
"Perché siamo a letto insieme?" chiese Spike mettendosi a sedere di scatto sul letto. Poi si portò di nuovo le mani alla testa con una smorfia di dolore. "Dove siamo? E soprattutto, cosa diavolo è successo ai miei capelli?" chiese con un tono di voce leggermente più disperato indicando la sua immagine riflessa nello specchio.
Buffy si rannicchiò il più lontano possibile da lui stringendosi addosso le coperte e guardandolo sgomenta. Cercò di ricordare cosa fosse successo quella notte. L'ultima cosa che ricordava con lucidità era che erano a cena da Willow e che lei aveva insistito per farle assaggiare per forza la sua torta.
"Io... non lo so" mormorò. "Hai… hai I vestiti addosso?"
Spike abbassò la testa, sollevò le coperte e controllò. "Sì"
Buffy sospirò di sollievo. "Davvero?"
Spike scosse la testa sconsolato. "No. Però noi non… non abbiamo fatto sesso! Insomma, me lo ricorderei" esclamò. Si passò le mani fra I capelli. Uno sguardo sconfortato negli occhi. "E cosa è successo ai miei capelli?"
Buffy lo guardò riuscendo a stento a trattenere una risatina. "Ti stanno bene. Davvero" gli disse cercando di mantenersi seria.
Spike le lanciò un'occhiata incredula alzando un sopracciglio. "Sei sicura?"
"Certo" Buffy si strinse nelle spalle. "Ti dona il biondo platino. L'hai fatto stanotte? Non ricordi quando?"
"Non ricordo molto di ieri notte. È tutto sfocato" disse Spike scuotendo la testa. "E tu?"
"Oh! Io mi ricordo le risate. Un sacco di risate. Ho riso parecchio" rispose Buffy annuendo con la testa.
"E non abbiamo fatto sesso" aggiunse Spike incerto.
Buffy annuì ancora più forte cercando di convincersi che fosse così. Il fatto che fossero entrambi nudi in un letto dove, a quanto pareva, avevano dormito insieme, non era proprio un elemento a favore di quella teoria.
"Guarda, il mio vestito" disse Buffy allungandosi a raccogliere da terra uno straccetto. "E' pieno di chicchi di riso" Fece una smorfia dubbiosa. "Che significa?"
"Interessante" replicò Spike per niente incuriosito da quel particolare. Si guardò intorno. "Dove siamo?"
"Non lo so. In un albergo, credo"
"E come ci siamo finiti?"
"Non lo so" Buffy si strinse nelle spalle. Nonostante tutta l'assurdità della situazione era straordinariamente calma in quel momento, come se un torpore le avesse anestetizzato il cervello.
"Credo che dovremmo cercare Oz e Willow. Magari loro sanno cosa è successo ieri notte" propose Spike.
"Buona idea. Intanto io vado a farmi una doccia" disse Buffy prendendo una coperta dal letto e coprendosi alla meglio. Poi si diresse verso il bagno. Arrivata sulla porta si fermò e si voltò verso Spike che si era appoggiato all'indietro sui cuscini.
"Non c'è da preoccuparsi, vero?"
Lui le sorrise. "No, non c'è motivo"
"Hai ragione. Insomma, eravamo veramente ubriachi ma fortunatamente non abbiamo fatto nulla di stupido" Si fermò. "A parte I tuoi capelli, ovvio" aggiunse con una risatina prima di scomparire nel bagno.
"Avevi detto che ti piacevano!" si lamentò Spike spostando le coperte e poggiando I piedi a terra. Si sedette sul bordo del letto. "Sei una bugiarda" piagnucolò scuotendo la testa.
Alle sue spalle lo specchio rimandava l'immagine della sua schiena. Al centro, tracciato probabilmente con un rossetto rosso, un enorme cuore trafitto da una freccia e la scritta “Just Married”.
Spike si passò una mano fra I capelli.
"Di sicuro non abbiamo fatto niente di stupido"
***
"Li hai trovati?" chiese Buffy uscendo dal bagno avvolta in un accappatoio un quarto d'ora più tardi.
Spike si era rivestito. "Ho trovato Oz. Non so come ma è finito chiuso in una gabbia dello zoo. Di Willow non ci sono tracce. Oz non ricorda dove l'ha lasciata"
"In uno zoo? Ma se lo zoo di Sunnydale è chiuso da anni!" protestò Buffy con una smorfia. "Ma allora dove siamo?"
"Las Vegas"
Buffy si lasciò cadere di peso sul letto. "E che diavolo ci siamo venuti a fare a Las Vegas?"
"Suppongo che la torta di Willow ci abbia fatto uscire di testa. Ci avrà messo come minimo un'intera bottiglia di rhum" osservò Spike.
"Oh, bene. Allora siamo a Las Vegas" ripeté Buffy incredula. "E non ricordiamo niente. E non abbiamo fatto sesso, giusto?"
"Giusto" concordò Spike.
"Oz è rinchiuso in una gabbia allo zoo e Willow è scomparsa"
Spike annuì in silenzio.
"Non c'è male per un dopo sbornia, non trovi?"
***
"Ehi, amico, bei capelli!" commentò Oz ridendo dalla gabbia in cui era rinchiuso non appena lo vide.
Spike gli rivolse un'occhiataccia mentre il guardiano dello zoo lo liberava. "Zitto tu, uomo lupo!" lo apostrofò torvo passandosi una mano fra I capelli.
"Ehi, non prendertela con me per le tue botte di testa!" protestò Oz una volta libero.
"E con chi altro dovrei prendermela? Sei tu che mi hai convinto ad andare a quella dannata cena, e ora guarda come sono ridotto e dove siamo finiti!"
"Andiamo ragazzi, non litigate" intervenne Buffy. Posò una mano sul braccio di Spike. "Dobbiamo cercare Willow. Sono preoccupata per lei"
Oz corrugò la fronte. "Anche io. Non ricordo davvero dove l'ho lasciata. Poverina, chissà come sarà terrorizzata ora. Tutta da sola a Las Vegas…"
***
Willow infilò l'ennesima monetina nella slot"machine. Ci giocava a questo punto da quasi tutta la notte. Ormai era calda al punto giusto. Doveva solo aspettare il momento fortunato e…
Bingo!
Improvvisamente la postazione dov'era seduta si illuminò e Willow si ritrovò in mezzo ad una baraonda di luci e musica completamente senza parole.
Aveva vinto!
Aveva vinto il jackpot!
Con un balzo scese dallo sgabello e iniziò a saltellare felice afferrando la prima persona che le capitò sottomano: un'arzilla vecchietta che la guardò tutta sorridente.
"Signora, ho vinto! Ho vinto!" esclamò. "E al diavolo il mio fidanzato che ho perso chissà dove" aggiunse stringendosi nelle spalle. "Ho vinto! Ho vinto!"
"Will! Cosa stai facendo?" chiese Buffy sgranando gli occhi per la sorpresa davanti a quella scena.
Avevano girato quasi tutta Las Vegas alla sua ricerca e fortunatamente l'avevano ritrovata. L'avevano immaginata triste e disperata in qualche brutto posto desiderosa di tornare a casa e bisognosa di affetto, e invece lei era in uno dei più grandi e lussuosi casinò di Las Vegas e, a quanto sembrava, aveva anche appena vinto un mucchio di soldi.
Willow bloccò la sua danza della vittoria. La signora vicino a lei la guardò confusa.
"Amore, finalmente ti ho ritrovato" le disse Oz abbracciandola.
Willow lo squadrò per un momento indecisa se ricambiare la sua stretta. Dopotutto lui l'aveva lasciata completamente sola in una città che non conosceva… Poi notò il suo viso emozionato e gli sorrise contenta.
"Ho fame, Oz" gli disse gettandogli le braccia al collo e dandogli un bacio.
"Andiamo a fare colazione, allora. Anch'io ho una fame da lupi" ribatté Oz.
Buffy rise. "Che razza di battuta!"
Willow lo guardò confusa. "Che significa?"
"Vieni, ora te lo racconto." Oz prese Willow sottobraccio. "Tu vieni, Buffy?"
"Sì, solo un momento. Aspetto Spike che sta telefonando al suo ufficio e vi raggiungiamo" rispose Buffy.
Oz sorrise. "Come sei accomodante, Buffy. Una perfetta mogliettina" commentò, poi si diresse verso la sala ristorante con Willow che rideva divertita al suo fianco.
Buffy corrugò la fronte perplessa. Mogliettina?!
***
"Hey, Rossa! Bentornata tra noi" esclamò Spike scostando la sedia e sedendosi al tavolo dove già Oz e Willow stavano facendo colazione.
"Hey" mormorò Willow bevendo il suo caffè.
Buffy si sedette a sua volta poi, presa la caraffa del caffè al centro del tavolo, se ne versò una tazza e ne riempì un'altra a Spike.
"Tieni" gli disse porgendogliela con un sorriso.
"Grazie, Buffy" rispose lui ricambiando il sorriso.
Oz spalancò gli occhi e Willow per poco non si strozzò con il caffè.
"Che c'è?" chiese Spike perplesso dopo aver notato la reazione degli amici.
"Si parlerà di quello che avete fatto voi due ieri notte o diventerà uno di quei argomenti tabù di cui non si può parlare?" chiese Oz cauto.
"Ed io che pensavo di averlo sognato" commentò piano Willow.
Buffy si voltò verso Spike confusa. "Non ho idea di quello che stanno dicendo, e tu?" Poi si voltò verso Willow ed Oz. "Che volete dire con “ieri notte”? Non è successo proprio nulla ieri notte"
Spike annuì con convinzione. "Già"
Willow ridacchiò. "Uh"uh. Ma se Spike ci ha invitato ad assistere"
Buffy si voltò di scatto verso di lui sconvolta. "Avevi detto che non era successo niente! Sei un porco!" gli urlò. "Li hai “invitati ad assistere”? Ma sei un pervertito o cosa?"
Willow rise. "Buffy! Non avremmo mai voluto mancare al matrimonio dei nostri amici"
Buffy richiuse la bocca alla svelta, senza fiato. "Chi si è sposato?" chiese con voce tremante.
Buffy sentì Spike irrigidirsi di colpo al suo fianco, altrettanto o forse anche più sconvolto di lei a quell'idea.
"Voi due. Siamo stati I vostri testimoni, non ricordate?" disse Oz con tono incerto.
Willow annuì sorridente confermando tutto.
Spike spalancò gli occhi scioccato. "Cosa?! Hey! Noi non ci siamo sposati!"
"No, noi non ci siamo sposati. È ridicolo!" gli fece eco Buffy alla svelta.
Iniziarono a parlare l'uno sull'altro esprimendo I loro pareri sulla situazione, poi improvvisamente si azzittirono, si voltarono a guardarsi e nella loro mente arrivò quasi in contemporanea la consapevolezza che nonostante I loro disperati tentativi di negarlo, quello che Oz e Willow avevano appena detto era la pura verità. Si erano sposati!
Spike aprì e chiuse la bocca più volte senza parole. Si era sposato con Buffy!
"Noi… noi… noi… mi ricordo di essere stato in una cappella"
"Oh mio Dio! È vero! E c'era anche una specie di grasso Elvis che cantava!" Buffy si portò una mano alla bocca con gli occhi sgranati per lo shock. Si era sposata con Spike!
Willow rise. "Vero, avete addirittura richiesto “Love me tender” come marcia nuziale!"
Oz annuì ridacchiando. "Era davvero terribile! Stonato come una campana"
"No!" esclamò Buffy iniziando a ricordare ogni minimo particolare.
"Maledizione! Non possono aver lasciato che ci sposassimo così ubriachi!" protestò Spike scuotendo la testa.
Oz rise di nuovo. "Ma in che mondo vivi, amico? Vi fanno sposare lo stesso se siete ubriachi! La maggior parte delle persone che si sposano a Las Vegas sono ubriachi!"
"Cavolo vorrei averlo fatto io!" commentò Willow. Tutti si voltarono a guardarla. "Che c'è?" Si strinse nelle spalle. "L'avremmo fatto anche io e Oz se lui non fosse scomparso all'improvviso" concluse lanciando un'occhiata al suo ragazzo.
Oz distolse lo sguardo in fretta. "Allora, cosa farete?" chiese cambiando discorso.
Buffy corrugò la fronte perplessa. "Beh… Sicuramente non eravamo in noi. Credo quindi che la cosa migliore da fare è trovare un avvocato divorzista al più presto, non credi?" chiese guardando Spike.
"Beh, sei sposata con un avvocato ora. Potrebbe chiedere a qualche suo collega. Così rimane tutto in famiglia e magari vi fa anche uno sconto! Oppure divorziate gratis!" scherzò Oz bevendo poi il suo caffè.
"Non c'è niente da ridere." lo gelò Spike. "Ti abbiamo trovato in uno zoo, ricordi? Questo è qualcosa su cui ridere" precisò scuro in volto. "La nostra è una tragedia!" esclamò battendo una mano sul tavolo. Poi si calmò. "Ma fortunatamente non abbiamo bisogno di divorziare. Chiederemo l'annullamento"
"Davvero?" chiese Buffy.
"Già, visto che non abbiamo… consumato" rispose lui, improvvisamente dubbioso. Non si ricordava di essersi sposato, come faceva ad essere sicuro che non avevano folleggiato tutta la notte visto che si erano risvegliati nudi nello stesso letto?
Buffy ebbe lo stesso dubbio e lo guardò di sottecchi. "Sei sicuro?"
Spike si strinse nelle spalle. "Beh… no. Ma non c'è da preoccuparsi. In un modo o nell'altro tornerò libero. Questo matrimonio ha I giorni contati, puoi scommetterci" dichiarò deciso.
"Allora siamo d'accordo?" ripeté Spike.
Buffy si scosse lentamente dal torpore distogliendo gli occhi dal finestrino. Stavano tornando a Sunnydale dopo la terribile notte che l'aveva resa la moglie di Spike. Ancora non riusciva a credere a quello che era successo, a “come” era successo. E a complicare il tutto c'erano ancora I postumi della sbornia a non darle tregua. Quelli, e l'incessante chiacchierio del suo “adorabile” marito seduto a fianco a lei sul sedile posteriore della macchina. Willow ed Oz erano seduti davanti e ridacchiavano divertiti.
"Cosa?" chiese Buffy girandosi a guardarlo annoiata.
Spike la guardò seccato. "Ho detto, siamo d'accordo?"
"Su cosa?"
"Sul fatto che chiederemo l'annullamento non appena tornati a Sunnydale?"
Buffy annuì. "Ovvio. Credi che voglia rimanere sposata con te un minuto più del necessario?"
"Giusto. Ad occhio e croce adesso siete sposati da circa dodici ore" commentò Willow dando un'occhiata al suo orologio da polso. "Auguri ragazzi, è la vostra prima mezza giornata come marito e moglie"
"Congratulazioni!" le fece eco Oz.
