in cui erano stati separati. Lui aveva deciso di cercare di scrivere di più, forse sarebbe riuscito a pubblicare alcuni racconti brevi. Anche suonare al Bronze avrebbe integrato un po' il suo reddito. Avrebbe fatto qualunque cosa per rendere Buffy orgogliosa di lui e felice.
Il lavoro a LA era sembrato perfetto. Era un servizio di classe, discreto e altamente pagato. Loro erano stati eccitati di strappare un accompagnatore attraente ed esperto come Spike. Aveva aiutato che una sua vecchia amante, Drusilla, fosse un socio nella società. Lei sapeva quanto ‘esperto' lui fosse e aveva cordialmente incoraggiato gli altri proprietari a non lasciarselo scappare.
Spike sperò che Dru non sarebbe stata troppo arrabbiata quando fosse venuta a sapere che lui aveva abbondato. Lei poteva essere un po'… irritabile a volte. Spike e Dru erano usciti insieme e stati felici per la maggior parte, per alcuni anni, ma lei era proprio troppo instabile per lui. Lei era quella che l'aveva incoraggiato nel meraviglioso mondo dell'accompagnamento. Ma lui non veramente preso un lavoro finché avevano rotto. Non era giusto, favoleggiare e fare sesso con altre persone mentre avevi una relazione. Purtroppo Dru non aveva condiviso quel punto di vista.
Spike era tornato a casa al loro appartamento una notte, per trovare Dru intrattenere altri tre uomini e un'altra donna sul pavimento del soggiorno. Lei era drogata, quello era chiaro dal modo in cui erano dilatate le sue pupille, sembrava un personaggio dei cartoni. All'espressione scioccata di Spike, Dru aveva riso e l'aveva invitato ad unirsi al divertimento mentre prendeva il pene di uno degli uomini nella bocca e un altro nella fica.
Spike non era un puritano secondo ogni tratto dell'immaginazione, ma non voleva dividere la donna che amava con tutti, e neanche lei non avrebbe dovuto volere dividere lui. Lui si era precipitato fuori dell'appartamento, solo per tornare il giorno successivo per raccogliere le sue cose.
Dru onestamente non riusciva a capire perché lui fosse così sconvolto riguardo all'orgia. Per quanto lui lo volesse, non riusciva neanche ad essere arrabbiato con lei, lei era uno ‘spirito libero', come pure un po' eccentrica. Avrebbe dovuto saperlo che non avrebbe funzionato a lungo andare.
Spike l'aveva vista ancora di quando in quando, di passaggio. Parte di lui l'amava ancora, ma non era più ‘innamorato' di lei. Quella parte di lui era innamorata di Buffy ora. Lui aveva amato Dru, ma Buffy – lui non aveva mai sentito qualcosa come quello che sentiva per lei.
Buffy era dolce, divertente, bella, d'animo gentile e appassionata. Non era brillante, ma era sveglia abbastanza da tenerlo sulle punte. Lei riusciva a mantenerlo ‘stimolato' fisicamente e mentalmente per lungo tempo a venire.
“Hiya”
Spike scattò attorno per vedere Buffy appoggiarsi contro le porte del patio. Lei stava sorridendo e respirando con difficoltà. Un sorriso scoppiò sulla faccia di Spike.
“Buffy, non pensavo saresti venuta"
Lui balzò su dalla sua sedia a sdraio e andò da lei, alzandola e facendola girare in cerchio. Buffy strillò e rise.
“Ho dovuto aspettare fino a che mamma è andata a letto per strisciare fuori”
Spike l'abbassò e si avventò in avanti per un bacio bramoso.
"Devo tornare prima che si svegli” Buffy ansimò, facendo correre le sue mani attraverso i capelli di lui.
“Guarderemo l'orologio” disse Spike, baciando il suo collo.
“Oh, la piscina sembra così carina tutta illuminata di notte” disse Buffy, allontanandosi da lui e camminando fino al bordo della piscina.
“Senti di bagnarti, passerotto?” disse Spike in modo suadente.
