Two Fool Things

Capitolo Ventuno

L'uomo che dice che ha esaurito la fine generalmente vuol dire che la vita ha esaurito lui ~Oscar Wilde

Il piano era di parlare con Sam. Di dirle che lui voleva trascorrere più tempo con Alicia e lavorare su un programma per fare proprio quello. Buffy, sempre ottimista, credeva che se lui si fosse semplicemente presentato da Sam con un piano in mente, la sua ex-moglie avrebbe acconsentito.

Quello confermava solo a Spike che Buffy davvero non conosceva bene Sam. Lui sapeva benissimo cosa sarebbe successo, e davvero non ne aveva nessun desiderio. Tuttavia, sentire la presenza di Buffy al suo fianco, l'energia tipo il suo Arcangelo Michele vicino a lui, lo faceva sentire come se avesse potuto affrontare qualsiasi cosa.

E l'avrebbe fatto.

Anche lui aveva un piano. Voleva Alicia nei fine settimana e si sarebbe preso il compito di accompagnarla a casa degli amici se aveva tali piani, di portarla a qualsiasi attività che aveva programmato, e sarebbe stato anche disposto a lavorare attorno ai progetti di Sam e Ryan – sempre che anche loro fossero stati disposti a lavorare attorno ai suoi. E, durante la settimana, voleva essere in grado di portarla fuori almeno due volte la settimana – impegni permettendo da parte di entrambi. Sapeva che una volta ricominciato a lavorare, sarebbe stato stressato per il tempo, ma non sarebbe stato tutto lavoro e nessun divertimento, e avrebbe preso accordi per poterla vedere. Inoltre, voleva trasformare la stanza degli ospiti nella sua camera. Ne avrebbe fatto una giornata apposita e l'avrebbe portata fuori a fare shopping per decorarla come voleva. Immaginava che se fosse stato elastico e disponibile a fare compromessi per quanto possibile con Sam – e con Alicia – questo avrebbe reso le cose più semplici.

“Andrà bene, Spike” gli disse Buffy la mattina successiva mentre andavano verso casa di Sam.

L'idea era che Buffy avrebbe distratto Alicia così che lui potesse avere del tempo da solo con Sam. Non voleva una replica di sua figlia che testimonia lui e Sam litigare, e beh, sapeva che era impossibile pensare che non sarebbe successo. Lui aveva un caratteraccio, Sam aveva un caratteraccio e metterli insieme nella stessa stanza a discutere di Alicia e del suo essere genitore era legato a provocare degli innalzamenti di voce.

“Ti ho mai detto che il tuo eterno ottimismo è allo stesso tempo rinfrescante e fastidioso?” le disse lui sarcasticamente.

Lei gli rivolse un'occhiataccia e si strinse nelle spalle, “Oh beh. Abituatici”

Allungandosi le prese una mano nella sua, ignorando quanto lei si tese e come cercò di allontanarsi. Le strinse gentilmente la mano e la lasciò andare, non volendola mettere a disagio o attribuire qualcosa alle sue azioni. Non ancora comunque. Far sì che lei si fidasse di lui e l'amasse nel modo in cui lui voleva avrebbe preso tempo, e lui voleva assicurarsi di darle quel tempo. Per ora almeno. Stava imparando che doveva affrontare un problema alla volta e al momento, il problema era Sam.

Non che Buffy fosse un problema che doveva affrontare, era più la donna che doveva sedurre. Tuttavia, non la stava seducendo con i suoi soliti metodi usati. No, doveva sedurre la sua mente e il suo cuore, non il suo corpo. Il suo corpo, lo sapeva dalla precedente mattina, lo voleva. E, lui sapeva che anche il suo corpo la voleva in un certo senso, ma doveva guadagnarsi la sua fiducia per poter vincere il suo amore e spostare la sua mente dal fatto che non stava cercando una riparazione veloce ai suoi problemi, non si stava appoggiando a lei per supporto – sebbene, a dire la verità, lo stava facendo. In un certo senso.

Non era tutto bianco e nero, questo era certo. C'erano così tanti grigi ed era confusionario ed era dappertutto e... Dio, era esausto di ciò. Il suo corpo doveva ancora raggiungere la sua mente. Era estenuante fare cambiamenti nella tua vita. Era estenuante già arrivare alla loro comprensione e poi fare veramente qualcosa al riguardo toglieva molto da una persona.