Buffy le lanciò un'occhiata gelida. "E sarà anche l'ultima puoi scommetterci"
"Hai perfettamente ragione. Questo matrimonio sta durando anche troppo per I miei gusti." concordò Spike. "Allora contatterai il tuo avvocato appena arrivata a casa e gli dirai di mettersi in contatto con me, del resto mi occuperò io" dichiarò poi deciso.
"Non ho un avvocato" disse lei sentendosi una sciocca.
"Come fai a non avere un avvocato?" le chiese Spike.
"Non mi è mai servito. Non avevo certo in mente di sposarmi e divorziare il giorno dopo!" ribatté piccata. Scosse la testa. "Dovrò trovarne uno al più presto."
"Ho un'idea"
Lei spalancò gli occhi verdi preoccupati su di lui. "Quale? L'ultima volta che hai avuto un'idea è finita che ci siamo ritrovati sposati" commentò acida.
Spike le rivolse un'occhiataccia. "Si tratta solo di un annullamento, è consensuale…"
"Certamente" disse in fretta Buffy.
"Non c'è nulla in gioco: né soldi, né proprietà. È stato solo un semplice sbaglio. Avresti qualcosa in contrario se fossi io a prendermi cura di tutto per entrambi?"
Un semplice sbaglio? Uno sbaglio che l'aveva fatta sposare con l'uomo che sognava di sposare da quando aveva più o meno otto anni! Certo, nei suoi sogni lui l'amava alla follia e si sposavano in una bella chiesa addobbata in una bella giornata di sole e non in una squallida cappella a Las Vegas con un grasso Elvis che cantava la marcia nuziale mentre erano entrambi sbronzi… Beh, bisognava anche ammettere che quei sogni li faceva quando era pazzamente innamorata di lui, cosa che non era più vera da anni ormai… Sì, tutto sommato l'intera faccenda poteva ritenersi davvero uno sbaglio, un grosso sbaglio.
"No, non credo che ci siamo problemi" rispose allora. "Basta che fai alla svelta"
Spike comprese. Buffy voleva solo che quella faccenda finisse una volta per tutte. Per sempre. E non importava che lui dovesse ammettere che tra loro esisteva un'attrazione fisica fortissima. Lei non aveva bisogno di lui e non lo voleva nella sua vita. Come d'altronde, lui non voleva lei nella propria di vita.
Appena arrivati a Sunnydale sarebbe andato nel suo ufficio e avrebbe avviato immediatamente le pratiche per la separazione. Doveva assolutamente liberarsi di Buffy il prima possibile.
***
"Ragazzi!"
Buffy e Spike sussultarono spaventati mentre scendevano dalla macchina davanti alle loro case. Lentamente si voltarono verso la fonte di quel fastidiosissimo urlo che aveva trapanato il cervello di entrambi e si ritrovarono di fronte il volto sorridente della signora Cooper.
"Ma dove eravate finiti? Stavo seriamente cominciando a preoccuparmi!" esclamò la signora avvicinandosi in fretta a loro. "Sono passata a casa tua ieri sera, Buffy, e non c'era nessuno, poi sono andata da Spike e anche lì nessuno… Temevo fosse successo qualcosa di brutto…"
"Peggio, peggio. Un'apocalisse avrebbe fatto meno danni" commentò Spike a mezza bocca accendendosi una sigaretta.
Buffy lo guardò torva. Non aveva la minima intenzione di fare capire cosa fosse successo alla signora Cooper. Chissà che idee strane le sarebbero venute in mente se avesse scoperto che lei e Spike si erano sposati.
"State bene quindi?" chiese la donna corrugando la fronte.
"Benissimo signora, grazie" rispose Buffy sorridendole. "Abbiamo solo fatto una gita. Niente per cui preoccuparsi"
Willow si affacciò dal finestrino della macchina. "Salve signora Cooper!" disse agitando la mano.
"E' un piacere rivederti, Willow" rispose le donna. "Quello al tuo fianco è tuo marito? Non mi sembra di conoscerlo…" le chiese indicando Oz al volante.
Willow scosse la testa ridendo. "No! È il mio ragazzo, Oz. Noi non ci siamo sposati a Las Vegas…"
"Interessante" mormorò la signora Cooper lanciando uno sguardo a Buffy e Spike. "E dimmi, chi è che si è sposato a Las Vegas?" domandò poi avvicinandosi a Willow.
"Signora Cooper, che ne dice se le offro un bicchiere di the freddo?" le propose in fretta Buffy per distrarla. Un giorno o l'altro avrebbe ucciso Willow per la sua lingua lunga!
"Buffy e Spike, signora" rispose l'amica con tranquillità. "Si sono sposati ieri"
Spike emise un gemito e si passò una mano sul viso cercando di trattenere l'impulso di saltare al collo della piccola pettegola rossa e farla stare zitta per sempre.
Buffy chiuse gli occhi incassando in silenzio le parole di Willow. Sì, l'avrebbe davvero uccisa non appena ne avesse avuto l'occasione!
"Vi siete sposati? Voi due vi siete sposati?" chiese la signora Cooper voltandosi a guardare entrambi con occhi sgranati.
Willow ed Oz si congedarono in fretta e ripartirono sgommando. Ormai il danno era stato fatto.
Buffy temette che la signora potesse sentirsi male da un momento all'altro. Le si avvicinò preoccupata. "Si sente bene?"
Anche Spike corrugò la fronte preoccupato.
"Voi due vi siete sposati" ripeté la donna scuotendo la testa incredula. Poi scoppiò a ridere.
Buffy e Spike la guardarono sconcertati. Che c'era da ridere?
"Oh mio Dio, è ridicolo! Troppo divertente! Stavo quasi per cascarci!" esclamò la Cooper portandosi una mano all'altezza del cuore e sospirando per calmare le risa. "Dove sono le telecamere?" chiese poi guardandosi attorno curiosa.
"Le telecamere?" chiese Spike. "Che telecamere?"
La Cooper rise ancora. "Smettetela con questa scena!" li incitò colpendo con una mano Spike su un braccio. "Siete davvero degli attori formidabili. Giuro che stavo per crederci sul serio…"
"Ma…" Buffy aprì la bocca per chiedere spiegazioni. Era veramente confusa.
"Robert!" chiamò la Cooper. "Vieni a vedere! Ci sono quelli di “Candid Camera”! Mi hanno appena fatto uno scherzo!" urlò ancora rivolta al marito che riposava pigramente nel loro giardino.
L‘uomo alzò la mano in segno di saluto ma non accennò minimamente ad alzarsi dalla sua amaca.
"Candid Camera?" Buffy scosse la testa. "Signora, guardi che non è uno scherzo. Io e Spike ci siamo sposati per davvero"
Spike raddrizzò la schiena. "Proprio così. Ieri notte a Las Vegas"
La Cooper smise di ridere e li guardò improvvisamente seria. "Dite davvero?"
I due neosposi annuirono in contemporanea.
"Oh, santa zucchina! Non mi state prendendo in giro?" chiese ancora.
Spike alzò gli occhi al cielo innervosito da tutta quella incredulità. "Ci siamo sposati. È tutto vero. Perché le risulta così difficile crederlo?"
La signora Cooper lo guardò indulgente. "E me lo chiedi anche?" gli disse con un sorriso. "Spike, tu sei il paladino dell'amore libero, il fuoriclasse dello svincolamento dalle relazioni impegnative. E ti sei sposato! Dimmi, quanto è durata la tua storia più lunga?" gli chiese incrociando le braccia.
Spike corrugò la fronte. Sembrava facesse fatica a ricordare. "Credo… più o meno tre settimane, anche se durante una non ero in città ma in viaggio di lavoro" rispose alla fine.
Buffy lo guardò sconvolta senza riuscire a spiccicare parola. La sua storia più lunga era durata tre settimane? Ma che razza di uomo era!
"Lo vedi? Tre settimane. Ridicolo! Anche I bambini all'asilo hanno storie più lunghe!" commentò la Cooper puntandogli un indice contro.
"Ehi! Questo non è giusto!" protestò Spike. "Solo perché ho avuto relazioni brevi non vuol dire che io non sappia prendermi le mie responsabilità"
"E tu saresti il tipo che si sposa e mette la testa a posto?" gli chiese ironica la Cooper.
Spike annuì con convinzione. "Con la donna giusta, sì" dichiarò deciso.
"E Buffy è quella giusta?" ribatté la signora.
Buffy spalancò gli occhi a quella domanda.
"L'ho sposata" rispose Spike senza guardarla.
Buffy si sentì leggermente delusa. Non che si aspettasse una dichiarazione d'amore, ovvio, però…
"Quindi Buffy è quella giusta se l'hai sposata" dedusse la Cooper.
"Se lo dice lei" disse Spike stringendosi nelle spalle e portandosi la sigaretta alle labbra per aspirarne una boccata.
La Cooper lo fissò per un momento, poi si voltò verso Buffy. "E tu? Che mi dici?"
"Io? Niente!" rispose in fretta Buffy. Sapeva che sarebbe arrivato il suo turno prima o poi.
"Non eri tu quella che mi ha detto un giorno “non sono Cenerentola, non sto aspettando il principe azzurro che mi sposi e mi salvi dal mio orribile destino”?"le ricordò la signora Cooper facendole il verso.
Spike rise. "E' tale e uguale a lei!"
Buffy lo incenerì con lo sguardo. Poi tornò a rivolgersi alla Cooper. "E' vero, l'ho detto. E infatti, io non sono Cenerentola e Spike, di sicuro non, è il principe azzurro! Quindi il mio pensiero è rispettato" le disse decisa.
"Allora perché lo hai sposato?"
“Perché ero ubriaca fradicia!”, avrebbe voluto urlarle ma si bloccò. "Perché… perché ho deciso così. Ne avevo voglia!"
La Cooper incrociò le braccia guardandola con aperto rimprovero. "Che significa “ne avevo voglia”? Non mi sembra una risposta, questa"
Buffy si strinse nelle spalle. In effetti, aveva ragione. "Beh, è vero ma è l'unica che avrà"
"Molto maturo…" commentò la Cooper.
"Come?"
"Davvero maturo da parte tua, Buffy. Lo sapevo che senza tua madre nei paraggi a controllarti avresti combinato qualche disastro! Chissà come hai fatto a sopravvivere tutto questo tempo a New York da sola…"
"Per sua informazione, a New York ho vissuto benissimo. E di sicuro, non combino disastri, con o senza la presenza di mia madre. Sono un'adulta, signora"
"E come lo chiami questo matrimonio?" ribatté la Cooper.
“Uno sbaglio”, si disse Buffy. Lo aveva già deciso prima, ma le successive parole della signora Cooper le provocarono un moto d'orgoglio che le bloccò le parole in gola.
"Siete la coppia peggio assortita che abbia mai conosciuto. Uno scapolo restio al matrimonio e una ragazzina immatura!" aggiunse infatti la signora.
"Io non sono una ragazzina immatura!" la contraddisse Buffy. "E questo matrimonio non è uno sbaglio. È stata una scelta, adulta e perfettamente consapevole. Ho scelto di sposare Spike e rimarrò con lui. Che lei ci creda o no, non mi importa" dichiarò decisa.
La Cooper la guardò scettica mentre Spike a quelle parole sgranava gli occhi inorridito.
"Che cosa? Tu non rimarrai con me!" esclamò.
Poi si bloccò quando vide l'espressione sul viso di Buffy e quella sul viso della signora Cooper.
"Voglio dire, tu non rimarrai “da” me! Vivremo a casa di Buffy per I primi tempi" Si avvicinò sorridente alla sua mogliettina, che lo guardava sempre più sbigottita. "Quando torneranno sua madre e sua sorella, poi, ci trasferiremo da me. Per avere più intimità, ovvio" concluse passando un braccio attorno alle spalle di Buffy e stringendola a sé.
Buffy aveva un'espressione di puro orrore stampato sul viso. Ma che diavolo stava dicendo? Era completamente impazzito?
"E farebbe meglio a credere al nostro matrimonio, signora, perché noi due siamo felici" continuò Spike. "Anzi, che ne dice se una sera di queste io e la mia piccola Buffy la invitassimo a cena con suo marito per festeggiare le nostre nozze? Così si convincerà"
Buffy represse una smorfia, poi fece finta di accoccolarsi contro la spalla di Spike in cerca di coccole e improvvisamente lo morse con forza. Stava davvero esagerando ora!
Spike sobbalzò con un gemito di dolore liberandola così dalla sua stretta. "Aho! Ma che diavolo…?"
La signora Cooper lo guardò preoccupata. "Che succede?"
Spike si massaggiò la spalla e lanciò un'occhiata torva alla sua dolce mogliettina. "Niente, ho avuto un crampo" rispose poi.
Buffy ridacchiò soddisfatta.
"Strega" le mormorò lui all'orecchio mentre tornava ad abbracciarla. Poi si concentrò ancora sulla signora Cooper. "Se vuole scusarci, signora, vorremmo entrare in casa. Siamo ancora in luna di miele e… lei lo sa come vanno certe cose…" le disse alzando un sopracciglio ammiccante.
La Cooper sorrise e Buffy si divincolò di nuovo dandogli una gomitata nelle costole.
"Capisco, capisco" annuì la signora. "Allora, se mi assicurate che fra voi va tutto bene e che siete felici, vi lascio alla vostra luna di miele"
Spike annuì stringendo più forte a sé Buffy, che sorrise a denti stretti.
"Felicissimi. Buona giornata, signora Cooper" disse lui avviandosi lungo il vialetto di ingresso di casa Summers con Buffy attaccata addosso.
"Buona giornata, piccioncini. Divertitevi, mi raccomando" gli augurò la Cooper tornando verso il suo giardino.
Spike e Buffy la salutarono con la mano in piedi sul portico. Sembravano quasi uno di quei manifesti pubblicitari di qualche agenzia immobiliare. La dolce coppietta felice davanti alla loro nuova casa.
Non appena la Cooper superò la siepe, Buffy si liberò dall'abbraccio di Spike, gli lanciò un'occhiata omicida ed entrò in casa sbattendo con forza la porta di ingresso.
Spike la seguì ma trovò la serratura bloccata. Bussò con energia.
"Buffy, avanti, apri! Dobbiamo parlare!" urlò. "Non fare la bambina!"
Buffy aprì la porta di scatto rischiando perfino di prendersi un pugno in faccia visto che Spike continuava a bussare imperterrito. "Io fare la bambina?! Ma sei scemo? Ti rendi conto del casino che hai combinato?" gli urlò furiosa.
"Io?! Guarda che sei stata tu che…"
"Scusate, ragazzi. Ho dimenticato una cosa…"
La voce della signora Cooper li fece sobbalzare di nuovo. Possibile che arrivasse sempre così silenziosamente?
La donna corrugò la fronte perplessa. "C'è qualcosa che non va?"
Spike abbassò l'indice che stava puntando minaccioso contro Buffy e sospirò forte. "Tutto bene"
Buffy annuì con un sorriso. "Alla grande"
"Sembrava steste litigando…" osservò la donna.