“Mmmm, forse sì, Spike. Forse sì” Buffy fece un largo sorriso poi si girò attorno.
l sorriso di Spike si allargò di più quando Buffy improvvisamente afferrò l'estremità della sua camicetta, tirandola sopra la sua testa e poi lanciandola verso di lui. Lei non indossava un reggiseno. I suoi capezzoli vivaci rimbalzarono invitanti. Lei ghignò e calciò via le scarpe poi fece scivolare i suoi pantaloni lungo le sue gambe, lanciandoli a Spike. Lui li afferrò contro il suo torace.
“Sei una ragazza birichina…” Spike fece un sorriso compiaciuto, la sua improvvisa e dolorosa durezza tendeva i suoi pantaloni.
Buffy rise scioccamente, si voltò e saltò in piedi per prima nella piscina. Dopo alcuni momenti, riemerse, tirando la testa all'indietro e lisciando i suoi capelli biondi dorati lontano dalla sua faccia. Lei nuotò fino al bordo, mise le braccia su e poggiò sopra il suo mento. Lei gli batté le ciglia bagnate.
Andiamo entra, l'acqua è piacevole” Buffy sorrise lascivamente, i suoi occhi viaggiavano sul corpo di lui, prendendo speciale nota del pronunciato rigonfiamento sul davanti dei suoi pantaloni.
‘Wheeee! Amo essere cattiva! Oooh, ciao, Mr. Pantaloni a Tenda!' pensò Buffy.
Spike non riuscì a muoversi per un secondo. Lei era così bella, così sexy. Lo faceva sentire come se stesse per esplodere.
“Spiiiikke” Buffy rise scioccamente. “Nessuno in casa?”
Lei gli spruzzò un po' d'acqua, strappandolo fuori dal suo stordimento.
Lui fece un sorriso compiaciuto e velocemente si spogliò dei suoi pantaloni.
“Ti prenderò per quello”
“Sono proprio qui” Buffy leccò le sue labbra. “vieni e prendimi!”
Spike corse e saltò sopra la testa di lei, facendo una palla di cannone nella piscina. Buffy guaì e rise, chinandosi in basso mentre lui volava sopra la sua testa. Spike nuotò velocemente fino a lei. Lei si voltò e mise la sua schiena contro il bordo della piscina quando lui spuntò dietro di lei. lui mise le sue braccia su entrambi i lati di lei, trattenendola sopra il bordo della piscina e abbassò la sua testa per catturare le labbra bagnate di lei. Le loro gambe scalciarono gentilmente per mantenerli a galla.
“Mmmmm – Spike!” gemette Buffy.
Spike ghignò e iniziò a muoversi lungo il bordo lontano da lei.
“Dove stai andando?” chiese Buffy.
Spike si fermò di fronte alla scala. “Vieni qui”
Il cuore di Buffy batté più veloce al luccichio malizioso negli occhi di lui. Lui stava per farle una di quelle cose da fondere il cervello, lei lo sapeva proprio. Il suo clitoride palpitò mentre nuotava fino a lui.
Quando arrivò a lui, Spike la baciò una volta poi le fece segno di arrampicarsi sulla scala di acciaio. Lei era un po' delusa, lei pensava che stavano per fare un po' di sesso in piscina. Voleva davvero provarlo.
Buffy salì un paio di pioli quando Spike mise le sue mani sui fianchi di lei per fermarla. Lui depose un bacio sul suo sedere benfatto.
“Girati attorno e metti le tue gambe attraverso le sbarre. Ricorda, sono chiamate ‘afferra sbarre' per una ragione, amore”
Buffy fece come lui disse, tenendosi sopra le cime delle fresche sbarre di metallo mentre bloccava una gamba attraverso entrambi i lati. Il suo culo era sospeso solo pochi millimetri sopra l'acqua con la sua fica stesa aperta, presentata per l'ispezione di lui. Il respiro di lei stava diventando rapido e le sue mani afferrarono le sbarre mentre aspettava che lui iniziasse.
Spike era in grado di stare in piedi sui suoi piedi, l'acqua qui era solamente fino a metà torace. Lui aveva bisogno di avere le sue mani libere per questo. Lui fece correre le sue mani su e giù lungo le cosce esterne di lei. lui strofinò la sua guancia contro l'interno della coscia destra di lei, baciando e leccando una lenta, tortuosa traiettoria in salita. Proprio quando lui stava arrivando alla collinetta di lei, lui voltò la testa e baciò e leccò l'altra coscia, strofinando leggermente la sua guancia contro il sesso di lei.
Buffy gemette. “Ohhh Spike!”