“Grazie, passerotto” disse lui con calma, ingannando la tensione che si stava aprendo nel suo stomaco, provocandogli una leggera nausea.

Sentì i suoi occhi su di sé, studiarlo da vicino e la guardò con sguardo assente, in attesa.

“Spike” iniziò lei, “So che sarà dura, lo so questo. So che Sam opporrà resistenza all'inizio probabilmente-”

“Probabilmente?” squittì quasi lui. “Prova maledettamente di sicuro”

“Okay, ma non lasciare che ti distolga da quello che vuoi fare. Sai cosa aspettarti, quindi non lasciare che ti sposti o che metta in dubbio nella tua testa le tua abilità come padre”

“Buffy, tu dimentichi che Sam non deve mettermi quei dubbi in testa. Ci sono già”

“E allora questa è la tua sfida. Puoi farcela o getterai la spugna quando la cosa diventa troppo difficile?”

Le rivolse un'occhiata furtiva. “Ti insegnano questa roba alla scuola per agenti immobiliari o cosa?”

Lei sorrise, “Già, lo fanno. Conosci il mio rivale?”

“Finn,” ringhiò Spike.

“Giusto, Riley. Allora, ci sono giorni quando mi sta davanti e mi sento... inutile. Come se facessi schifo nel mio lavoro, anche se so che sono brava a farlo. Penso di voler abbandonare e che non sarò mai brava come è lui. E, non aiuta che lui me lo sbatta in faccia. Ma sai cosa?”

“No, ma sono sicuro che me lo dirai”

Lei lo schiaffeggiò leggermente sul braccio, “Lui non lo capisce, ma quando me lo sbatte in faccia in quel modo, mi getta il guanto di sfida. Io accetto la sfida perché non posso lasciare che lui vinca. È la stessa cosa con te e Sam. Tu ami Alicia e sai che lei ti ama. Sai che puoi prenderti cura di lei nel modo in cui vuoi prenderti cura di lei, che puoi fare tutte le cose che fa Sam. Lungo la via, lascerai che Sam ti convinca che non ce la faresti-”

“Lei non è del tutto colpevole, Buffy. Ho parte anch'io in tutto questo”

“Oh, si, ce l'hai. So che ce l'hai. Ma fino a quando Sam era lì a scavare buche sulle tue abilità come genitore, ti sei messo in testa che aveva ragione, quindi non senti di dover provare. È come la persona a cui è stato detto per tutta la vita che è un disastro. Se a qualcuno viene detto abbastanza, crederà che sia vero e non cercherà niente di meglio. Penseranno, a che scopo? Riusciranno a farne un disastro comunque”

“Sei davvero brava in questo, passerotto”

Lei scrollò le spalle, “Forse non lo sai, ma io ti studio molto attentamente”

Lui la guardò, ghignando, “Davvero?”

Lei annuì, guardando altrove da lui e fuori il finestrino. “Yep”

Lui lasciò stare e cadde il silenzio fino a quando arrivarono nel vialetto di Sam.

Dopo aver parcheggiato la macchina e spento il motore, Spike prese un profondo respiro per calmarsi. Buffy gli mise una mano sul braccio, e lui la guardò, sapendo che gli stava implorando di farlo.

“Puoi farcela. Pensa ad Alicia e al rapporto che vuoi avere con lei” gli disse lei.

“E ricorda che sei un adulto, giusto?”

“Giusto”

“Uscendo dalla macchina, si fecero strada fino alla porta per trovare Sam in piedi lì, braccia incrociate sul torace, che li fissava. Stava studiando Spike con grande attenzione, gli occhi ristretti per il sospetto, la bocca piegata verso il basso in un cipiglio. “Cosa sta succedendo?”

Spike prese un profondo respiro, “Voglio parlare con te”

“Riguardo?”

“Alicia.”

“Cosa riguardo lei?”

“Voglio passare più tempo con lei. Voglio elaborare un piano con te”

Lei alzò un sopracciglio e poi fece qualcosa che non si era aspettato. Lei rise. Forte.

Oh si, sarebbe andata bene.

 

Capitolo Ventidue

Sii te stesso; tutto il resto è già fatto. ~Oscar Wilde

Buffy si aspettava qualcosa di simile. Qualcosa di simile, ma non quello, non una risata da piegarsi in due. Quello la mandò in collera, le gonfiò le piume, ma quello che la fece assolutamente star male fu quando vide lo sguardo sul viso di Spike – completamente deluso - e poi notò Alicia provenire da dietro sua madre.