"Ma che dice? Io adoro la mia mogliettina" disse Spike attirando di nuovo Buffy al suo fianco.
"E io adoro il mio maritino" gli fece eco lei cercando di dare un tono smielato alla sua voce.
La Cooper sembrò convincersi e sorrise. "Come siete carini insieme. Che ne dite di farvi un bacio per fare pace?"
Spike sbatté le palpebre più volte, confuso, come se fosse stato appena colpito da qualcuno. Bussi si irrigidì di colpo.
"Ma che dice? Non dobbiamo fare pace, non abbiamo litigato" protestò lei.
"Avanti, non siate timidi. Sono vecchia ma ricordo ancora come funzionano certe cose. Un bel bacio e il litigio sarà alle vostre spalle" concluse con una risatina.
Spike si chinò a guardare Buffy, poi prima che un qualsiasi pensiero coerente gli si formasse nel cervello, le catturò quelle morbide labbra invitanti con le proprie in un bacio che teoricamente sarebbe dovuto essere finto e rivolto principalmente alla signora Cooper, ma che si rivelò molto più passionale e profondo di quanto entrambi avessero voluto.
La signora Cooper batté le mani quando si staccarono. "Come sono contenta! Ora vado. Vi chiedo scusa per l'interruzione. Tornate pure a tubare, piccioncini" gli disse e si allontanò in fretta.
Buffy e Spike rimasero rigidi l'uno accanto all'altra, senza guardarsi. Poi lentamente entrambi voltarono la testa e il loro occhi si incontrarono per un momento prima che Buffy si voltasse di nuovo con un gemito.
"Tu… tu… tu…" balbettò lei. Era talmente furiosa con lui che le parole le si accalcarono in bocca come un fiume in piena impedendole di parlare correttamente. "Oh, tu… tu… tu!" continuò picchiettandogli un dito con violenza sul torace.
"Sì, passerotto? Dimmi tutto" disse Spike divertito dal suo viso diventato paonazzo per la rabbia.
Buffy alzò gli occhi al cielo sbuffando rumorosamente, poi lo spinse via e si precipitò dentro casa. Stavolta Spike fu più veloce di lei e riuscì ad infilarsi in casa prima che Buffy chiudesse la porta.
"Buffy, smetti di fare queste scene e parliamo" le disse incrociando le braccia e piantandosi nell'ingresso.
"Mi dispiace, “maritino”, ma non ho voglia di parlare con te!" Buffy si diresse a passo spedito verso la sua camera. "Sono stanca"
"Noi dobbiamo parlare" le disse lui seguendola.
"E di cosa?" Buffy si bloccò a metà della rampa delle scale.
"Come di cosa?"
"Forse dell'orrendo spettacolo che hai fatto poco fa con la signora Cooper?" gli chiese ironica incrociando le braccia.
"Senti, non era mia intenzione dire quelle cose. Lei… lei mi ha fatto infuriare e mi sono uscite di bocca" rispose Spike.
"Tu mi hai baciato!" esclamò Buffy furiosa. "Come ti è venuto in mente?"
"Dovevo! La signora Cooper ci stava praticamente addosso!" ribatté Spike. "Credi che mi sia divertito? Certo però che anche tu non ti sei tirata indietro…" aggiunse sarcastico.
Buffy scese un paio di scalini. "Sei un verme! Che hai intenzione di fare allora?"
"Io? Che hai intenzione di fare tu, piuttosto?"
"Non voglio rimanere sposata con te" dichiarò Buffy guardandolo.
"Beh, se è per questo neanche io…"
Buffy annuì con la testa. "Bene, almeno su qualcosa siamo d'accordo"
"… però credo che dovremmo farlo" continuò Spike.
"Cosa?" chiese Buffy spalancando gli occhi.
Buffy era veramente sbigottita. Era uno scherzo, vero? Spike stava sicuramente scherzando, non poteva sul serio star dicendo che…
"Credo che dovremmo rimanere sposati" affermò Spike.
"Ok. Bene. Allora restiamo sposati e basta. Fine del discorso" disse Buffy e con uno spintone lo fece spostare da davanti a lei e si diresse nel soggiorno.
Spike la guardò perplesso. "Già, esattamente" disse seguendola.
"E mi farò chiamare da tutti signora Pratt?" chiese Buffy sedendosi sul divano.
Spike sorrise soddisfatto. "Wow! È davvero incredibile. Credevo che avrei dovuto discutere un bel po' con te per farti accettare l'idea e invece…"
Buffy si alzò di nuovo e gli si piazzò davanti, incrociando le braccia e guardandolo seria. "Ok, ora comincio ad avere paura perché non credo più che tu stia scherzando"
"Io non sto scherzando" confermò lui.
"Co… cosa? Quindi tu vuoi rimanere sposato per sempre?" chiese Buffy incredula. "Ma sei impazzito?!"
Spike piegò la testa da un lato guardandola. "Non sono impazzito. È una questione di orgoglio"
"Una questione di orgoglio?"
"Già. La signora Cooper crede che io non possa prendermi delle responsabilità, ma si sbaglia. Io so assumermi delle responsabilità e questo matrimonio sarà la mia prova di responsabilità" le spiegò deciso. Poi guardò la sua espressione dubbiosa e aggiunse. "Ok, senti, che differenza vuoi che faccia per te? Davvero! Insomma, tu al momento sei sola quindi non devi dare spiegazioni a nessuno, io altrettanto. Rimaniamo sposati per un po' e poi ci separiamo"
Buffy emise un gemito esasperato. Stava ancora scherzando, vero? Cercò negli occhi di Spike un accenno di scherzo o divertimento, ma ci lesse solo serietà e una leggera apprensione.
"Ohhh, ok, mi spiace per il tuo orgoglio ferito. Hai ragione. Sai una cosa? Possiamo restare sposati, perché le tue ragioni sono davvero valide…" gli disse sarcastica. Poi gli si avvicinò e lo afferrò per il bavero dello spolverino. "Senti, ti prego, rifletti un momento su quello che mi stai chiedendo"
"Ti sto chiedendo un favore" rispose lui leggermente preoccupato per la sua reazione
"Mi stai chiedendo di essere tua moglie!" lo contraddisse lei mollando la presa di scatto. "Ti rendi conto?"
"E in quanto mia moglie, credo che dovresti farmi questo favore" ribatté lui sistemandosi lo spolverino.
"Ma sei davvero impazzito o l'ossigeno della tinta ti ha dato alla testa?"
"Senti, facciamo così: annunciamo il matrimonio e tu puoi tenerti tutti I regali!" le propose con un sorriso.
"Cosa? Annunciare il matrimonio? No! Spike, andiamo! Noi non possiamo rimanere sposati! È una cosa folle e senza senso!" disse Buffy scuotendo la testa. "Ma non eri tu quello che detestava il matrimonio?"
Spike si strinse nelle spalle. "E' vero e lo detesto ancora"
"Ma allora… perché?"
"Perché la signora Cooper mi ha sfidato e io non mi tiro mai indietro davanti ad una sfida. E poi perché se rimango sposato con te non potrò sposare nessun altra" aggiunse con un sorrisetto.
"Eh?"
"Senti, sono stanco di uscire con donne accecate dal desiderio di metter su famiglia. Non posso frequentarle neanche per una settimana che già iniziano a preparare la lista degli invitati e prenotano la luna di miele" le raccontò sedendosi di peso sul divano.
"Oh poverino! Ma io come entro in tutto questo?"
"Entri benissimo. Tu sarai il mio deterrente"
Buffy lo guardò corrugando la fronte perplessa. "Deterrente?"
"Sì! Mi basterà dire alle donne con cui esco che sono già sposato con te e loro non mi stresseranno più con questa storia del matrimonio e vorranno solo fare sesso con me" concluse soddisfatto.
"Lo sai che sei davvero un maiale?" gli disse Buffy guardandolo disgustata. "Io non mi presto ad un imbroglio del genere!" Si sedette sulla poltrona di fronte a Spike. "Domani mattina cercherò un avvocato e avvierò le pratiche del divorzio, con o senza il tuo consenso"
"No, tu non puoi farlo!" ribatté Spike.
"E perché non potrei?"
"Perché così dimostri alla signora Cooper che ha ragione su di te!"
"Che significa?"
"La signora Cooper ti ha definita una ragazzina immatura che non sa quello che fa. Se divorzi da me dopo neanche un giorno di matrimonio, le confermerai quello che già pensa…" le spiegò con un sorrisetto soddisfatto. Sapeva di averla messa in trappola. "Andiamo, dove è finito il tuo orgoglio, Buffy?"
Buffy rifletté per un momento in silenzio. Effettivamente Spike aveva ragione. Avrebbe dato una pessima immagine di sé se avesse divorziato, nonostante quello però non se la sentiva di rimanere sposata con lui... "Senti, Spike, ci ho pensato su e il risultato è che noi non possiamo rimanere sposati" dichiarò decisa.
"Non credo che sia vero" la contraddisse lui.
"Oh, ma invece sì!" ribatté Buffy.
Il viso di Spike si illuminò all'improvviso. "Ok, sai di cosa si tratta? Di una divergenza di opinione. E quando succede in un matrimonio…"
"Oh, Spike, andiamo! Questo non è un matrimonio! Sono solo I peggiori postumi di una sbornia che si possano avere!" esclamò Buffy alzandosi in piedi.
"Senti, ti propongo un accordo" iniziò Spike alzandosi a sua volta.
"Che accordo?" gli chiese Buffy guardandolo sospettosa.
"Rimaniamo sposati per un po'…"
Buffy emise un gemito esasperato. "Ancora con questa storia!"
"Rimaniamo sposati per un po'" ripeté Spike deciso. "Dimostriamo alla signora Cooper che si sbaglia e poi ci separiamo"
"Tutto qui?"
"Che altro pensavi che dicessi?"
Buffy si strinse nelle spalle. "Pensavo che fossi rinsavito di colpo, ma mi sbagliavo."
"Allora che fai? Ci stai?" le chiese Spike con un sorrisetto.
Buffy evitò di rispondere.
"Avanti, non dirmi che hai paura…" la stuzzicò lui.
"Io non ho paura! E di cosa poi? Di te?" ribatté subito lei. "Io non ho paura di te"
"Oh, io dico di si" mormorò Spike avvicinandosi a lei.
Buffy lo guardò sospettosa. "Non è vero"
"Io dico che tu hai paura di rimanere sposata con me perché sai che vivendo insieme potresti non resistere al mio fascino e temi di perdere di nuovo il controllo e…" le disse con voce roca mentre allungava una mano per accarezzarle il viso.
Buffy si allontanò di scatto. "Stai lontano da me!" esclamò. Poi rise. "Sei davvero uno stupido se credi che basti qualche moina per farmi cadere ai tuoi piedi. La volta che abbiamo fatto sesso…"
"Le volte in cui abbiamo fatto sesso" la corresse Spike divertito.
"Beh… ad ogni modo, sono state un errore. Sono sicura che non si ripeteranno più" concluse decisa.
"Vuoi scommettere?" le propose Spike alzando un sopracciglio ammiccante.
"Certo! Io non verrò mai più a letto con te" affermò risoluta.
"Perfetto" commentò Spike. "Allora è deciso. Vado a prendere la mia roba" Si diresse verso la porta.
Buffy lo seguì con gli occhi allarmata. Si era persa qualcosa durante la discussione? "Dove stai andando?" gli chiese seguendolo nell'ingresso.
"A casa mia. Se devo vivere qui devo avere dei vestiti o vuoi che giri nudo?" le chiese sorridendo.
"No, no… tu non puoi vivere qui! Noi non possiamo vivere qui, insieme!" ribatté lei.
"Buffy, ormai è deciso. Rimarremo sposati. Non c'è niente altro da dire" disse Spike allungando una mano e accarezzandole una guancia. "Torno presto, mogliettina" la salutò con un sorriso divertito, poi aprì la porta ed uscì.
Buffy lo seguì con lo sguardo completamente senza parole. Poi richiuse la porta e ci si appoggiò con la schiena.
Ma in che razza di guaio si era cacciata?
"Tesoro, sono a casa!"
Spike ridacchiò divertito al suono di quella frase e posò a terra la scatola di cartone che aveva riempito con vestiti e oggetti vari per trasferirsi da Buffy. Diede un'occhiata in giro ma di lei nessuna traccia. Dove si era andata a cacciare? Corrugò la fronte perplesso.
"Buffy, il tuo adorato maritino è di ritorno, non vieni ad accoglier…?" Le parole gli morirono in gola quando la vide scendere le scale.
"Wow. Doppio wow" mormorò, la gola improvvisamente secca.
Buffy era in piedi sulle scale. Era alta, flessuosa, stupenda. I lunghi capelli biondi erano perfettamente acconciati, tanto che non ce n'era uno fuori posto. Indossava un abito nero corto e attillato con stivali fino alle cosce. Aveva un aspetto così sfolgorante e raffinato che se la poté facilmente immaginare mentre calcava la passerella di qualunque famoso stilista di moda.
E di fronte a quella creatura celestiale, lui se ne stava là con una maglietta e un paio di jeans che avevano visto giorni migliori. Immaginò di doversi considerare fortunato se un rivolo di saliva non gli colava dal lato della bocca mentre stava lì impalato a fissarla.
Le labbra rosso sangue di Buffy sorrisero come se lei potesse leggergli nel pensiero.
Spike si passò una mano sul viso. "Hai intenzione di andare da qualche parte vestita in questo modo?"
"Esatto" rispose Buffy con un sorriso passandosi una mano fra I capelli.
Spike assunse un'aria angosciata. "Non è possibile. Sei così… conturbante"
Il sorriso di Buffy si allargò. "Smettila subito"
"Ti sto solo guardando, Buffy…"
Buffy finì di scendere le scale. "Certo, come se volessi mangiarmi per colazione. Piantala"
Quando rise, lui la fulminò con lo sguardo. "Era solo uno sguardo amichevole, dico sul serio. Noi siamo… amici"
Lei scrollò il capo e gli si avvicinò. "Allora, ciò che mi stai dicendo è che non provi niente per me quando mi guardi. A parte… l'amicizia"
Spike si appiattì contro la porta. "Esatto. È proprio così"
In punta di piedi, Buffy gli sfiorò la mascella contratta. "Se ne sei convinto tu" sussurrò.
Lui borbottò di nuovo e lei sentì ogni muscolo del suo corpo tendersi sotto la mano che gli aveva appoggiato sul petto. Erano così vicini che qualunque loro movimento sembrava portarli a congiungere inevitabilmente le labbra. Lui aveva tutte le intenzioni di distogliere lo sguardo, ma non ci riusciva. Ormai era privo di volontà, impegnato a combattere tra il bisogno di stringerla a sé e baciarla e l'istinto di darsela a gambe levate. La fuga sembrava la mossa più intelligente.