Lei era già così bagnata e pronta per lui. Lei spinse le sue pelvi contro la faccia di lui. Spike prese il suggerimento e iniziò a leccare su e giù il suo taglio. Lui usò una mano per aprire di più le sue labbra e procedette a leccare intorno all'interno.
“Unnnhhhh!” Buffy tirò la testa all'indietro, quasi sbattendo la sua testa contro il bordo della piscina.
Buffy disarcionò i suoi fianchi mentre la lingua di lui giocava con le sue labbra interne. Lei gemette quando lui diede una veloce succhiata al suo clitoride poi fece marcia indietro, leccando la sua fica dal fondo alla cima poi indietro ancora. Poi fece correre la sua lingua lungo i bordi della fica di lei, tra le labbra interne ed esterne, più e più volte di nuovo. Lui la stava facendo impazzire.
“Spike! Ohhh! Oh Dio! Per favore!” Buffy boccheggiò.
Spike stava diventando più e più bollente mentre assaporare la fica dolce e succulenta di lei. Amava fare questo a lei, e per lei. Lei era allargata spalancata e fremente per lui. Vedere la faccia di lei mentre si contorceva sotto la sua bocca e mani e il suo dolce, tipico sapore lo stavano facendo impazzire.
Spike prese il suo clitoride nella sua bocca e succhiò leggermente. Buffy urlò, schiacciando in alto la sua faccia e ansimando. Lui sorrise poi arrotolò la sua agile lingua a forma di tubo, (un tratto che lui aveva ereditato da sua madre, sebbene lui fosse sicuro che lei non avrebbe approvato l'uso di lui per questo scopo) avvolse attorno all'asta del clitoride di lei e cominciò a far scivolare la sua lingua su e giù.
Gli occhi di Buffy si spalancarono e lei guardò in basso la faccia di lui perfidamente bella e ghignante. Lui aveva efficacemente trasformato la sua lingua in una minuscola fica da scopare per il suo clitoride. Lei gettò la testa all'indietro e fece oscillare selvaggiamente i suoi fianchi, scopando la sua lingua-fica con tutta la sua energia. Questa era in mezzo tra la cosa migliore e la più strana che avesse mai provato.
‘Omiodioomiodioomiodio! Come può fare questo?! Ohh, quella lingua! Grazie Dio per avergli dato quella lingua!'
Buffy venne, urlando nella notte.
“SISISI! OH SPIKE! AHHH! OH CAZZO!” urlò lei.
Spike affondò la sua lingua nella fica di lei, scopandola dentro e fuori, lambendo il suo esaurirsi. Una delle sue mani prese il posto della sua lingua sul clitoride di lei, continuando a massaggiare intorno e sopra il nucleo gonfio. Lui gemette nella fica di lei, sentendo i muscoli di lei contrarsi attorno alla sua lingua.
Buffy continuò a venire fino al punto che pensò che avrebbe pianto per il sovraccarico di estasi.
“Spike! UNNNGHHH! OHDIO – OHSI!” Le sue mani afferrarono le sbarre della scala in una presa mortale.
“Oh Dio, Buffy!” Spike si tirò indietro, chiudendo gli occhi e ansimando per il fiato.
“Co – che c'è?” Buffy guardò in basso a lui, finalmente iniziando a recuperare un po' di forza mentale.
“Sono quasi venuto” Spike boccheggiò, strofinando la sua faccia contro la coscia interna di lei.
“Allora? Non è una cosa buona venire?” Buffy sorrise scioccamente, rimovendo una mano dalle sbarre per accarezzare la cima della testa di lui.
“Sì. Ma non mi stavo neanche toccando” Spike sorrise e guardò negli occhi di lei mentre baciava il suo clitoride.
Buffy tremò.
“Questo è quanto ti amo, passerotto. Questo è quanto amo darti piacere… Semplicemente scendere su di te fa partire anche me. Non mi è mai successo prima…”
Oh?”
Buffy si gonfiò di orgoglio femminile. ‘Lui è quasi venuto semplicemente scendendo su di me! Tempo di Snoopy dance! L'ho fatto così bollente!'
I suoi lombi cominciarono ad infiammarsi e a morire ancora dalla voglia di lui. Come faceva a farle questo? Lei era venuta – forte- solo un minuto fa, ed stava già diventando in modo contorto e ansimante per lui di nuovo. Buffy voleva la sua bocca e gloriosa lingua indietro su di lei, dentro di lei.