Lei ammiccò a suo padre e alzò lo sguardo a sua madre. "Che cosa sta succedendo?" chiese innocentemente.

La risata di Sam morì in un sospiro morbido e lei guardò giù sua figlia, raddrizzandosi e sistemandosi nel contempo. "Nulla, dolcezza. Papà mi ha appena raccontato una barzelletta, questo è tutto. "

Buffy si morse l’interno della guancia per impedirsi di urlare dietro a Sam. Invece, lei prese una decisione immediata, e poi dirigendo la sua attenzione a Sam con un amorevole sorriso. "Ehi, Alicia, vuoi venire a fare un giro con me?" Lei guardò Sam direttamente negli occhi, lasciando sapere alla donna che una volta pensava fosse una bella persona e una buona amica, che lei stava dalla parte di Spike e che si intendeva di affari.

Sam incontrò i suoi occhi con un leggero sguardo luccicante e aggrottò la fonte.

"Se va bene a tua mamma, naturalmente", aggiunse Buffy.

Sam la guardò negli occhi per un minuto prima di concedere con un cenno del capo. "Certo, va bene.”

"Grazie", disse Buffy, e significava quello. "Perché non prendi quello di cui avrai bisogno piccola? Andremo al parco, forse potremmo pranzare se non hai già mangiato? Suona bene?"

Alicia annuì eccitata saltellando.

Sam uscì di casa con forza, fulminandoli entrambi mentre stava in piedi in veranda. "Che diavolo è questo?" chiese.

Buffy aprì la bocca per dire qualcosa, ma Spike alzò una mano, sembrava che avesse anticipato quello che lei stava per fare.

"Te l’ho detto, voglio parlare con te di Alicia per trascorrere più tempo con lei.” Disse Spike con calma. Buffy era rimasta sorpresa dal livello di serenità e fermezza che lui stava esibendo. Era così orgogliosa di lui. Tuttavia, doveva mantenere salda se stessa e non agire frettolosamente ancora. C’era ancora un molta terra da percorrere prima, ma per questo primo passo, lei era orgogliosa.

Increspando le labbra insieme, Sam guardò Buffy. "Allora, hai qualcosa a che fare con questo?"

Buffy aprì la sua bocca, ancora una volta, per rispondere, e Spike alzò la sua mano di nuovo. "No, lei non c'entra. Questo viene da me, Sam, tutto da me. Possiamo parlare, per favore? Come adulti?"

Stringendo la mascella, Sam annuì vivacemente, “Bene. Andiamo". Lei entrò in casa, lasciando a Spike e Buffy nient’altro da fare che seguirla.

Buffy lo guardò, "Spike -"

"E’ okay, piccola. Posso farlo. Lei è un drago, ma c'è una ragione per questo. Non mi assumo tutta la responsabilità, ma mi prendo la maggior parte di essa. So quello che ho fatto e sto ottenendo ciò che merito."

Lei lo fissò, e lo stupore la stava riempiendo. "Wow."

Lui ghignò, "Quello suonava come tutto adulto e profondo no?”

Lei lo colpì giocosamente, ridendo scioccamente, "Lo era. Credi in quello che hai appena detto?”

Annuì, girandosi solenne, "Come potrei non farlo? Questi ultimi giorni sono stati una dannata rivelazione, Buffy. Sto tenendo lo specchio davanti al mio viso e sto vedendo cosa ho fatto, e cosa sono diventato. E non solo ad Alicia, ma a quelli che amo." Lui la raggiunse e le accarezzò il lato del volto, "Come te."

Lei prese la sua mano dal suo viso e la strinse, sorridendo dolcemente. "Tipo come Il ritratto di Dorian Gray?"

Egli annuì, "Già. Ma, voglio rendere quella immagina bella, voglio trasformarla in un buon uomo, non un vile. "

"Stai entrando o cosa?" disse Sam quasi abbaiando dallo specchio della porta.

"Ah, il drago sputa fuoco aspetta", meditò Spike mentre Alicia usciva da casa, uno zaino blu sopra la spalla.

"Stiamo andando tutti insieme?" chiese Alicia attentamente, guardando suo padre.

Spike sorrise calorosamente: "No, piccolina. Tu vai con Buffy e io resto qui a parlare con la tua mamma okay? "

Alicia lo squadrò attentamente, “Tu resti?"