"Allora dove vorresti andare questa sera…?" mormorò.
Il campanello suonò spaventandoli entrambi. Buffy si allontanò prontamente da Spike e con un gesto deciso lo allontanò dalla porta. Spike fece un sospiro per la scomparsa del calore di quel corpo incredibile. Cosa mi sta succedendo?
"Luc!" esclamò Buffy con un grande sorriso aprendo la porta. "Un minuto e sono pronta"
Spike scrollò la testa per tornare alla realtà. Luke? Chi diavolo era Luke ora? Si allontanò da dietro la porta e sporse la testa per sbirciare oltre le spalle di Buffy.
"E tu chi sei?" chiese in tono brusco quando vide davanti a sé un tizio che sembrava praticamente uscito da uno di quei giornali platinati che parlano di moda. "Buffy, chi diavolo è questo tizio?"
L'uomo lo guardò sorpreso e leggermente confuso ma non rispose. Si limitò a sorridergli amichevolmente. Spike lo odiò all'istante.
Buffy si voltò di scatto e fulminò Spike con un'occhiata, poi lo prese per un braccio e lo portò in un angolo riparato dell'ingresso lanciando al muto Luke un sorriso di scusa.
"Cosa hai intenzione di fare?" lo apostrofò Buffy.
"Chi è quel tizio?" le chiese Spike incrociando le braccia.
"Luc" rispose lei.
"Chi diavolo è questo Luke?"
Buffy rise. "No, non Luke. Luc" lo corresse.
Spike corrugò la fronte. "Che differenza fa?"
"Luc è francese. C'è una grande differenza" gli spiegò lei.
"Ascolta…" Spike si allungò verso di lei, ma Buffy era già indietreggiata.
"No" dichiarò con voce fin troppo cortese. Aveva tutta l'aria di una dea furibonda, il vestito che luccicava e il rossetto che lo tentavano oltremodo. E Spike desiderava follemente scolorirle le labbra a suon di piccoli morsi. "Mettiamo le cose in chiaro. Noi siamo solo amici, ricordi?"
"Certo" replicò lui in fretta.
Buffy alzò una mano e Spike temette che stesse per prenderlo a pugni. "Quindi smettila con questa storia" gli ingiunse con voce tremante di collera e puntandogli l'indice sul torace. "Smettila comportarti come un marito geloso. Non ne hai alcun diritto!"
"Ma tu sei mia moglie!" protestò Spike. "Ne ho tutto il diritto!"
"Questo non è propriamente giusto" lo corresse lei. "Sulla carta sono tua moglie, nella vita di tutti I giorni sono incastrata in questo matrimonio per colpa tua e di quell'impicciona della signora Cooper, ma non per questo ho intenzione di rinunciare alla mia vita privata. Come del resto non ne hai intenzione tu" gli fece notare.
"Che vuoi dire?"
"Cosa c'è di meglio di un marito che aspetta nell'ombra per rendere sicura una ragazza al giorno d'oggi?" gli disse ondeggiando una mano con noncuranza. "Credo di poter avere anche io dei vantaggi da tutta questa storia non credi?" aggiunse socchiudendo gli occhi e sfidandolo a contraddirla.
Spike strabuzzò gli occhi senza parole.
"Sarai il mio deterrente, Spike, come io sarò il tuo" dichiarò con un sorrisetto poi si allontanò di qualche passo. "E ora scusami ma devo andare. Luc mi sta aspettando" Si girò per tornare alla porta.
Spike le afferrò un braccio trattenendola. "Aspetta un attimo! Dove hai intenzione di andare?"
"Esco. Ho un appuntamento se ancora non l'hai capito" Buffy liberò il braccio dalla sua stretta.
"Oh, già, l'avevo capito" commentò Spike ironico percorrendole il corpo con lo sguardo. "E' per questo Luke che ti sei vestita così?"
"Ovvio. Credevi che fosse per te? Prima stavo testando il vestito per vedere la reazione su un uomo" lo stuzzicò lei con un sorriso. "E ha avuto l'effetto che volevo. Grazie. Ora vado, Luc, mi sta aspettando. Scusami"
"Ehi, io non ho finito!" la bloccò di nuovo Spike.
Buffy gli rivolse uno sguardo lampeggiante di rabbia. "Si può sapere cosa vuoi ancora?"
"Tu sei mia moglie, non puoi uscire con il primo che passa!" sbottò irritato.
Buffy emise un gemito di sorpresa. "Ancora con questa storia? Sei veramente ridicolo!" rispose. "Io esco con chi mi pare! Non sarai certo tu ad impedirmelo!" Si diresse a passo spedito verso la porta.
Spike la seguì e la osservò prendere la borsetta e sorridere gioiosamente al suo accompagnatore mentre usciva.
"Non aspettarmi sveglio, mi raccomando!" gli disse prima di chiudersi la porta alle spalle.
Spike strinse la mascella furioso. Ma con chi credeva di avere a che fare quella ragazzina?
***
Spike vide arrivare una macchina che parcheggiò proprio davanti casa di Buffy. Con un balzo si alzò dalla sedia di vimini su cui era rimasto per gran parte della serata e corse in casa. Non voleva dare a Buffy l'impressione che avesse aspettato il suo ritorno. Cosa che aveva fatto ma che assolutamente non avrebbe ammesso. Mai, neanche sotto tortura.
In fretta si nascose dietro una delle finestre del soggiorno e si mise a spiare quello che accadeva fra le due persone in macchina.
Che diavolo stava facendo quel francese? Già se lo immaginava mentre le si attaccava addosso come una piovra… E Buffy? Lei sicuramente non stava facendo proprio niente per evitarlo anzi, probabilmente gli stava anche facilitando il compito. Contrasse la mascella e si allontanò di scatto dalla finestra. Prese il pacchetto di sigarette e ne accese una. Poi iniziò a camminare nervosamente lanciando occhiate sempre più frequenti all'orologio a pendolo del soggiorno.
Ma quanto ci metteva a salutare quel tizio e a rientrare in casa? Maledizione! Doveva assolutamente trovare un modo per fermare…
Il rumore della serratura che scattava lo fece sobbalzare. Fermò la sua folle camminata e andò nell'ingresso accendendo la luce di scatto.
"Sbaglio o ti avevo detto che non dovevi aspettarmi in piedi?" lo apostrofò Buffy seccata quando lo vide. Si tolse la leggera giacca e posò le chiavi di casa sul mobiletto accanto all'ingresso. Poi tornò a guardarlo.
"Non ti stavo aspettando" rispose Spike.
Buffy inarcò un sopracciglio. "Ah no?" chiese scettica.
"No. Sono appena tornato e quindi ero ancora in giro" Spike si portò alla bocca la sigaretta.
Buffy fece una smorfia. "Spegni subito quella sigaretta. In casa mia non si fuma" lo ammonì.
Spike alzò gli occhi al cielo e si tolse la sigaretta di bocca. "E da quando?"
"Da quando ho deciso così." rispose Buffy iniziando a salire le scale.
"Hai intenzione di comportarti sempre in questo modo?" le chiese Spike seguendola.
"Come?" chiese Buffy. "Impedendoti di fumare? Beh… sì! Ci tengo alla mia salute"
"No, uscendo ogni sera con un ragazzo diverso" ribatté Spike trattenendola per un braccio.
Buffy lo guardò seria, poi liberò il braccio. "Non sono affari tuoi con chi esco. Anche tu sei libero di fare ciò che vuoi, nessuno ti trattiene" Incrociò le braccia sul seno. "Non doveva essere questo uno dei vantaggi di questo finto matrimonio?"
"Quale?"
"Quello di poter uscire con chiunque senza rischiare di finire intrappolato in un rapporto serio. Me l'hai detto proprio tu" gli ricordò con un sorrisetto di sfida. "Oppure valeva solo per te?" aggiunse guardandolo minacciosa.
"Sì. Cioè no! No! Non voleva solo per me, ovvio. Sei libera di uscire con chi vuoi" Spike scosse la testa. Le sue stesse parole gli si stavano rivoltando contro.
Buffy sorrise. "Bene, perché domani sera ho un appuntamento con Angel" rispose riprendendo a salire le scale.
"Con Angel?" ripeté Spike stupito.
"Sì, avevamo deciso di uscire molto prima di tutto questo" Buffy era arrivata alla fine delle scale. "Non ho intenzione di cambiare I miei programmi per te" disse voltandosi a guardarlo.
"Non te l'ho mai chiesto" ribatté Spike seccato. Stava facendo la figura del petulante e del pignolo. E lui questo lo detestava. "Anche io domani ho un appuntamento, comunque" aggiunse.
"Davvero? Sono contenta per te. Ti farà bene. Hai davvero bisogno di una donna. Sei così nervoso ultimamente" Buffy raggiunse la porta della sua stanza. "Buonanotte Spike" gli disse con la mano sulla maniglia.
"'Notte Buffy" rispose lui. Poi gli venne un dubbio. "Ehi, ma io dove dormo?"
Buffy ridacchiò. "Mi spiace ma non ho camere per gli ospiti…"
"Potrei dormire in quella di tua sorella…" propose lui.
"Così che io rischi il linciaggio non appena tornerà a casa e scoprirà che ti ho fatto dormire da lei? È un'adolescente, è molto gelosa della sua privacy" rispose Buffy. "Lo stesso vale per la camera di mia madre" aggiunse bloccandolo prima che potesse dire qualcos'altro.
"E allora io?" chiese corrugando la fronte. Poi un sorrisetto malizioso gli illuminò il viso. Salì un paio di gradini. "Potremmo…"
"Scordati di dormire con me!" esclamò Buffy seria.
"Non ci avevo neanche pensato!" ribatté Spike scendendo di nuovo I gradini. "Sei davvero presuntuosa lo sai? Non sei mica l'unica donna al mondo, dovresti ricordartelo a volte"
"Senti chi parla!" Buffy fece per entrare in camera.
"Non abbiamo ancora risolto il mio problema" la bloccò di nuovo Spike.
"Oh sì,invece, sono sicura che il divano in soggiorno sarà ottimo per te. Buonanotte" gli disse lanciandogli un sorrisetto perfido ed entrò in camera.
"Il divano in soggiorno sarà ottimo per te" ripeté Spike facendole il verso mentre scendeva le scale e andava verso quella che sarebbe diventata la sua nuova camera da letto. "Ma tu guarda come mi sono ridotto per una dannata sbronza!" esclamò gettandosi di peso sul divano.
Sarebbe stata una lunga notte…
Willow alzò la mano per bussare quando improvvisamente la porta di casa Summers si aprì e Spike per poco non la travolse uscendone.
"Hey Rossa! Sono in ritardo. Buffy è dentro. Ci si vede" le disse in fretta, poi attraversò il giardino, salì sulla sua auto e partì a tutta velocità.
Willow rimase un momento interdetta con la mano ancora alzata. Spike che usciva da casa di Buffy? Di prima mattina? Qualcosa non quadrava…
Dato che la porta era rimasta aperta, Willow entrò e chiamò Buffy.
La ragazza apparve dalla cucina e le venne incontro con un sorriso festoso.
"Ciao Will! Come hai fatto ad entrare?"
"Beh, stavo per bussare quando Spike ha aperto la porta" rispose Willow incerta.
"Vieni, andiamo in cucina. Sto preparando un dolce. Vuoi un bicchiere di the freddo?" le disse Buffy.
Willow corrugò la fronte. Che si fosse sognata la presenza di Spike?
"Buffy, quello che per poco non mi ha travolto era Spike, vero?" le chiese sedendosi su uno degli sgabelli della cucina.
"Sì, era Spike. Allora vuoi il the?"
"Sì, grazie" Willow seguì Buffy con lo sguardo mentre l'amica si muoveva indaffarata in cucina. "Che ci fa Spike a casa tua a quest'ora?"
"Sai, credo di aver sbagliato qualcosa in questa torta. Non sta crescendo bene" commentò Buffy ignorando la domanda dell'amica e concentrando le sue attenzioni sulla torta che cuoceva nel forno.
Willow la guardò corrugando la fronte. "Di sicuro non potrà mai essere come la mia"
"Già, specie per gli effetti che ha avuto" precisò Buffy con una smorfia.
"Hai ragione. Senti, sono venuta qui oggi proprio per chiederti scusa per come è andata a finire la cena dell'altra sera. Non pensavo di averci messo così tanto rhum in quella torta! Mi dispiace davvero. Potrai mai perdonarmi?" Willow si sarebbe cosparsa il capo di cenere se ne avesse avuto la possibilità.
"Basta, smettila di colpevolizzarti. Non ce n'è bisogno. Non ci hai mica puntato una pistola alla tempia per farci sposare" la rassicurò Buffy con un sorriso. "A proposito di questo… Will, la vuoi sapere una cosa buffa?"
"Sempre" rispose Willow contenta che l'amica l'avesse perdonata così in fretta.
"Io e Spike non abbiamo chiesto l'annullamento" le disse porgendole un bicchiere di the freddo. "Prendi"
"Grazie" Willow prese il bicchiere e se lo portò alle labbra. "Che cosa?!" esclamò poi rischiando di strozzarsi quando il suo cervello registrò le parole di Buffy.
"Vuoi qualche biscotto?" Buffy si diresse verso la dispensa. "Ne ho comprati di davvero buoni al supermercato l'altro giorno, e…"
"Buffy" la chiamò Willow in tono serio.
"Sì?" Buffy si voltò a guardarla con aria innocente.
"Tu e Spike non avete chiesto l'annullamento?"
"Già, ma niente di serio. Non preoccuparti" rispose Buffy tornando a rovistare nella dispensa. "Eppure dovrebbero essere qui. Strano che non li trovi. Di sicuro deve averli finiti Spike stamattina a colazione…"
Quello era decisamente troppo. Willow si alzò di scatto dallo sgabello e si avvicinò a Buffy ancora indaffaratissima con la dispensa.
"Vorresti spiegarmi per favore questa storia?" le chiese chiudendo lo sportello della dispensa e mettendolesi davanti con le braccia incrociate.
Buffy parve sorpresa. "Cosa dovrei spiegarti?"
"Come cosa? Tu e Spike! Ancora sposati. Lui che vive qui! Ecco cosa" esclamò Willow alzando le braccia in alto drammaticamente.
Buffy strinse le labbra. "Oh beh ecco… è successo che noi…"
Willow si portò le mani alla bocca emozionata. "Oh mio Dio!" esclamò. "Non dirmi che finalmente vi siete chiariti? Vi siete dichiarati? Dimmi. Lui che ti ha detto? Voglio le sue esatte parole. Non risparmiare I dettagli. Hai pianto? Oh, sono così contenta per voi!" Abbracciò di slancio l'amica.
Buffy si liberò dall'abbraccio e guardò Willow come se fosse impazzita. "Ma che stai dicendo? Ti senti poco bene?"
Willow la guardò confusa. "Perché?"
"Cosa ti fa pensare che io e Spike siamo innamorati?"