“Mmm-hmm…” disse Spike, baciando e leccando ancora una volta le sue labbra inferiori. “Voglio scoparti così tanto…”
“Aiutami a tirare fuori le gambe da queste cose!” disse Buffy, cercando di tirarsi su.
Spike, velocemente ma attentamente, l'aiutò a rimuovere le sue gambe da tra le sbarre. Buffy era felice che fossero nell'acqua, dubitava che sarebbe stata capace di stare in piedi dopo quell'ultimo orgasmo. Loro avvolsero le loro braccia l'uno attorno all'altro e si baciarono nel loro solito modo: avidamente e appassionatamente. Il suo pene duro stava puntando diretto in alto, imprigionato tra i loro corpi.
“Trampolino o piscina, passerotto?” Spike respirò affannosamente.
"Qui! Ora!” Buffy schiacciò se stessa contro la durezza di lui.
Spike alzò le gambe di lei attorno alla sua vita e afferrò il suo culo nelle mani mentre la muoveva all'indietro contro il bordo della piscina. Il suo cazzo scivolò diritto dentro la fica di lei. lui iniziò a spingere dentro di lei. l'acqua lambiva gentilmente i loro corpi mentre lui si muoveva ritmicamente dentro e fuori del pezzo di lei. Buffy conficcò le sue unghie nella schiena di lui.
“Ohhh! Sìììì! Oh scopami, Spike! Scopami!” Lei piagnucolò. “Sembra così bello, baby!”
Ancora un'altra esperienza per Buffy. Scopare nell'acqua era divertente e diverso. La sensazione di avere il suo grasso cazzo che sprofondava dentro di lei mentre l'acqua schizzava attorno a loro era incredibile. La lieve resistenza che l'acqua creava in aggiunta al divertimento. Lei voleva farlo ancora e ancora e ancora…
“Buffy! Così maledettamente meraviglioso, passerotto! – Ahhh!” Spike iniziò a spingere più forte e più a fondo.
Loro boccheggiarono e gemettero mentre lui martellava dentro di lei, l'acqua schizzava più violentemente su e attorno a loro mentre i loro movimenti diventavano più frenetici.
“Spikkke! OHH SI! OHCAZZOSI! Vieni dentro di me! Agghhh! Ohhh – VIENI DENTRO DI ME!” urlò Buffy mentre un altro orgasmo si increspava dentro di lei.
Lei amava il modo in cui sentiva quando il cazzo di lui esplodeva dentro di lei. Solo sentirlo venire riusciva a farla venire di nuovo.
“Dio! Ahhh – Buffy! –Ti – amo!” Spike grugnì e si irrigidì, venendo come un camion Mack dentro di lei tremando in profondità.
Loro rimasero senza fiato e sospirarono mentre i tremiti iniziavano a calmarsi. Buffy era in Paradiso. Baciò la spalla di lui e su per il lato del suo collo.
“Ti amo” mormorò lei con gli occhi chiusi.
“Anch'io ti amo, passerotto” Lui strofinò la faccia contro il collo di lei e gentilmente massaggiò il suo culo, il suo cazzo ancora rinchiuso nella fica di lei. sarebbe rimasto dentro di lei per sempre se avesse potuto. “Passerotto?”
“Hmmm?” Buffy baciò il suo lobo.
“Vuoi andare di sopra? Ci sono alcune altre – cose – che vorrei mostrarti…” Spike sorrise contro il collo di lei.
“Mmmmm, mi piace il suono di questo!” Buffy rise scioccamente. “Andiamo!”
Una settimana passò.
Spike e Buffy stavano guidando lungo la strada nella DeSoto di lui, dando l'un l'altro sguardi guizzanti e sorrisi maliziosi. Spike stava dondolando la testa e battendo leggermente il volante al suo CD dei ‘Sex Pistols'.