Spike annuì, "Io resto."

"State per litigare di nuovo?"

Spike scosse il capo, "No piccola, non stiamo per litigare nuovamente. Parleremo soltanto."

"A proposito di che cosa?"

"Te. Come ti senti riguardo al vedere il tuo vecchio più dei fine settimana? "

Alicia si spalancarono e poi si restrinsero, "Vuoi vedermi di più?"

"Sono certo di farlo, piccola."

"Perché?"

Quello doveva ferire, e Buffy lo poteva dire dall'espressione sul volto di Spike.

"Perché io ti amo, Alicia. Tu sei mia figlia. "

Alicia fece spallucce, "Sì, ma non hai mai voluto vedermi di più oltre il fine settimana."

"Beh, lo farò adesso. Ti piacerebbe? Desideri vedermi di più? Vuoi fare una stanza per te per rimanere nel mio attico? Una camera solo per te che puoi decorare. "

Alicia sorrise, "Sembra che sia divertente."

"E durante la settimana forse potremmo cenare un paio di volte tu ed io. Recuperare delle cose. Potresti dirmi della tua settimana e io posso dirti della mia. "

"Non abbiamo mai parlato di queste cose prima" disse Alicia onestamente.

"Non significa che non si può iniziare."

"Ma che cosa se sto andando a casa di amici?"

"Ci lavoreremo intorno. Pensi che potresti avere del tempo per me nel corso della settimana, dolcezza? "

"Tu avrai del tempo per me?"

Spike annuì.

"E che cosa riguardo le tue ragazze? Ci saranno anche loro? " lei arricciò il naso, "Non mi piaceva Harmony, papà. Ha rubato il mio lucidalabbra alla fragola. "

"No, baby, le mie ragazze non verranno con noi. Saremo solo io e te."

"Prometti?"

"Sì."

"E tu non starai a parlare al telefono tutto il tempo?"

"No, sarà solo te e me. Spegnerò il telefono."

"Prometti?"

"Sì."

"Immagino che va bene allora."

"Posso avere un abbraccio?"

Alicia annuì e volò tra le braccia di suo padre stringendolo forte. "Stiamo andando ora?"

"Sì certo, piccola”, la rassicurò Buffy. "Sali nell’auto di papà e andiamo."

***

"Quindi, hai reso tua figlia felice e hai Buffy al tuo fianco?" chiese Sam dopo che Alicia e Buffy se ne andarono. Ora loro stavano al tavolo della cucina, una brocca di tè freddo e un paio di bicchieri tra di loro. Spike era sconvolto solo per l'offerta di una bevanda.

"Non è così, Sam", le disse con un sospiro stanco, calmandosi. "E lo sai."

"Come riguardo a parlare con me prima di Alicia circa i tuoi piani?" sparò Sam.

Spike serrò la sua mascella. "Divertente, ma pensavo che nostra figlia avrebbe voluto ascoltare per prima. Tu mi stai dicendo che è cresciuta, ho pensato di chiedere a lei se desiderava vedere di più suo padre-”

"Per darti una facile via d'uscita così da non doverlo fare davvero, o perché vuoi essere suo 'amico'?"

Sospirando pesantemente, Spike si calmò di nuovo "Non vedo come altro rispondere se non soltanto che ho scavato da solo un buco. Sono condannato se lo faccio e sono condannato se non lo faccio con te."

"Quanto tempo durerà questo? Finché Buffy se ne va? "

"Sam-"

"Perché il suo cuore verrebbe spezzato se non hai intenzione di seguire le promesse che le hai fatto. Come quando le hai promesso un giro su un cavallo quando aveva cinque anni, ma la tipa della settimana richiedeva la tua attenzione. Oppure quando aveva sette anni e le hai promesso di portarla a Disney sul ghiaccio solamente che 'qualcosa è venuto fuori'. Oppure i fine settimana del passato in cui hai 'dimenticato' di venirla a prendere. Sto dicendo che adesso, fai così e la ferisci, e io ti porterò in tribunale e mi accertarò di non fartela vedere di nuovo. Tu non vedi le sue lacrime e l'amarezza quando non ti presenti a mantenere le tue promesse. "

Spike seduto lì, stordito, il suo cuore andava in frantumi al pensiero di tutte le promesse che aveva fatto e non aveva mantenuto alla sua preziosa bambina. Ha. Preziosa piccola bambina eh? Non l'aveva trattata in quel modo ora vero?