"Come cosa? Mi hai appena detto che non avete chiesto il divorzio e io…"
"Sì, ma perché abbiamo fatto un accordo, non perché ci amiamo!" ribatté Buffy.
"Oh" Willow parve delusa. "Che tipo di accordo?"
"Lui sarà il mio deterrente ed io il suo"
"Eh?"
"Finché rimarremo sposati, sarò libera di fare ciò che voglio senza impedimenti e lui potrà fare altrettanto. Entrambi saremo liberi" le spiegò Buffy.
"Liberi ma sposati l'uno con l'altra" Willow si fece pensierosa. "Scusa, ma non capisco"
"Non c'è bisogno che tu capisca, l'importante è che tu ci regga il gioco con la signora Cooper e tutti gli altri"
"Perché?"
"Perché nessuno deve sapere che il nostro non è un vero matrimonio"
"Anche Angel non lo deve sapere?"
"No, Angel lo saprà. A lui spiegherò tutto. Non voglio mentirgli. Solo, non dirlo a Spike"
Willow fece una smorfia. "Immagino che non sarebbe contento di sapere che Angel conosce la verità"
"Già. È un tipo piuttosto orgoglioso" concordò Buffy.
"E quando hai intenzione di dire tutto ad Angel?"
"Stasera. Andiamo a cena fuori" rispose Buffy con un sorriso.
"E Spike lo sa?"
"Certo! E poi non devo mica rendere conto a lui di quello che faccio. È mio marito solo sulla carta" ribatté Buffy.
Willow sgranò gli occhi. "Vuoi dire che tu e lui… non… consumate? Non andate a letto insieme?"
"Sei impazzita?! Neanche se dovesse gelare l'Inferno!" esclamò Buffy.
"E lui è d'accordo?"
"Sì, l'abbiamo messo subito in chiaro. Io dormo nella mia stanza e lui sul divano in soggiorno. È meglio così. Le cose saranno meno complicate in questo modo" concluse Buffy tranquilla.
"Se lo dici tu…" commentò Willow dubbiosa. Spike deve essere davvero cotto a puntino per accettare una cosa del genere, pensò. "Comunque secondo me, essere sposata con un uomo di cui eri innamorata da quando hai memoria e con cui sei anche andata a letto, ma continuare a comportarsi come una single, è una situazione già abbastanza complicata…" osservò poi.
"Io non credo" la contraddisse Buffy. "Siamo adulti. Possiamo facilmente convivere senza necessariamente saltarci addosso" Il timer del forno suonò e Buffy fece un largo sorriso. "Oh bene, la torta è pronta. La vuoi assaggiare?"
Willow annuì. "Sì, credo di aver decisamente bisogno di qualcosa di dolce dopo una notizia del genere"
***
Il campanello suonò puntuale alle otto.
Spike si alzò dal divano su cui era sprofondato a guardare la tv e si diresse verso la porta.
Buffy scese frettolosamente le scale e gli passò davanti bloccandogli la strada.
"Cosa avevi intenzione di fare?" gli chiese con le mani sui fianchi e un'aria di rimprovero sul viso.
"Aprire la porta. Hanno suonato" rispose lui leggermente irritato dal suo tono.
"Beh, non farlo. È Angel. E non voglio che ti veda" replicò lei.
"Difficile, visto che vivo qui e sono tuo marito ora" ribatté Spike incrociando le braccia sul torace.
"Particolare irrilevante" commentò Buffy.
"Prima o poi dovrai dire al pallone gonfiato che siamo sposati. Mi piacerebbe vedere la sua faccia in quel momento" borbottò con una risatina tornando verso il soggiorno.
Buffy lo seguì con lo sguardo. "Io vado. Tu esci stasera?"
"Perché?"
"Me lo chiedevo visto che ultimamente non esci molto. Hai deciso di darti all'eremitaggio?" gli chiese ironica.
"Stai scherzando?! Non preoccuparti per me, stasera esco. Ho un appuntamento" replicò lui.
"Bene. Speriamo di non incontrarci" Buffy prese la sua borsa e posò la mano sulla maniglia.
"Giusto" concordò Spike.
"Divertiti" gli augurò Buffy aprendo la porta.
"Anche tu"
Buffy uscì di casa chiudendosi in fretta la porta alle spalle. Spike sbirciò dalla finestra a lato della porta e la vide mentre abbracciava e baciava Angel con un sorriso sul viso. Strinse la mascella. Spettacolo davvero rivoltante. Scosse la testa. Meglio iniziare a prepararsi per il suo appuntamento. Quella sera si sarebbe divertito alla faccia di Buffy Summers.
***
Buffy diede la buonanotte ad Angel, accogliendo il suo bacio di saluto con un sorriso, poi uscì dalla macchina e si incamminò verso casa. Salì I primi gradini del portico e sobbalzò spaventata quando nel buio vide brillare una flebile luce subito seguita dall'odore acre di una sigaretta.
"Sei tornata" disse Spike con voce inespressiva. Si era appena acceso una sigaretta ed era seduto su una delle sedie del portico.
"Mi stavi ancora aspettando sveglio?" gli chiese lei. Salì gli ultimi gradini e arrivò alla porta.
"No, non ti stavo aspettando. Sono appena tornato e mi fumavo una sigaretta visto che Miss “la salute prima di tutto” ha deciso che in casa non posso fumare" replicò lui stizzito.
"Bravo. Vedo che impari in fretta" commentò lei con una risatina.
"Hai detto ad Angel di noi?" le chiese Spike lanciandole uno sguardo veloce.
"Gli ho detto che ci siamo sposati, sì" rispose lei cercando le chiavi nella borsa.
"E che ha detto?"
"Che mi chiamerà fra qualche giorno per uscire di nuovo"
Spike si voltò a guardarla stupito. "Tutto qui? Continua ad uscire con te nonostante tu sia sposata?"
"Già. Non è magnifico?" Buffy si strinse nelle spalle con un sorriso. "E tu? Come è andato il tuo appuntamento? Hai verificato la tua teoria?"
Spike corrugò la fronte. "Quale?"
"Quella secondo cui “uomo sposato, pezzo pregiato”" gli spiegò lei.
"Sì, beh, funziona. Devo ammettere che funziona" rispose lui e tornò a guardare la strada davanti a sé.
"Sono contenta per te" ribatté Buffy abbassando gli occhi. Poi si girò ed aprì la porta. "Beh, allora… buonanotte"
"'Notte" rispose lui.
Buffy si chiuse la porta alle spalle e sospirò. Poi salì le scale ed andò in camera.
Spike rimase a fissare il buio davanti a sé, pensieroso. Quando la sigaretta che stringeva tra le dita finì, rientrò in casa.
† Impara a godere delle piccole gioie della vita in comune. Ti sorprenderai a scoprire quanto possa essere piacevole trascorrere del tempo insieme alla persona che ami †
Buffy finì di lavare I piatti della cena e si asciugò le mani emettendo un forte sospiro. Quella serata era stata decisamente strana. Cenare faccia a faccia con Spike come una normale coppia sposata era stato davvero imbarazzante. Incontrare I suoi occhi che la fissavano quando aveva alzato la testa dal piatto, l'aveva turbata molto. Oppure ritrovarsi a fissarlo e chiedersi a cosa stesse pensando… Era stato così silenzioso quella serata. Non era abituata a vederlo pensieroso e soprattutto a non sentirlo chiacchierare continuamente come al suo solito.
Quella era la prima sera che trascorrevano entrambi a casa da quando erano sposati. Era stato un puro caso, di solito Buffy evitava di rimanere sola con lui più del necessario, specie di sera. Non che non si fidasse del suo autocontrollo o che temesse chissà cosa da lui, però preferiva così. Spike invece era rimasto a casa per lavorare. Un evento abbastanza strano anche questo, dato che da quando lo conosceva non aveva mai manifestato un tale attaccamento al lavoro da portarselo addirittura a casa. Quel comportamento contrastava parecchio con l'immagine del bellimbusto indolente che aveva di lui. In realtà era quasi certa di conoscere solo una minima parte della personalità ricca di sfaccettature di Spike.
Lanciò uno sguardo alla porta chiusa della cucina. Lui era in soggiorno a lavorare. Si chiese come sarebbe proseguita la loro serata adesso. Era timorosa ma al tempo stesso elettrizzata all'idea di quello che sarebbe potuto accadere a breve. Gettò da una parte lo strofinaccio ormai umido, si slegò I capelli e decise che era arrivato il momento di scoprirlo.
Giunta sulla soglia della porta trasse un profondo respiro e si passò una mano fra i capelli stampandosi sulle labbra un bel sorriso di circostanza. Spike non l'aveva sentita aprire la porta ed avvicinarsi, infatti, se ne stava ancora chino sul pavimento a trafficare con uno scatolone pieno di documenti e a scribacchiare sopra un bloc"notes.
Buffy rimase ad osservarlo mentre prendeva appunti, mentre un sorriso piano piano le distendeva le labbra a quella vista. Dopo qualche minuto di attesa si schiarì la voce decidendo finalmente di rivelare la propria presenza.
"Sono documenti molto importanti?" gli domandò avvicinandosi.
Per un istante sul viso di lui sembrò disegnarsi un'ombra di imbarazzo subito nascosta da un sorriso. "Sì, purtroppo ci sono delle volte in cui non riesco a sottrarmi al dovere"
"Credevo non ti portassi il lavoro a casa…" osservò lei.
"Questo è un caso importante" ribatté lui distrattamente poiché stava leggendo un documento. Poi si fermò guardandosi intorno. "Perché non ti siedi qui per terra? Puoi farmi compagnia, sempre se non devi uscire…"
"No, stasera non esco. Hai intenzione di lavorare tutta la notte?" gli chiese avvicinandosi ancora un po'.
"Sì, non posso proprio farne a meno" disse lui. "Non che sia un fanatico del lavoro ma…"
"Ma?" commentò Buffy con una nota di scetticismo.
Spike inarcò le sopracciglia sospettoso. "Cosa vorrebbe dire quel ma?"
"Niente, proprio niente. Solo che non sembri proprio uno che del suo lavoro si disinteressa: qualche minuto fa parevi totalmente preso"
Evitando di guardarla, lui prese in mano un altro foglio.
"Spike, vuoi che ti aiuti?" si offrì lei ma poi riflettendo, ricordò che in quei giorni lui sembrava non gradire molto la sua presenza. Sembrava che volesse evitarla a qualunque costo. E d'altronde lei non era stata da meno, dovette ammetterlo.
"No, non è il caso" rispose infatti lui stringendosi nelle spalle.
"Proprio sicuro che non ti serva una mano?" Mentre lui scuoteva la testa Buffy si sporse verso lo scatolone e vi dette una sbirciata. "Spike" si scandalizzò "Non mi dirai che devi leggerli tutti? Avanti, dimmi che cosa vuoi che faccia"
"Davvero? Spogliati e balla la danza dei sette veli" ribatté lui con un sorrisetto malefico e alzando un sopracciglio ammiccante.
Buffy gli rispose con una smorfia. "Peggio per te. Se non vuoi che ti aiuti rimarrai sveglio tutta la notte"
"Credi che mi importi davvero di questa roba?" chiese lui.
"Certo che no! Semplicemente ti diverti a passare la serata lavorando"
Spike le lanciò un'occhiata di traverso. "Eri molto più mansueta quando non eravamo sposati. Cosa ti è successo? Il matrimonio non ti dona" commentò divertito.
Buffy preferì evitare di rispondere.
Dopo parecchie richieste e battutine ironiche su quanto lavoro avesse ancora da sbrigare, Spike le chiese finalmente di aiutarlo a catalogare i documenti. Le affidò il compito di smistare alcune trascrizioni di vecchi processi mentre lui si dedicava ad una pila enorme di documenti.
"Possiamo smettere adesso?" s'informò Spike con una certa insistenza circa un'ora dopo.
"Hai proprio tanta fretta di rimetterti a poltrire?" lo stuzzicò lei.
Lavorarono ancora per un altro po' finché entrambi non si sentirono esausti.
"Sai, dopo tutto questo lavoro penso che stanotte dormirò almeno dodici ore di fila" gli fece notare Buffy dopo aver sbadigliato. Poi si appoggiò con la schiena al divano con un sospiro.
Lui fece una smorfia impertinente. "Perché non mi lasci controllare in che stato sono le tue occhiaie?" Scrutandola con attenzione aggiunse: "Ha ragione. Hai dei segni orribili! Mi chiedo come tu possa non dormire bene visto che riposi in un comodo letto e non su uno scomodo divano"
"Non cominciare a lamentarti ora" lo rimproverò Buffy mentre un sorriso le si allargava sul viso.
"Io? Non mi lamento affatto" ribatté lui ironico. "Chi si sta lamentando qui?" Fece finta di guardarsi intorno. "Io non vedo nessuno che si lamenta qui. Tu vedi qualcuno?"
"Tu, imbroglione. Tu ti stai lamentando" disse lei ridendo e puntandogli l'indice contro il torace.
"Buffy, perché non vieni più vicino?" Spike cominciò a tirarla per un braccio verso di sé. "Ecco, meno male che ti sei decisa" mormorò poi quando Buffy fu seduta a pochi centimetri da lui. "Non ti sembra che abbiamo lavorato anche troppo? Sei una vera schiavista. Forse sarà meglio che ti faccia ubriacare per renderti più docile e meno ligia al dovere"
"Se pensi di farmi ubriacare, Spike, puoi anche abbandonare l'idea. Considerando l'effetto dell'ultima sbornia che ho preso, credo che starò lontana dall'alcool per molto tempo" replicò Buffy con una smorfia.
"Avanti, non ti è andata tanto male…"
"Tu dici?" gli chiese lei scettica.
"Sì, magari a quest'ora potevi essere sposata con Riley… oppure con Angel" Fece una smorfia.
"Oh, giusto. E invece ora sono sposata con te. Non c'è che dire. Una vera fortuna" replicò lei trattenendo una risata.
"Basta parlare. Stiamo sempre a parlare" E con un sorriso innocente si sporse in avanti e sbirciò dentro la scollatura della maglietta di Buffy. "E poi dicono che ci sono spettacoli migliori!"
"Davvero?" chiese lei con un sorriso. In realtà avrebbe dovuto alzarsi e mettere fine a tutta quella strana conversazione, ma non lo fece.
"Già, sto vedendo uno spettacolo paragonabile a una delle sette meraviglie del mondo" Buffy cercò di mostrare indifferenza ma un brivido di eccitazione le corse lungo la schiena.
Nel frattempo Spike le aveva sollevato la maglietta e si era chinato sul suo seno, pronto a partire all'attacco. Ma com'era potuto succedere che la situazione le fosse sfuggita di mano? E che ora si trovassero nel soggiorno, lei mezza nuda e lui che le baciava il seno?
"Non… non dovresti lavorare?" tentò lei disperatamente.