Erano quasi le 8 secondo l'orologio. Avevano appena mangiato la cena, un portar via da Wendy's, ed erano diretti a casa di lui per una serata di divertimento e svago. Lei desiderava che loro potessero andare fuori e sedere veramente in un ristorante senza preoccuparsi di essere visti…
Buffy e Spike erano l'uno sull'altro ad ogni occasione da quando erano tornati insieme. A scuola, nel parco, nella macchina di lui, a casa di lui, l'avevano anche fatto nel ripostiglio del Bronze per amore dei vecchi tempi dopo una delle sedute di lui al club. Buffy era la guardia del corpo non ufficiale di Spike quando lui suonava. Dio aiuti la stronza che osava provare ad afferrarlo. Buffy stava in piedi al lato del palco o direttamente di fronte in modo che potesse guardarlo mentre cantava. Lei lanciava ad ogni donna che diventava troppo rumorosa uno sguardo pericoloso e minaccioso. Le ragazze capivano sempre il messaggio forte e chiaro e si comportavano bene. Buffy era minuta, ma intimidante.
Lei e Spike non riuscivano ad averne abbastanza l'uno dell'altro letteralmente. Xander e Willow stavano iniziando comunque ad agire sospettosi. Avevano chiesto a Buffy perché lei non usciva con loro o semplicemente mostrarsi da così tanto. Buffy aveva solo detto che si sentiva di avere un po' di ‘tempo da sola'. Odiava mentire ai suoi amici, ma lei e Spike erano d'accordo di mantenere la loro storia d'amore un segreto per ora.
Buffy si allungò sopra e mise la sua mano sulla coscia di lui mentre lui guidava, dandogli una leggera strizzata. Spike le lanciò un'occhiata e sorrise. Lei era bollente per lui e non voleva aspettare fino a che avessero raggiunto casa di lui. Una smorfia diabolica apparve sulla faccia di lei. C'era qualcosa che lei aveva sempre pensato sembrasse così sconveniente… doveva proprio provarla.
Scivolò più vicina a lui e baciò il lato del suo collo mentre la sua mano si muoveva verso il davanti dei jeans di lui. Prese a coppa il rigonfiamento di lui nelle sue mani. Spike aspirò aria, i suoi occhi diventarono più larghi.
“Cosa – stai per fare, piccola attaccabrighe?” Spike prese fiato.
“Vedrai…” Buffy ghignò, portando l'altra sua mano nel gioco dello slegare la chiusura dei jeans di lui.
Lei gli aprì la chiusura lampo e infilò la sua mano dentro, afferrando il suo pene e portandolo fuori mentre l'altra mano spingeva di più in basso i suoi pantaloni.
Spike era incredibilmente eccitato, ma era preoccupato che potesse demolire la dannata macchina se lei avesse fatto quello che lui sapeva lei fosse in procinto di fare…
“Forse – dovremmo aspettare fino a che torniamo a casa mia, passerotto” disse Spike in modo vacillante.
“Uh-uh, ti voglio nella mia bocca, voglio assaggiarti” Buffy si abbassò lungo il sedile e mise la sua faccia sul grembo di lui, leccando e baciando la testa e i lati del suo cazzo indurito mentre lo pompava con la sua mano.
“Cazzo! Ahhh – Oh Dio, Buffy! Mi ucciderai!” Spike ansimò, cercando di mantenere la sua concentrazione sulla strada.
Buffy sorrise e prese la punta nella sua calda bocca, succhiando e colpendo leggermente con la lingua avanti e indietro. I piagnucolii e i gemiti di Spike la stavano facendo inzuppare. Lei abbassò la sua mano libera e tirò su la sua gonna. Fece scivolare la sua mano nelle sue mutandine e iniziò a massaggiarsi.
Buffy gemette attorno al pene di lui, facendo scivolare la sua bocca più giù poi succhiando più forte sulla strada di ritorno verso la punta.Spike strinse il volante, con le nocche bianche. Gemette quando lei gemette con il suo cazzo nella bocca. Lui guardò quello che lei stava facendo con l'altra sua mano e gemette ancora.
“Per l'inferno maledetto!” Lui respirò affannosamente. “Stai cercando di uccidermi!”
Buffy sogghignò attorno al suo cazzo e iniziò a muovere a scatti la sua testa mentre faceva scorrere le sue dita nel suo buco.
Fortuna per Spike, arrivarono ad un semaforo rosso. Non sarebbe stato capace di continuare insieme più a lungo. La bella bocca di Buffy scivolava su e giù lungo il suo cazzo, il rumore bagnato delle sue dita che si immergevano dentro la sua fica e i suoi gemiti lo stavano mandando oltre il limite velocemente.