E Buffy vedeva del buono in lui? Dove?

Mandando giù il nodo in gola, disse con una voce tremolante "Io voglio fare questo. Voglio fare... Tutto. Le riunioni genitori - insegnanti, i giochi con la palla, le recite di danza - tutto. "

"Il tuo calendario con le riprese non permette di fare tutto."

"Allora io farò quello che posso."

"Perché l'improvviso cambiamento?"

"Devo dirti i motivi per cui sento il bisogno di cambiare la mia vita?"

"Forse questo mi renderebbe più simpatica e comprensiva riguardo al perché voglio correre il rischio di rompere il cuore di Alicia. Ancora una volta. "

Spike prese un respiro profondo, "Perché ho capito che ho fatto alcune scelte sbagliate. Ho ferito Alicia e rischio di perdere tutto. E mi fa male sapere che non può condividere le cose con me. Che sono fuori dal giro e - "

"Non te n'è mai importato prima, perché adesso?"

"Ero uno stupido, Sam, okay. So che lo ero. Ero tutto su di me", lui scosse il capo, "quando penso a quando era una bambina e a come mi sentivo vicino a lei... Lei è mia. Metà di lei è me e lei è incredibile per me. Lei è la mia carne e sangue e ho sprecato tutto questo tempo per... Cosa? Niente. Un po’ di semplici emozioni, mai importanti. Non il modo in cui lei lo è. Voglio che lei sia in grado di dirmi del suo ragazzo e cosa sta accadendo nella scuola e nelle sue attività. Io non voglio saperlo da altri ... voglio sapere tutto su di lei. Ho fottuto Sam, lo so. Ho perso la barca e ho spezzato il suo cuore e non posso riavere quel tempo indietro, non posso riavere niente indietro, ma posso fare meglio da ora in poi. Io voglio essere suo padre. L'unico suo papà. Per favore, solo... Permettimi di dimostrare che posso farlo. "

Sam lo fissò duramente e a lungo, e Spike poteva vedere che stava avendo una battaglia interna con se stessa. Le sue labbra erano strette, si appoggiò indietro ed incrociò le braccia. "Io lo intendevo, William. Falle del male ed il gioco è fatto. Assicurati di capire in cosa ti stai cacciando prima di impegnarti in tal senso. "

Spike annuì con impazienza, "Io voglio questo. Voglio impegnarmi in questo. Sam, io... voglio farlo anche con te. "

Lei lo guardò con uno sguardo attento, "Quel tempo è passato da tanto."

"Forse per alcune cose, ma non per tutte."

"Pensavo di essere immune al tuo fascino", mormorò lei, guardando verso il basso. "Come sei riuscito a convincermi di questo?" chiese lei, guardandolo.

"Forse perché puoi sentire quanto sia serio."

"Forse", sospirò lei, "E' tempo di fare o di rompere."

"Non ti deluderò."

"Non è solo per me William --"

"Lo so. Lo so, è per Alicia anche, e so che l’ho delusa e voglio rimediare. "

Alzandosi, Sam andò al frigorifero e afferrò il calendario appeso su di esso. "Va bene, facciamo alcuni piani allora."

 

Capitolo Ventitré

C'è lussuria nel senso di colpa. Quando ci biasimiamo, sentiamo che nessun altro ha il diritto di biasimarci. ~ Oscar Wilde

Entrando in cucina con Alicia a rimorchio, Buffy trovò Spike e Sam curvi su un calendario e alcuni fogli, oltre al palmare di Spike. Alicia e lei gelarono e li fissarono.

“Va tutto bene?” chiese Buffy con cautela.

Spike alzò gli occhi verso di loro da oltre la spalla, “Stiamo facendo un programma. Briciola, a te non da fastidio se Papà ti porta alla lezione di danza vero?”

Alicia fissò il padre, stordita. “No” rispose lentamente. “Mi porterai alla lezione di danza?”

Lui annuì.

“Perché?”

“Così che dopo possiamo cenare insieme” disse lui come se fosse un evento di tutti i giorni e non qualcosa di nuovo che stava appena cominciando.

Alicia sbatté gli occhi, “Okay”

“Grande” disse Spike e si voltò di nuovo verso il suo palmare. “Danza alle sei di pomeriggio. Ce l'ho”

Alicia scrollò le spalle e saltellò via, “Vado a vedere un film!” urlò da oltre la spalla.