"Ho ben altro per la mente che leggere degli stupidi documenti" ribatté lui tornando a baciarle il seno e a sfiorarlo con le labbra con la leggerezza di una piuma.
Dannazione, pensò Buffy, ci stava cascando di nuovo! Ma che cos'aveva quell'uomo di tanto straordinario da farle perdere la testa? Con Angel non si era mai sentita così eccitata, non aveva mai provato emozioni così intense. Un bacio e sarebbe capitolata.
Quasi leggendole nel pensiero, Spike si sollevò e la baciò. La sua lingua si aprì un varco tra le labbra di lei e le invase la bocca. Con un gemito soffocato ed impotente, lei gli si strinse contro, il seno che si gonfiava contro il suo torace, le anche che cercavano il contatto con il suo bacino.
"Passerotto…" Spike si ritrasse, ma non troppo. "So che sei impaziente di fare l'amore con me, ma cerca di rallentare il ritmo. Non ho intenzione di scappare, sta tranquilla"
Se non fosse stato per il lampo di desiderio che gli splendeva negli occhi, Buffy l'avrebbe insultato.
"Spike, possibile che nessuna donna ti abbia mai insegnato a tenere chiusa quella dannata boccaccia?"
"No, dovrai farlo tu" replicò lui con impertinenza.
A Buffy sfuggì un lungo sospiro. "Accidenti a te, ogni volta che apri bocca mi viene voglia di ammazzarti. Ed è questo il problema. Come si fa ad andare a letto con uno che si vorrebbe sopprimere?"
"Che cos'è? Un nuovo slogan pubblicitario per la criminalità a sfondo sessuale?"
"Già. E tu come preferiresti essere ammazzato? Nell'olio bollente, annegato, oppure in altri modi?"
"E' inconcepibile che parli di eliminarmi, quando sto per farti certe cose…" ribatté lui mentre con una mano arrivava a toccarla dentro I jeans.
Buffy trattenne a stento un gemito. "Se pensi che io…"
"Sh…" Spike le posò un dito sulle labbra con un sorriso."Vuoi tacere una buona volta? A furia di pensare, un giorno o l'altro, il tuo piccolo cervellino esploderà! Andiamo, basta con le chiacchiere, passerotto: adesso inizia il divertimento" E accarezzandole il viso si sporse di nuovo verso di lei, schiacciandole il seno con il peso del suo torace e imprigionandola sotto di lui. Accostò la bocca alla sua e Buffy abbozzò un tentativo di reazione che durò a malapena qualche secondo. Spike aveva un potere di persuasione tale che era impossibile sottrarsi al suo tocco. E Buffy si arrese con un gemito di desiderio.
Ad un tratto senza che nessuno dei due se ne accorgesse, una voce di donna iniziò a chiamare Buffy.
"Mio Dio, è la signora Cooper!" sussurrò Buffy quando riconobbe la voce. Spike però non accennò a smettere di baciarle il collo, le orecchie e scese senza esitazione fino alla cavità del seno. "Spike, smettila! Potrebbe entrare da un momento all'altro!"
Buffy scattò in piedi e, in fretta, cercò di rivestirsi alla meno peggio dandosi una pettinata ai capelli con le mani. "Sbrigati Spike! Rivestiti"
Tutt'ad un tratto la porta di casa si spalancò e comparve la signora Cooper che fissò sbalordita prima il torace nudo di Spike e poi Buffy che cercava di ricomporsi.
"Oddio, scusate, ragazzi! Se avessi saputo che eravate impegnati, io… Torno più tardi" E diplomaticamente uscì, trattenendo un sorriso.
"Accidenti, avresti fatto meglio a rivestirti invece di farti trovare così" disse Buffy a Spike che solo ora si accingeva a infilarsi la maglietta.
"Scusa, non capisco cosa ci sia di male nel fatto che lei ci abbia trovato così. Non siamo affatto nell'Ottocento!" disse lui calmo.
"Lo so ma potrebbe pensare che noi due.. Che io e te… Insomma, lo sai" borbottò Buffy. Non sapeva se fosse più sconvolta per il fatto che la signora Cooper li avesse scoperti o per quello che stavano facendo per terra.
"E questo sarebbe un problema? Siamo sposati. Una coppia normale fa certe cose" osservò lui.
Buffy lo fulminò con lo sguardo e corse dietro alla signora Cooper. Imbarazzata la trovò sul portico che guardava la strada con uno strano sorriso compiaciuto sul viso.
"Ci scusi, signora. Noi stavamo solo… io e Spike… lo stavo aiutando con il lavoro!" disse imbarazzata. "Ma abbiamo finito. Non se ne vada. Entri in casa, la prego" aggiunse poi prendendola sottobraccio e riportandola dentro.
Spike nel frattempo si era rivestito e aveva liberato una parte del divano dai fogli per far posto alla signora.
"Qual buon vento la porta qui, signora?" le chiese come se nulla fosse. In realtà era piuttosto seccato. Non gli capitava di venir beccato in una situazione del genere da quando aveva sedici anni e suo padre era tornato a casa prima dal lavoro. Magari all'epoca avrebbe anche accettato la cosa, ma adesso… decisamente la Cooper era arrivata al momento sbagliato.
La donna sedette sul divano e si guardò in giro, ancora sorridente. "Allora, come va la convivenza ragazzi? Il matrimonio procede bene?"
"Bene, grazie" rispose Buffy con un sorriso.
"Ottimamente" fece eco Spike. “E sarebbe andato ancora meglio se lei non fosse arrivata” aggiunse mentalmente, nascondendo una smorfia di disappunto.
"Ne sono contenta" La signora Cooper pareva incapace di smettere di sorridere. "Tutto bene, allora?"
Buffy la guardò confusa. "Sì, certo. Perché continua a chiedercelo?"
"Beh, questa sera siete rimasti in casa. Negli ultimi giorni vi ho sempre visto uscire…" Si fermò pensierosa. "Anche se mi è sembrato strano che usciste da soli e mai insieme"
"Oh, beh, ecco… noi…" balbettò Buffy. Si girò verso Spike in cerca di aiuto.
Lui piegò la testa da una parte e squadrò la signora Cooper pensieroso. "Ci sta spiando, signora?"
La signora spalancò gli occhi scioccata. "Io? Assolutamente no! Come ti viene in mente?" chiese in tono offeso.
Spike sorrise leggermente. "Mi scusi, ma lei è sempre così informata su quello che accade nel quartiere che mi chiedevo come facesse"
"Spirito di osservazione" dichiarò orgogliosa di sé la donna.
"E questo non significa spiare?" ribatté Spike.
"Assolutamente no. Allora, che ne pensate di una festa?" chiese la signora Cooper battendo le mani contenta. In quel modo cambiò abilmente argomento di conversazione.
Buffy la guardò confusa. "Cosa?"
"Sì! Una festa per annunciare il vostro matrimonio. Non l'avete ancora fatto, giusto?"
"E lei come fa a saperlo?" chiese Spike.
"Spirito d'osservazione, ricordi?" rispose la donna con un sorriso. "E poi, non ho visto nessun annuncio sul giornale locale e ho dedotto che ancora non l'aveste detto a nessuno…"
"Avremmo dovuto mettere un annuncio sul giornale?" la bloccò Spike corrugando la fronte perplesso.
"Beh, sì. Il vostro matrimonio è un evento, non trovate?" ribatté la signora con un sorriso.
"Se lo dice lei" mormorò Spike per niente convinto.
"E allora, che ne pensate di dare una festa per annunciare a tutti il vostro matrimonio?" chiese di nuovo la donna.
E lei che aveva sperato che meno persone fossero state a conoscenza di quella storia, più facile sarebbe stato quando avrebbero divorziato…, pensò Buffy sconsolata. Non aveva messo in conto le macchinazioni della signora Cooper. Lanciò un'occhiata di nascosto a Spike e lo vide stringere la mascella e socchiudere gli occhi, poi sospirare sconfitto.
Avrebbero dato quella festa e tutti avrebbero saputo che si erano sposati. Non c'era modo di sfuggire alla signora Cooper, avrebbero dovuto immaginarlo. Meglio affrontare il loro destino in modo eroico.
† Fai buon viso a cattiva sorte †
La festa fu organizzata per quel fine settimana.
Spike fu costretto dalla Cooper ad invitare tutti I suoi colleghi dello studio legale, I clienti, gli amici e chiunque conoscesse in città. Buffy fu obbligata a fare altrettanto; invitò persino alcuni vecchi compagni di liceo che non vedeva da anni. La Cooper aveva insistito tanto, sembrava quasi che volesse invitare tutta Sunnydale per festeggiare quello che secondo lei era l'evento dell'anno: il loro matrimonio.
Buffy aveva cercato di fermare tutta quell'enorme organizzazione, ma la Cooper era stata irremovibile: ci si sposava una sola volta nella vita e dato che loro lo avevano fatto di nascosto e che le loro famiglie erano lontane, lei si era assunta il compito di occuparsi di tutto in virtù del fatto che li conosceva da quando entrambi erano dei bambini. Buffy alla fine l'aveva lasciata fare. La serata in fondo non sarebbe stata poi così lunga, pensò per consolarsi. Avrebbe bevuto qualche coppa di champagne, mangiato un paio di tartine e sorriso a tutti quanti, e tutto sarebbe filato liscio. Poi il pensiero che per tutto quel tempo sarebbe stata al fianco di Spike la turbò leggermente.
Ricordava perfettamente quello che era quasi successo l'ultima volta che erano rimasti soli in soggiorno. Fortunatamente quella sera sarebbero stati tra centinaia di persone e non correva quel pericolo che si ripetesse, però poi al ritorno, a casa, da soli… Dei brividi le corsero lungo la spina dorsale.
Si guardò allo specchio e sistemò la giarrettiera che le sosteneva le calze. Le grattava la coscia. Era stata un'idea della signora Cooper. Non c'era alcuna possibilità che Spike la vedesse, ma la signora non lo sapeva ed aveva insistito tanto per regalarle della biancheria intima sexy. E di nuovo l'immagine di loro due avvinghiati a terra le tornò alla mente.
Il leggero bussare alla porta della sua stanza la distolse bruscamente dai suoi pensieri.
"Ehi, Buffy, sei pronta per andare?"
"Ehm, arrivo subito" Lo stomaco in subbuglio, si diede gli ultimi ritocchi.
"Sbrigati. Ho la macchina accesa. Ha tutta l'aria di voler piovere. Un maledetto temporale estivo. Particolarmente adatto, non trovi? Hai un ombrello?"
Buffy si rilassò di colpo. Quello era lo Spike di sempre. Sembrava non ricordarsi neanche quello che era quasi accaduto tra loro. Sembrava solamente seccato per quella serata a cui era stato costretto. Come lei del resto.
"Sì, ce ne sono alcuni nel portaombrelli dietro la porta. Prendine uno"
"Perfetto. E ora datti una mossa. O arriveremo dannatamente tardi alla festa e la signora Cooper se la prenderà con me" ribatté Spike, poi lo sentì scendere le scale.
Buffy si guardò di nuovo allo specchio e sorrise. Tutt'a un tratto la serata non sembrava più così impervia.
Aprì la porta, scese le scale e il mondo cominciò a vorticare insieme al suo stomaco.
Quello non poteva essere Spike. Primo perché indossava uno smoking nero, secondo perché I capelli " seppur ancora di quell'assurdo color platino " non gli sparavano in tutte le direzioni senza alcun criterio logico, terzo perché non c'era traccia di Levi's. Era sofisticato e mondano. “Oddio” Bello. “Oh, mamma mia” La pelle d'oca comparve dal nulla e Buffy si mise una mano sullo stomaco per tenerlo al suo posto.
Ci volle un istante perché la bocca si aprisse, il cervello si mettesse in funzione ed il cuore cessasse di martellare a più non posso. E anche allora Buffy non era sicura di essere proprio lucida.
"Perdiana"
Era tutta una “farsa”. Si ripeté la parola nella testa come una litania interminabile e si incollò un sorriso sulla faccia. Lui la guardò e sorrise di rimando.
"Stai bene"
Buffy deglutì a fatica. "Grazie"
"Se sei pronta, possiamo andare"
"Okay"
Se anche aveva notato che lei mostrava la scioltezza di un baccalà, sembrava deciso ad ignorare la cosa. Buffy lo seguì fuori la porta. I suoi occhi si posarono sulle sue spalle evidenziate dal completo e si ritrovò ad asciugarsi l'angolo della bocca. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era che suo “marito” si accorgesse che lei gli sbavava dietro!
***
Spike premette il pulsante di salita nell'atrio dell'edificio in centro città che avrebbe ospitato la festa, e restò a fissare le luci sopra l'ascensore. Era disposto a fissare qualunque cosa che non fosse Buffy. Lei e il suo dannato seno.
Da dove spuntava? Lui non l'aveva mai visto prima. Doveva esserle cresciuto quella notte, magari aveva fatto una cura ormonale o più semplicemente portava un reggiseno imbottito. In ogni caso, era da capogiro. “Stai calmo, amico. Tanto non puoi toccarla. È tua moglie ma non puoi toccarla”, si disse mentre lei se ne stava in piedi sorridendo.
Il campanello dell'ascensore lo fece trasalire e lui le mise una mano sulla schiena per spingerla dentro. Si ritrasse di colpo toccando la pelle calda. Dannazione, niente davanti, niente dietro… tanto valeva venire nuda!
Molti degli invitati alla festa entrarono trotterellando nell'ascensore alle loro spalle. Spike si ritrovò Buffy premuta contro il proprio corpo e soffocò un grugnito. “Fantastico, tutta Sunnydale nell'ascensore”. E lui era in trappola.
Proprio mentre le porte si stavano chiudendo, si riaprirono per lasciar entrare altra gente, finché tutti si ritrovarono stipati come tante sardine.
Cinquanta piani. Cinquanta piani infernali.
Le curve del posteriore di Buffy spingevano tra le sue gambe e quando lei mise fine a quella tortura, Spike si ritrovò più eccitato di un mandrillo. Forse Buffy non l'avrebbe notato. Sicuro, come lui non aveva notato la sua giarrettiera sotto quel vestito… Diavolo.
"Ehm, Spike, puoi spostare dall'altra parte quell'ombrello, per cortesia? Mi sta… colpendo" La voce di Buffy era assolutamente calma e normale.
Un uomo abbassò lo sguardo e gli lanciò un'occhiata cospiratrice.
Al diciassettesimo piano le porte si aprirono e un altro stuolo di persone entrarono nell'ascensore. Buffy gli si incollò addosso ancora di più, se possibile, e lui cominciò a sudare.
"Spike, lo stai facendo di nuovo"
"Taci!"