Respirando affannosamente, lui tolse una mano dal volante e la mise sul retro della testa di lei, facendo correre le sue dita attraverso e prendendo in pugno i capelli di lei.
“Dio, passerotto! Ahhh – così maledettamente bello! Uhhh – Proprio così! Ohhh Dio!” Spike ansimò mentre guardava in basso alla testa scattante di lei, sgroppando leggermente i suoi fianchi.
“Hey, Spike!”
Spike voltò la sua testa per vedere Xander, Willow e Oz nella macchina vicino a loro. Erano anche loro fermi al semaforo nella decappottabile blu di Xander (veramente, non apparteneva a Xander, lui la stava solo tenendo per suo zio Rory in prigione per un po').
“Cosa fai?” disse Willow dal sedile passeggero di Xander.
“Uhh – Hey… semplicemente – guido…” disse Spike.
“Sei diretto da qualche parte?” chiese Xander.
Spike sembrava un po' strano. Era tutto arrossato in volto e aveva uno sguardo sorpreso e lucido negli occhi.
“Huh?” chiese Spike con occhi vitrei.
Buffy voleva essere extra cattiva. Lei sapeva che i suoi amici potevano molto bene coglierli ma… non poté fare a meno di continuare a succhiare il suo pene mentre lui parlava con loro. Era stranamente eccitante sapere che lei poteva essere colta a fargli del sesso orale. Lei accelerò i movimenti di entrambe le mani per un momento e succhiò più forte. Il suo cazzo gocciolava di preiaculazione. Lei agitò la lingua nella fessura e succhiò avidamente, bevendo in modo rumoroso ogni preziosa goccia.
Il corpo di Spike si tirò, entrambe le sue mani volarono indietro al volante. Combatté duramente per non venire proprio all'istante.
“Hey, amico… sei okay?” chiese Oz con preoccupazione.
Sembrava come se Spike stesse per avere un colpo o qualcosa.
“Sì!” mezzo urlò Spike e buttò la testa all'indietro contro il poggiatesta. Prese un respiro tremolante. “Sì… io – sto bene… grazie. Oh, guarda quello. Semaforo verde. Addio!”
La DeSoto si affrettò lungo la strada.
“Cos'era quello?” chiese Willow.
"Non so… lui sembrava un po' – malato. Forse dovremmo seguirlo. Assicurarci che sta bene” disse Xander, guardando i fanalini di coda della macchina di Spike allontanarsi sempre più lontano.
“Sì, è una buona idea” Willow accennò con la testa. “Mi sentirei orribile se gli capitasse qualcosa perché noi non ci siamo assicurati che era okay”
“Faresti meglio a camminare, amico” disse Oz. “Lui è davvero scappato via da qui”
Xander iniziò a guidare. “Lo prenderemo”
***
Xander stava diventando frustrato. Stavano cercando la macchina di Spike da 10 minuti senza nessuna fortuna. Lui stava proprio per arrendersi e chiamare Giles per dirgli che Spike non sembrava tanto bene.
“Eccolo!” disse Willow indicando fuori del finestrino.
Xander fermò la macchina e guardò dove lei stava puntando. La DeSoto nera era ferma in un'area appartata vicino al parco, vicino ad un boschetto di alberi. Il paraurti e i fanalini di coda erano le sole parti visibili dalla loro posizione vantaggiosa. Xander non sapeva come Willow doveva averla vista.
“Wow, bella localizzazione, Wills Occhio D'Aquila! Non l'avrei mai vista”
“Oh, e se è davvero malato? Potremmo dover chiamare un'ambulanza…” Willow serrò le sue mani e morse il suo labbro.
Oz massaggiò la spalla della sua ragazza.
“Andrò a controllare. Voi ragazzi rimanete qui” disse Xander, prendendo un profondo respiro e uscendo dalla macchina.
Xander non affrontava bene le persone malate, non sapeva mai cosa dire o fare. Lui di solito finiva per fare un qualche dubbioso o inappropriato scherzo per il nervosismo. Spike era apparso e sembrato come se ci fosse qualcosa che seriamente non andava in lui: il modo in cui la sua voce continuava ad andare su e giù; il modo in cui aveva urlato e afferrato il volante quasi dolorante; l'espressione scioccata e tesa sulla sua faccia arrossata… preoccupavano Xander. Lui non era il più grande fan di Spike (le ragazze gli pagavano trooooppa attenzione per il gusto di Xander) ma Spike sembrava un tipo in gamba. E Giles era un buon amico. Lui lo doveva a Giles assicurarsi che suo figlio stesse bene.