Buffy rimase in piedi lì, incerta su cosa dovesse fare.

Sam alzò gli occhi su di lei, “Buffy, avevamo quasi finito qui se vuoi prendere posto”

“Um, okay” concordò Buffy, sentendosi a disagio. Era qualcosa per la quale lei dovesse rimanere in giro o era qualcosa che doveva lasciar fare a loro? “Sapete cosa? Andrò di sopra a vedere che film-”

“Passerotto” disse Spike, allungandosi. Le prese la mano e la strinse, tirandola verso una sedia. “Rimani, per favore. È okay” Le sorrise e lei immediatamente si rilassò. Lei ricambiò il sorriso e poi si concentrò su Sam che aveva una strana espressione sul viso. Desiderio... forse del rimpianto. Sam aveva un'espressione di desiderio e rimpianto, e Buffy aveva la strana sensazione che ci fosse una storia lì.

***

“So che non sei contenta di me” disse Sam più tardi dopo che i piani furono fatti e Spike era andato a dire addio ad Alicia.

Buffy sbatté gli occhi e si schiarì la gola. “Beh, io-”

“Pensi che sono dura con lui solo per il piacere di essere dura con lui. O perché sono ancora arrabbiata con lui per avermi tradita” disse Sam, in tono ovvio.

“Beh... si” disse Buffy lentamente.

“Posso capirlo questo, e in parte è vero. In parte. Sono ancora arrabbiata con lui per avermi tradita-”

“Sam, non devi dire a me questo-”

“Devo perché sei tu la donna nella sua vita ora”

“Alicia è la donna nella sua vita” disse Buffy in tono deciso.

Sam scosse la testa, “Non sono stupida, Buffy, riesco a vederlo. Il modo in cui ti guarda, il modo in cui ti tratta... ti tratta meglio di qualsiasi sciattona che si è portato dietro. Sai perché? Prova rispetto per te. Ti ama”

Buffy deglutì e aprì la bocca per parlare, ma Sam la tagliò corto. “E sono gelosa. Riesco ad ammetterlo. Sono gelosa perché non mi ha mai amato. Mi ha amato come un'amica, ma non mi ha mai amato nel modo in cui ama e – come un'amante e un'amica. Come qualcuno a cui può dare tutto se stesso. L'ho osservato durante gli anni, Buffy, l'ho osservato nascondersi e darsi delle arie e diventare questo tipo che pensava di dover essere per guadagnare amore e rispetto... Non fa questo con te. Con te, è reale. È se stesso. Quel se stesso che conoscevo tanto tempo fa unito ad un'aria di fiducia in sé che è reale e non finta. Lui è... è non solo William e non è solo Spike, è da qualche parte nel mezzo”

“Sam, hai amato Spike, mai?”

Sam aggrottò la fronte leggermente e sorrise con una scrollata di capo, “Te l'ha detto vero, huh? Questo è quello che credeva”

“E così facevi tu allora”

“Si, è vero. Lo ammetto era basato più su amicizia e sostegno, ma dopo che mi tradì, realizzai quanto veramente lo amassi. Mi ferì nel profondo, mi fece a pezzi sapere che era con qualcun altro, che qualcun altro era lì... e tutti questi anni dopo – si, amo Ryan, non fraintendermi, è così, ma c'è una parte di me che apparterrà sempre a William. Non penso di aver mai superato quel dolore e non penso che lo farò mai. Penso che sia da qui che proviene un po' di quella rabbia – infatti; so che è così. Sono io arrabbiata con me stessa per non essere in grado di superarlo e arrabbiata con lui per provocarmi questa rabbia... è un circolo vizioso. Tuttavia, è solo una piccola quantità paragonata alla rabbia che sento a beneficio di Alicia”

Buffy annuì solennemente, “Lo so”

“Lui mi ha detto che ha capito di aver fatto alcuni errori e che vuole ripararli adesso. Solo una piccola parte di me crede che tutto questo sia opera sua e non tua”

“Sam-”

“E gli ho detto che in pratica, se le spezza di nuovo il cuore, gli toglierò completamente Alicia. Lui ti ascolta, Buffy. Assicurati che lo capisca questo, lo farai?”

Buffy annuì, “Sam, mi dispiace”

“Per cosa? Di cosa devi essere dispiaciuta?”