"Beh, non c'è bisogno di essere scortesi"
Lui digrignò I denti. "Lascia perdere, okay? Al momento non posso farci niente"
Lei sbuffò e quel piccolo didietro malandrino gli si strusciò contro di nuovo. Al quarantesimo piano alcune persone uscirono, e l'uomo che gli aveva fatto l'occhiolino gli diede una pacca sulla spalla con un largo sorriso. "Buona serata, ragazzo"
Spike corse verso l'angolo opposto dell'ascensore, il più lontano possibile da Buffy. Quando finalmente raggiunsero il cinquantesimo piano si sentiva come se avesse scalato l'Everest a mani nude. E non erano ancora entrati alla festa!
La seguì fuori dall'ascensore e lei lo aggredì non appena furono soli.
"Che ti prende? Ti ho chiesto di spostare quel dannato ombrello, ma tu no!" Abbassò lo sguardo e per la prima volta notò che lui non aveva in mano nessun ombrello. Le gote assunsero un colorito sorprendentemente roseo. "Spike?"
"Non saltare subito alle conclusioni. C'è una spiegazione logica"
Gli occhi verdi di Buffy cercarono I suoi e lui riuscì quasi a sentire il ronzio degli ingranaggi sotto I boccoli biondi. No, no, no. Non le avrebbe permesso di avere un simile vantaggio su di lui. Doveva inventarsi qualcosa.
Buffy non sorrise, e per fortuna non rise neanche. I suoi occhi verdi si spalancarono e lo fissarono quasi fosse una cavia da laboratorio. "E sarebbe?"
Il roco tremolio della sua voce probabilmente era dovuto allo shock. Spike strinse I pugni.
Le note vibranti del basso filtravano dalla sala da ballo. Per un momento pensò di affrontarla e di confessarle che la trovava talmente eccitante da non riuscire a trattenersi. Ma… e se lei avesse riso? O, peggio, se si fosse lanciata in un discorsetto del tipo: “Tutta questa storia tra noi è solo una farsa, devi fartene una ragione…”? Sarebbe stato decisamente umiliante. Comunque qualcosa doveva pur dirle. Ma cosa?
Ritrovò la voce e fissò lo sguardo sul candelabro sopra le loro teste. "E' colpa della medicina"
"Medicina?"
"Sì. Ha qualche effetto collaterale"
"Medicina per cosa?"
"Allergia"
"Prendi ancora le medicine per l'allergia, Spike?"
"Sì, da quando ho avuto quell'attacco un paio di settimane fa. C'è un nuovo farmaco che stanno sperimentando, molto efficace, solo che rende gli uomini, beh… sensibili. Non buttarla sul personale. Se ci fosse stata la signora Cooper, avrei avuto la stessa reazione" Scrollò le spalle e osò una rapida occhiata nella sua direzione.
Era delusione ciò che le lesse negli occhi? Comunque, come apparve, sparì subito, e lei rise. "Non sai quanti ragazzi pagherebbero per avere un farmaco simile."
Lui chiuse gli occhi un istante e li riaprì cercando di non guardarle la scollatura. "Già. Ci scommetto. Entriamo. Ho bisogno di bere"
***
Buffy osservò la pista da ballo e ridacchiò. Oz e Willow ballavano sorridendosi teneramente, così come qualche altra coppia. Poi spostò lo sguardo su Spike che chiacchierava animatamente con qualche suo collega. Glieli aveva anche presentati ma non riusciva a ricordare il nome di nessuno di loro. Non lo riteneva necessario, tanto non li avrebbe rivisti mai più.
Il ritmo di una samba ridestò Buffy dai suoi pensieri e vide che Spike si avvicinava con in mano due bicchieri di vino. Notò le teste delle donne che si voltavano al suo passaggio. Spike sorrise e strizzò l'occhiolino a qualcuna, accennando addirittura un sorriso divertito.
Ma come osava fare una cosa del genere? Quella doveva essere la festa per il loro matrimonio e lui flirtava con altre donne? Avevano concordato che in pubblico avrebbero finto di essere una normale coppietta di sposi, quindi quel comportamento sarebbe dovuto essere riservato solo a lei! Avvertì un guizzo di gelosia che eliminò immediatamente, poi si incollò un sorriso di circostanza sul viso mentre lui le porgeva il vino. Ne bevve un sorso.
"Come va? Ti diverti?"
Lei stava per rispondere quando vide la signora Cooper avvicinarsi al palco dei musicisti e prendere in mano il microfono.
"Oh cielo" mormorò temendo il peggio.
Spike si voltò per seguire la direzione del suo sguardo preoccupato. "Cosa avrà in mente ora?" chiese sconsolato.
Buffy scosse la testa lentamente. "Non ne ho idea"
La signora Cooper sorrise agli invitati. "Benvenuti a tutti" esordì in piedi al centro della pista da ballo. Era giunto il momento di dare inizio alla festa. "Sono molto orgogliosa di questa serata. Sono qui a fare le veci dei genitori di questi due ragazzi e sono davvero molto felice di farlo. Credevo che questo giorno non sarebbe mai arrivato ma eccomi qui ad annunciare ad amici e parenti che finalmente due persone a me molto care hanno deciso di mettere la testa a posto e sposarsi. Quindi è con orgoglio e affetto che prego Spike e Buffy, di guadagnare il centro della pista da ballo e fare il loro primo ballo come marito e moglie"
Gli ospiti applaudirono entusiasti mentre Buffy si voltò a guardare Spike con occhi sgranati. "Che facciamo?"
Lui le tolse il bicchiere di mano e li posò entrambi su un angolo vuoto del tavolo alle loro spalle. "Prendi la mia mano, okay? Andiamo a ballare"
I suoi occhi sembravano così seri, così nervosi, che lei gli strinse la mano aspettandosi un palmo sudato. Invece era asciutto, caldo e trasmetteva una sensazione sorprendentemente piacevole.
Spike la prese fra le braccia stringendola a sé. Buffy gli sistemò la testa nell'incavo della spalla, chiuse gli occhi e sospirò cercando di cancellare dalla mente la situazione in cui si trovavano. Spike aveva un odore inebriante e le ci volle tutta la sua forza di volontà per non strusciargli il naso addosso come un micino sulle tracce dell'erba gatta. "Stanno guardando tutti, vero?"
"Chi?"
"Gli ospiti"
"Sì. Come tanti falchi"
"Okay, speriamo di riuscire ad imbrogliarli tutti, allora" Suonava bene. Come se dicesse proprio sul serio. Gli sfregò la guancia contro il collo e seppe che non era il vino a farle girare la testa. Poi prese a stuzzicargli la pelle sensibile dietro l'orecchio.
"Oddio!" La sua esclamazione tormentata la bloccò.
"Devo fermarmi? Sto esagerando?" “Ti prego, fa che dica di no!”
"No, no, è fantastico. Assolutamente perfetto. Non sai quanto mi piaccia… quanto mi piacciano le loro facce in questo momento"
A lei non interessava un fico secco se qualcuno li guardava ancora o meno. In quel momento niente aveva importanza, fuorché quel suo pericoloso profumo e il modo in cui le braccia di Spike la stringevano.
"Buffy, so che ti sembrerà strano, ma sto per baciarti, okay?"
“Strano?” Stava diventando tutta accaldata e appiccicosa e lui pensava che un bacio sarebbe stato strano? "Vedi solo di procedere in fretta, okay?" Forse la voce le cedette un pochino, ma le parole sortirono il loro effetto.
Spike si fermò e le stampò un bacio, proprio nel bel mezzo della pista da ballo. La sua bocca era meravigliosa mentre si muoveva, mordicchiava e faceva cose che avrebbero riportato in vita un morto. Buffy gemette e gli gettò le braccia al collo, decisa ad offrirgli la giusta ricompensa per quella sua esibizione. Prima di riuscire a controllarsi, I suoi fianchi strusciarono contro quelli di lui, godendo dell'eccitante reazione di quell'”effetto collaterale” che premeva fra le sue gambe.
Le labbra di Spike le sfiorarono il collo e lei lottò per respirare, sbirciando fra le ciglia. Aveva un'aria assorta, gli occhi chiusi e concentrati sul suo collo con zelante intensità. Buffy piegò la testa per facilitargli il compito.
"Guardano ancora?"
"Oh, sì. Continuano a guardare. Seguimi" I suoi occhi erano ancora chiusi, ma di sicuro lei non aveva intenzione di farglielo notare. Poi la sua bocca tornò su quella di Buffy, la lingua che premeva per invaderla mentre il suo cervello andava in cortocircuito.
Buffy scordò le sue iniziali intenzioni e lasciò che la lingua di Spike si unisse alla sua, le mani che si muovevano più in basso lungo la schiena muscolosa e andavano a rannicchiarsi sotto la giacca. Spike le prese il viso tra le mani come se volesse essere sicuro che lei non cambiasse idea e scappasse via all'improvviso. In realtà, neanche un'esplosione nucleare avrebbe potuto farla muovere di un centimetro.
Poi così repentinamente com'era iniziato, tutto finì.
Spike alzò la testa e le lanciò un sorriso da infarto. "Tutto bene. Scusami un minuto, Buffy. Credo di aver bisogno di qualcosa da bere"
***
Spike afferrò al volo un bicchiere di vino dal vassoio di un cameriere e puntò dritto verso la toilette degli uomini. Ci vollero otto spruzzate di acqua gelida sulla faccia prima che la temperatura corporea scendesse a livelli inferiori a cinquanta gradi. Ballare con Buffy non era stata davvero un grande idea…
Il cigolio della porta interruppe la sua riflessione. Alzò lo sguardo e vide il suo collega Lindsay McDonald, una specie di casanova buffone. Notando il sorrisetto compiaciuto che gli illuminava la faccia, si poteva stare certi che da qualche parte nella sala ci fosse una giovane fanciulla intenta a esprimere apprezzamenti sul più grande talento di Lindsay: il suo repertorio enciclopedico di battutine d'acchiappo.
"Così quella splendida biondina è Buffy, tua moglie. Non c'è da stupirsi che tu l'abbia tenuta nascosta per tutto questo tempo. Ci hai fregato, dongiovanni"
Spike chiuse gli occhi, desiderando che Lindsay scomparisse in uno sbuffo di fumo. Li riaprì speranzoso, ma lui era sempre lì, in attesa di una risposta. E Spike non aveva nessuna intenzione di dargliene nessuna, perché lui stesso non ne aveva. "Ciao, Lindsay, come ti stanno trattando le signore, stasera?"
"Non così bene come ti sta trattando la tua" Lindsay sogghignò con l'aria di chi la sa lunga. "Caspita, credevo che dovessimo azionare l'impianto antincendio"
Spike lasciò perdere le buone maniere. "Non sono in vena, Lindsay. Non stasera"
"Scusa se ti ho offeso, Mister Sensibilità"
"No, scusa tu. Non mi sento molto bene"
Lindsay ridacchiò e si girò per andarsene. "Già, ho visto. Credo che dovresti tornare da tua moglie. Lei sicuramente saprà come… farti sentire meglio. Ancora auguri, amico"
Spike sventolò la mano con un gesto apatico mentre Lindsay se ne andava. Non c'era niente che qualcuno potesse fare. Premette il pulsante dell'asciugatore sopra il lavandino e puntò il getto di aria calda in direzione del viso. Non poteva nascondersi in bagno per tutta la notte. Doveva tornare. Da Buffy.
Era ridicolo. Lei non si meritava un idiota come lui. Si meritava qualcosa di meglio. Non l'avrebbe toccata di nuovo, a prescindere da quanto gli apparisse allettante con quel suo vestitino…
Scrollò la testa e si lisciò I capelli con le dita. “Scordatelo, Spike” Non importava quali idee gli passassero per la mente ogniqualvolta che la vedeva, restava il fatto che Buffy non era interessata a lui in “quel senso”. Non più almeno. Erano troppo diversi. Volevano cose diverse dalla vita. Un matrimonio non gli avrebbe fatto cambiare idea. Niente da fare, d'ora in poi sarebbe stato solo Mister Amico. La farsa doveva proseguire senza altri intoppi.
***
Buffy avrebbe potuto benissimo picchiare Spike. E anche di santa ragione. Non le importava il motivo per cui era improvvisamente sparito, fatto sta che l'aveva abbandonata in mezzo alla pista da ballo ed ora era in completa balia della signora Cooper che la stava tempestando di domande e consigli non richiesti su come mantenere viva la passione in un matrimonio. Guardò l'orologio, in caso fosse tornato… Gli avrebbe dato una sonora lezione.
"Buffy, scusa se ci ho messo tanto" Lei avvertì una mano sfiorarle la schiena e fece un salto, la testa che andava a cozzare contro qualcosa di duro. Si girò. “Ah, il mento di Spike”.
Lui sorrise, lanciandole un'occhiata della serie Sono-sicuro-che-mi-perdonerai-qualunque-cosa, e lei sentì le labbra incurvarsi in un sorriso di risposta. “Debole, decisamente debole”. "Nessun problema"
"Vuoi mangiare qualcosa? Se vuoi vado a prenderti un piatto" si offrì. Sapeva di doversi far perdonare per averla abbandonata.
"No, non ho fame" rispose lei. Aveva decisamente voglia di andare a casa. Dopo aver provato quella passione sfrenata sulla pista da ballo, non riusciva proprio a pensare di riuscire a resistere un minuto di più a quella festa. "Secondo te sembrerà maleducato se ce ne andassimo?"
Era delusione quella che lampeggiò per un attimo negli occhi di Spike? Lei non era sicura. "Credo che non ci siano problemi. Andiamo"
Cercarono la signora Cooper, salutarono Willow ed Oz ed in fretta uscirono dall'edificio.
Il tragitto verso casa fu tranquillo, grazie al cielo. Spike non spiccicò parola e lei non aveva voglia di uscirsene con qualche stupido discorso.
Una volta arrivati a destinazione, lui le tenne aperta la portiera e Buffy scivolò fuori dalla macchina nella fresca notte estiva.
"Freddo?"
"Forse un po'"
Spike si levò la giacca dello smoking e gliela avvolse attorno alle spalle. "Avresti dovuto indossare una giacca sopra quel vestito. Non c'è molta stoffa che tenga al caldo"
"Non pensavo che facesse così fresco" Alzò lo sguardo versi il chiarore del cielo notturno. "Almeno non ha piovuto"
"Già, una vera fortuna" commentò lui seguendola lungo il vialetto di ingresso.
Buffy sorrise e scrollò le spalle, notando quanto la sua giacca le trasmettesse sensazioni piacevoli. Non aveva mai badato al suo odore prima di quel momento, ma era delicato e aromatico. Penetrante. Se non ci si avvicinava abbastanza, non lo si poteva sentire.
Entrarono in casa e si fermarono nell'ingresso. Il suo cenno di buonanotte fu un gesto debole, quasi un ripensamento, e Buffy iniziò a salire le scale. Lui la seguì e il cuore prese a batterle appena un po' più forte. Forse, dopotutto, per una notte avrebbero potuto mettere da parte tutto e…
Spike la guardò con aria di attesa, e Buffy si umettò le labbra. Un bacio? I suoi occhi sembravano così vivi quella sera, e lei notò dei riflessi più scuri di cui non si era mai accorta prima. Le ciglia di Spike erano più folte e lunghe delle sue, e rendevano il suo sguardo più intenso e vellutato. Buffy chiuse gli occhi e si appoggiò contro il muro, il polso che cominciava ad andare a razzo. Spike le si fece più vicino, schiacciandosi contro di lei, e Buffy morì dalla voglia di sentire di nuovo il sapore della sua bocca.