Xander si avvicinò alla macchina cautamente. Sentì le note melodiose di Sid Vicious cantare ‘My Way' e alcuni forti gemiti uscire fuori dal finestrino abbassato. Lui era a meno di 3 metri quando la macchina iniziò a oscillare e rimbalzare sui suoi colpi. Lui si fermò e fissò, la sua bocca si spalancò quando fu in grado di comprendere cosa stava succedendo…
‘SANTA SHPADOINKLE!' pensò Xander.
Buffy era a gambe divaricate nel sedile dell'autista, movendosi su e giù mentre si baciavano ardentemente.
“Ooooh! Ohhh! Spike!”
“Uhhh – Buffy – Oh amore! Una tale – cattiva ragazza!”
“Sì! Sono una ragazza caaaattiva! OH SI!” Buffy piagnucolò ad alta voce. “CazzoohSpikeohcazzoohcazzo! Sto venendo! OH DIO! SIIII!” ansimò/urlò lei nell'orgasmo.
“Oh sì! Unnhhh! Vieni sul mio cazzo, piccola! OHH – CAZZOBUFFYCAZZO!” disse Spike violentemente poi grugnì, chiudendo gli occhi e boccheggiando mentre anche lui veniva.
Xander girò sui suoi talloni e tornò velocemente alla sua macchina dopo che finalmente fu in grado di avere abbastanza sangue al cervello per muoversi ancora. Aveva un'erezione che non voleva andarsene. Era scioccato al trovarli insieme, ma i due biondi erano innegabilmente bollenti insieme – film porno bollente.
Willow ed Oz lo guardarono con aspettativa quando rientrò nella macchina.
“Beh? Sta bene?” chiese Willow.
Xander voleva parlare a Buffy prima di dire qualcosa a chiunque.
“Lui – uh – sta bene. Non preoccuparti” Mise in moto la macchina e si allontanò.
***
Il giorno successivo a scuola, Xander aspettò di trovare Buffy sola. Lui la individuò all'ora di pranzo mentre stava camminando verso l'area di parcheggio.
“Hey, Buff! Aspetta!” disse Xander, correndo leggermente dietro di lei.
Buffy si girò, un'espressione nervosa/irritata sulla sua faccia.
"Ciao, Xan. Umm, qualcosa non va?”
‘Maledizione! Non ho tempo per questo! Ho 25-30 minuti per fottere il cervello di Spike!'
“Ho bisogno di parlare con te riguardo – qualcosa” disse Xander, quando la raggiunse.
“Io sono –uh- un po' di fretta…”
Buffy stava per incontrare Spike alla macchina di lui nell'area parcheggio e non voleva essere in ritardo. Lei si mosse da un piede all'altro. Indossava un perizoma rosso sotto la sua semplice gonna, era il favorito di Spike. Il perizoma era giù umido dall'attesa di quello che avrebbero fatto nel sedile posteriore.
“Buffy… non so come dire questo delicatamente, così lo dirò semplicemente. So di te e Spike”
La bocca di Buffy si spalancò. “Cos – Come –“
“Come so non è importante”
Xander aveva paura anche solo di pensare a quello che aveva visto la scorsa notte, in modo che la sua erezione non facesse un'altra apparizione. Si sentiva colpevole per aver usato quella scena per masturbarsi nel letto la notte prima. Non aveva bisogno dei suoi Playboy o Hustler quando quell'azione bollente era ancora fresca nella sua mente. Xander aveva anche avuto una fantasia oscura nella quale Buffy lo vedeva in piedi fuori dalla macchina e gli chiedeva di unirsi a loro, con un sorriso diabolico sulla faccia. Quella fantasia l'aveva fatto venire forte – davvero forte.
“No, dimmi! Come lo sai?” Buffy era nel panico, loro stavano cercando duramente di tenere segreta la loro relazione, lei doveva scoprire cosa avevano sbagliato.
“Ummm – Ho visto voi ragazzi – nella sua macchina– la scorsa notte… quando ha parche