“Non sono sicura, ad essere onesti”

Sam scosse la testa, “Non scusarti per lui, Buffy. Ha bisogno di confessare i suoi errori, non inventare scuse e non avere altri che inventano scuse per lui. Ha fatto cose che meritano la mia ira, la tua ira, la ira di Alicia e la lista continua... importa non cosa ha fatto, importa cosa fa adesso”

“Mi associo con tutto il cuore” disse Buffy annuendo in accordo.

“Mi piaci davvero, Buffy”

“Grazie, Sam. Mi piaci anche tu”

“E sono anche gelosa di te”

Deglutendo forte, Buffy aprì la bocca per parlare e fu ancora una volta tagliata fuori. “Chiamami quando vuoi venire a cena” disse Sam piano e uscì fuori dalla stanza.

Sistemandosi all'indietro sulla sedia, Buffy meditò sul nuovo pezzo di informazione mentre aspettava che Spike si unisse a lei.

***

“Sei tranquilla” fece notare Spike più tardi a Buffy mentre guidavano per tornare al suo attico.

“Davvero?”

“Lo sei. Che sta succedendo dentro quella tua graziosa testolina?”

Buffy scrollò le spalle. “Solo cose” Non pensava fosse appropriato dire a Spike cosa le avesse confessato Sam. Concesso, era prima di tutto amica di Spike, tuttavia, aveva un qualche tipo di relazione con Sam e la rispettava abbastanza da non vuotare il sacco sulla verità dei suoi sentimenti per Spike. Inoltre, non pensava fosse qualcosa che Spike sarebbe stato in grado di affrontare bene e non era semplicemente compito suo dire niente. Stava a Sam se si fosse mai sentita imposta a dire qualcosa.

“Ti dispiace condividerne un po'?”

Buffy gli sorrise debolmente, “Non sul serio”

Allungandosi, Spike le prese la mano tra le sue, “Vuoi uscire stasera? Andare a cena? Forse un club o qualcosa? Solo per uscire e divertirsi?”

Buffy annuì, “Sembra divertente – ma, tu, sai, berrai molto?”

Spike rise, “No, passerotto, non berrò molto. Andremo semplicemente fuori e prenderemo in giro le altre persone come facciamo sempre”

Buffy rise, “Sembra perfetto” Sbuffò, “Siamo dei tali idioti”

“Buffy?”

“Si?”

“Grazie”

“Non devi ringraziarmi”

“So che non devo, ma lo faccio lo stesso”

Stringendogli la mano si voltò per guardare le località della California oltrepassarla.

Capitolo Ventiquattro

Ogni volta che si ama è l'unica volta che si abbia mai amato ~ Oscar Wilde

Quando Buffy Summers si lasciava andare, si lasciava andare. E qui Spike pensava che sarebbe stata una specie di bastone nel fango; il che era ridicolo considerando che era stato con lei prima e sapeva quanto potesse essere divertente.

Con un po' di alcol in lei, era uno spasso. Era sgargiante e spiritosa. Era anche abbastanza estroversa e rideva facilmente. Non la voleva che necessariamente ubriaca, solo che si lasciasse andare. Che si lasciasse andare sufficientemente per divertirsi e ed essere ancora in grado di avere una conversazione con lui. Quello sembrava essere l’obbiettivo di lei, come pure quello di rallentare dopo il primo paio di drink. La ragazza, lui realizzò, era un peso piuma.

"Quindi, come ti senti riguardo a tutto?" chiese Buffy mentre sorseggiava il suo Margarita alla fragola e lo studiava da vicino.

Sogghignando, lui prese una gran sorsata di birra. "Mi sento grande."

"Come un uomo nuovo?"

"Non ancora lì, ma vicino. Mi sento come se forse un po' dell’oscurità nella mia immagine stia alquanto scomparendo. "

"Ah, il contrario di Dorian Gray?"

"Esattamente."

"Tu sei così intelligente, Spike", si lasciò sfuggire di bocca lei. Gli occhi che si allargavano come se non potesse credere di averlo detto a voce alta. Come se fosse una cosa negativa.

Lui rise di soppiatto, "Grazie, anche tu lo sei passerotto. Perché hai l’espressione come se non avessi dovuto dirlo?"

"E' solo uscito." Lei appoggiò la propria bevanda. "Devo rallentare."

"Dirmi che sono intelligente non è una cosa cattiva, sai."