Le mani di Spike risalirono fino alle spalle, scivolando sotto la giacca, e lei soffocò un gemito. Le sue dita erano delicate, quasi carezzevoli, e un sospiro di contentezza le sfuggì dalle labbra dischiuse.
La sua voce era calda contro l'orecchio di Buffy e per un istante da infarto lei sentì la sua bocca solleticarle il collo. "Ehi, Buffy?"
"Sì?"
"Ho bisogno di riavere la giacca"
† Sii sempre presente per la persona che ami. Dimostrale il tuo amore ogni giorno †
Spike tornò a casa presto quel pomeriggio. Il suo capo gli aveva detto di tornarsene a casa per passare un po' di tempo con la sua bella mogliettina. Entrò in casa Summers e per la prima volta la trovò vuota. Buffy non c'era. Evidentemente era fuori e non aveva ritenuto necessario avvertirlo della sua assenza. Dopotutto lui non era per davvero suo marito, pensò irritato. Per un momento la immaginò con Angel e strinse la mascella. Stava davvero iniziando a stancarsi di quella situazione.
Gironzolò per la casa senza far niente di particolare. Cercava un modo per ingannare il tempo in attesa del ritorno di Buffy. Una volta a casa le avrebbe detto che non aveva più intenzione di continuare con quella stupida idea del finto matrimonio, specie se lei avesse continuato ad andarsene in giro con Angel o con il primo belloccio che le capitava a tiro. E al diavolo quello che pensava la signora Cooper! Aveva ancora la sua dignità e detestava l'idea che sua moglie, vera o finta che fosse, se ne andasse in giro con altri uomini proprio sotto il suo naso.
Seguendo il filo dei suoi pensieri arrivò davanti la porta della camera di Buffy. Esitò per un momento con la mano sulla maniglia. Poi con decisione aprì la porta ed entrò.
Mosse I primi passi nella stanza e subito I ricordi della notte che avevano passato insieme lì dentro gli tornarono alla mente. E si maledisse per l'ennesima volta per averla spedita in camera sua da sola la sera precedente. Ancora non riusciva a capacitarsi di quanto era stato idiota a lasciarla andare così. Era sicuro che lei non lo avrebbe respinto, eppure con Buffy ultimamente non sapeva davvero come comportarsi. Era sempre una continua sorpresa.
La sua attenzione fu catturata da delle foto appese alla parete sopra la scrivania. Spike si avvicinò ed iniziò ad osservarle. Ce ne erano molte e diverse. Buffy con la madre e la sorella, Buffy con Willow davanti al liceo. E poi Buffy che spegneva le candeline di una torta di compleanno, Buffy che saltava in costume in mezzo agli spruzzi di un idrante, Buffy alla cerimonia di diploma. Indugiò a guardarle.
Ce n'era una davvero adorabile. Probabilmente era stata scattata quando era alle elementari. Le mancava un dentino ed aveva dei graziosi codini biondi. Poi un'altra. Quella doveva essere la sua prima foto, o qualcosa del genere. Dimostrava si e no tre mesi. I capelli biondi sembravano così morbidi che parevano le piume di un pulcino. Gli venne da sorridere per quel paragone.
Se avessero avuto una bimba insieme, probabilmente sarebbe stata così, pensò Spike sorridendo alla fotografia. Terribilmente carina.
Ehi un momento! Cosa aveva pensato? Una bimba insieme, lui e Buffy?
“Ehi, aspetta un momento, amico. Frena, frena. Questo non è un matrimonio vero. Lei non è davvero tua moglie. Non ti ama e tu non ami lei. Non è la tua anima gemella, o cose del genere, stai solo perdendo la testa dietro stupide fantasie. Scendi dalle nuvole e rimetti il guinzaglio alla tua fervida immaginazione”.
Spostò lo sguardo ed incontrò quella che doveva essere una delle foto più recenti di Buffy. Indossava la felpa dell'università di New York e sorrideva contenta con un gruppo di amici. E I suoi occhi… Oh, Signore, quegli occhi! Ogni volta che lo guardava gli sembrava che potessero perforarlo. Persino ora, in fotografia. Acuti e intelligenti, indipendenti e forti, risoluti e pieni di buoni principi. Qualcosa che non provava da tantissimo tempo si risvegliò dentro di lui.
Non poteva innamorarsi di lei. No, non lui. Aveva solo perso un po' il suo equilibrio, la giusta prospettiva, fulminato da quei fantastici occhi verdi.
Cercò sostegno appoggiando entrambe le mani sulla scrivania quando si rese conto che tutti quei pensieri su Buffy lo stavano conducendo verso una conclusione che metteva seriamente a repentaglio tutto quello di cui era stato convinto fino a quel momento. Buffy per lui era diventata qualcosa di più della vicina che conosceva da quando era piccolo, o della ragazzina che gli correva dietro adorante. Buffy era diventata parte della sua vita, una parte molto importante. Altrimenti come spiegarsi quello che gli stava succedendo? Perché con lei tutto diventava più intenso? Era la strana situazione che stavano condividendo o c'era forse qualcosa di più? Qualcosa di forte ed elementare allo stesso tempo che li gettava inesorabilmente l'uno nelle braccia dell'altro?
Fu allora che lo vide: un libro, dalla copertina vecchia e consunta. Incuriosito, lo prese in mano ed iniziò a sfogliarlo.
Sono andata dalla nonna questo pomeriggio. Avevo molti dubbi sui miei sentimenti per Frederick e sulla mia decisione di sposarlo. La nonna mi ha accolto subito a braccia aperte e mi ha rassicurato dicendo che è normale avere dubbi sui propri sentimenti, specie se si è giovani come me. Allora io le ho chiesto se ci fosse un modo per accertarmi di non commettere un errore sposando Frederick. Lei mi ha preso una mano e me l'ha stretta con un sorriso.
"E' molto facile, mia cara. Basta conoscere il metodo giusto" mi ha detto. Io l'ho guardata confusa. "Sono delle semplici domande che devi porti. Vedrai, è davvero facile. Riusciresti a vivere senza di lui?"
Subito mi sono sentita angosciata al solo pensiero di non rivedere mai più il mio Frederick.
La nonna ha sorriso. "Vuoi passare il testo della tua vita con lui?"
Per un attimo ho temuto che la nonna si sentisse poco bene. E' ovvio che voglia vivere il resto della mia vita con Frederick.
"Sei pronta ad accettare I suoi difetti o quelle abitudini che ti infastidiscono?"
Immediatamente ho detto alla nonna che Frederick non ha difetti. Poi ho riso e mi sono corretta. "Beh, qualcuno… ma pochi. Sì, posso convivere con loro"
La nonna allora si è alzata con un sorriso. "Ecco tutto, Megan. È così semplice"
"Ma… ma…"
"Non ci sono ma, Megan. L'amore non ha bisogno di altre spiegazioni. L'amore basta a se stesso"
Spike alzò gli occhi dal diario e fissò il vuoto davanti a sé. Quelle tre domande gli echeggiavano nella testa.
"Riuscirei a vivere senza Buffy?" si chiese ad alta voce. Non si mosse. Solo le spalle si irrigidirono. "Sarebbe inconcepibile" Ormai gli era entrata dentro. Non sarebbe mai più riuscito a fare a meno della sua presenza nella propria vita. "Voglio passare il resto della mia vita con lei?" si chiese ancora. "Senza il minimo dubbio" rispose immediatamente mentre un sorriso gli distendeva le labbra al pensiero dei difetti di Buffy con cui riusciva facilmente a convivere.
Le sue risposte confermavano I sospetti che aveva avuto prima. Era innamorato di Buffy. Senza possibilità di redenzione. Sperava solo che non fosse troppo tardi per ricominciare con lei.
***
Buffy sbatté con forza la porta di ingresso. Rabbia e delusione le pulsavano nelle vene, accelerandole il polso e impedendole di respirare normalmente.
Si sedette di peso sul divano e prese due respiri profondi, cercando di riacquistare la calma.
Sentendo il rumore della porta, Spike posò in fretta il diario che stava leggendo e uscì dalla camera di Buffy, prima che lei lo scoprisse là dentro ed iniziassero a litigare. Decisamente non era dell'umore adatto in quel momento.
La casa era di nuovo ripiombata nel silenzio e Spike scese le scale alla ricerca di Buffy. La trovò sul divano, con la testa fra le mani e un'espressione sconsolata sul viso. Immediatamente corrugò la fronte e le si avvicinò sedendosi affianco a lei.
"Buffy, passerotto?" Spike le posò un braccio attorno alle spalle. "Va tutto bene?"
Lei gli scostò il braccio. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era il conforto del suo finto marito, promettente avvocato di grido mentre lei era destinata per sempre ad essere una disoccupata.
"Scusami, ma non sono dell'umore adatto per parlare con te" borbottò senza guardarlo.
"Beh, non è una novità" replicò lui con un sorriso.
"Non sto scherzando" Buffy gli lanciò un'occhiata torva.
"Neanche io" disse Spike, poi le passò di nuovo il braccio attorno alle spalle attirandola a sé. "Vuoi dirmi cosa è successo?"
"Perché?" Lei lo guardò confusa. Stavolta però non si liberò dalla sua stretta.
"Perché cosa?"
"Perché lo vuoi sapere?"
Spike le sorrise di nuovo, un sorriso dolce. "Perché mi interessa. Torni a casa sconvolta, e voglio sapere cosa ti è successo." rispose calmo. "E' colpa di Angel? Hai litigato con lui? Se quell'idiota dai capelli a spazzola ti ha fatto qualcosa di male, io…" iniziò in tono deciso.
"Oh, smettila! Angel non c'entra nulla!" lo bloccò lei con una smorfia. "Qualsiasi scusa sarebbe buona per te pur di poter litigare con lui"
"Non è vero." la contraddisse Spike con una risatina. "O forse sì? Allora, vuoi dirmi cosa è successo?"
"Ho fatto un colloquio di lavoro oggi pomeriggio…"
"Davvero? Non me ne hai parlato" osservò Spike stupito.
"Non credevo ti interessasse" mormorò Buffy.
Lui la guardò negli occhi. "Tutto quello che riguarda te mi interessa, Buffy. Ci tengo a te, lo sai"
Buffy evitò il suo sguardo. Troppe volte si era illusa che lui tenesse a lei, ma ogni volta non era stato mai nel modo in cui lei aveva sperato. Cosa le faceva credere che quella volta fosse diverso?
"E come è andato il colloquio?" le chiese poi lui.
Buffy raddrizzò la schiena e si liberò di nuovo dal suo abbraccio. "Quell'idiota di un esaminatore mi ha trattato davvero uno schifo!" esclamò arrabbiata alzandosi di scatto. "Ha detto che non ho esperienza! Ma io dico, come faccio a fare esperienza se nessuno mi da un lavoro!" aggiunse e la voce le si incrinò un poco al ricordo. Tornò a sedersi sul divano.
Spike ridacchiò. "Hai ragione, passerotto" L'attirò di nuovo al suo fianco. "Hai davvero ragione. Di sicuro quell'uomo non capisce niente"
"Giuro che non ho mai odiato nessuno in vita mia come ora odio questo tizio!" mormorò Buffy appoggiando la testa contro la sua spalla.
Spike le accarezzò per qualche minuto in silenzio I capelli con una mano trattenendo un sorriso. Aspettava che si calmasse. "Cosa posso fare per farti stare meglio?" le chiese poi.
Buffy scosse piano la testa. "Nulla, non preoccuparti. Davvero. Non sei tenuto a fare niente" Si allontanò da lui riacquistando un po' di calma. Si passò entrambe le mani sul viso. "Anzi, scusami per aver fatto tutta questa sceneggiata. Devo esserti sembrata davvero una ragazzina" mormorò ad occhi bassi.
Spike sospirò. "Guardami" le ordinò.
Lei non si mosse di un millimetro. Si sentiva una vera stupida per essersi lasciata andare così.
Ma Spike non era il tipo da accettare un no come risposta. Le prese delicatamente il mento con una mano e lo costrinse a guardarlo.
Aveva una luce triste e anche leggermente spazientita negli occhi. In quel momento Buffy seppe di aver commesso un errore di valutazione nei suoi confronti. Lui non stava fingendo in quel momento. Era sinceramente preoccupato per lei.
Buffy inspirò a fondo.
Lui voleva baciarla, ne era sicura. Si stava avvicinando, senza smettere di guardarla, le sue dita fisse intorno al suo mento, voleva baciarla per farla stare meglio.
Se solo fosse stato così semplice.
Il suo cuore ebbe un involontario soprassalto, lo stomaco si strinse e le dita dei piedi si arricciarono per l'aspettativa. Beh, forse un bacio non poteva sistemare le cose e farle avere un lavoro, ma non avrebbe nemmeno peggiorato la sua situazione. O sì?
Le labbra di Spike si chiusero sulle sue, ma non in un bacio esigente, né caldo o appassionato. La sua bocca era leggera, il suo tocco gentile, dolce, un balsamo per I nervi irritati, per il suo ego abbattuto.
Non stava usando la lingua e non sembrava nemmeno che avesse la minima fretta. Le sue labbra stavano creando come una magia, senza pressioni, senza aspettativa, senza priorità, tranne il suo benessere.
Si lasciò andare contro di lui e gli lasciò fare ciò che voleva.
Il suo tocco attenuò il dispiacere, le sue labbra portarono via la rabbia. La sua dolce carezza dissolse la delusione. Le premette un palmo sulla schiena e sfregò con un movimento circolare.
Era giusto che lei si appoggiasse alle sue spalle? Era giusto che si perdesse ad assaporare le sue labbra? Non lo sapeva davvero. In quel momento le sembrava proprio di sì…
E poi quelle labbra sapevano comunicare così tante ed inebrianti emozioni! Simpatia, preoccupazione, affetto. Passione.
Improvvisamente, cominciava a fare un gran caldo su quel divano. E poi, in fin dei conti, quello che stavano facendo era davvero molto stupido ed avrebbe reso le cose solamente più complicate di quanto già non lo fossero.
Gli occhi di Buffy si aprirono di scatto.
Quelli di lui erano ancora chiusi. Persino guardarlo mentre la baciava era così romantico. Troppo romantico.
“Non è una buona idea permettergli di continuare a baciarti” cominciò la vocina della ragione. Non era importante quanto I suoi baci la facessero sentire bene. Lei doveva smettere di pensare a lui in termini romantici e fantasticare al riguardo.
Si allontanò dalle labbra di Spike.
Lui aprì gli occhi e la guardò confuso, piegando la testa