"Lo so, io solo... io solo - "

"Hai altre cose che ti girano in testa che hai paura che potresti condividere?"

Lei annuì con foga.

"Perché? Perché potrebbero metterti nei guai se le dici? "

Annuì nuovamente.

"Ad esempio come vuoi il mio duro, caldo corpo."

Lei iniziò ad annuire e poi bruscamente si fermò. "Imbroglione."

Lui rise, "Avanti, dillo. Io ti dirò quanto ti voglio per primo se ti farà sentire meglio.”

"No! Quello certamente non mi farà sentire meglio!”, esclamò lei, indignata.

"Perché no? Non vuoi sapere quanto sei desiderata?"

"È facile desiderare un corpo, Spike", strascicò le parole lei.

"Io non desidero solo il tuo corpo, Buffy, e lo sai", disse lui severamente.

"Possiamo parlare di qualcos'altro, per favore?"

Lui sospirò: "Perché? Non pensi che dobbiamo parlare di questo, ad un certo punto? "

"Sì, ad un certo punto. Ad un certo punto non è ora. "

"Ti piacerebbe invece ballare? Forse sfregarti contro il mio caldo e duro corpo?” chiese lui innocentemente.

Questo gli valse una nuova occhiataccia e un arrossire. Dio, era adorabile.

"Forse troverò qualcun altro contro strusciarmi, mister Pantaloni-Impertinenti", disse lei indignata, e di filato andò verso la pista.

Afferrandole rapidamente il braccio, con i riflessi di un felino, lui portò il suo profilo contro il proprio, deliziandosi del respiro affannoso che le uscì dalle labbra unito allo sguardo di shock e lussuria.

Ghignando diabolicamente, le mise lentamente alcuni capelli dietro l'orecchio ed incontrò i suoi occhi con i propri, il suo sguardo non vacillante. "Non ci sarà strusciamento con nessun tranne che me”, le disse.

Lei alzò un sopracciglio. “La stessa cosa vale per te?"

Lui annuì, "Lo stesso vale per me."

"Fino... a meno che...?”

Lui scosse la testa: "No fino a quando, e non a meno che."

"Dovrai scusarmi se non mi fido di te", gli disse lei senza mezzi termini.

"Lo so che non lo fai. Non completamente comunque. Non ti ho mai dato alcun motivo di avere fiducia in me. "

“L'ho fatto prima. Prima...", strascicò lei, evitando i suoi occhi.

"Prima che mentissi. Prima che ti promettessi che saremmo stati solo noi e ho fatto entrare di nascosto qualcuno. L’ho afferrato. L'ho capito."

"E le parole, Spike, le belle parole. Io non le credo. Come faccio? Le hai utilizzate su tutti gli altri. "

"Il significato dietro di loro -"

"Quando mi dici che mi ami, quello... Dio, io non voglio farti del male e stasera non era su questo - "

"Dimmi."

Lei prese un respiro profondo e lui si sostenne per l'impatto delle sue parole. Lei aveva ragione, stasera non era a questo riguardo, non era riguardo a pesanti conversazioni, e sul fare a pezzi il rapporto che lui voleva così disperatamente con lei, e non era che lo voleva così tanto, lui ne aveva bisogno. Aveva bisogno di lei, molto semplicemente.

Il suo sguardo rimase sospeso in quello di lei. Lei aveva bisogno di sapere che lui era lì, roccia solida, e che avrebbe preso quello che voleva dargli, quello che meritava. Non se ne sarebbe tirato fuori quando le cose sarebbero diventate troppo toste, no, era un uomo cambiato, un work in progress per così dire, e questo era dove manteneva i piedi piantati fermamente per terra e prendeva ciò che gli veniva dato.

"Quando mi dici che mi ami, io non ti credo", si lasciò sfuggire lei.

Che male; faceva. Lui deglutì e annuì lentamente, "Okay. Perché? "

"Che cosa vuol dire perché? Lo sai perché. A quante donne l’hai detto e non l'ho intendevi sul serio mai? A quante donne l'hai detto, per ottenere ciò che desideravi da loro? "

“Buffy-”

"E io non voglio essere come loro, Spike. Non posso. Questo...", lei gesticolò indicando loro due. "Non può succedere."

"Mi ami, Buffy?"

Lei gelò. "Che cosa?"

"Mi ami? Sei innamorata di me? "

"Ciò non ha nulla a che fare con tutto questo."

"E’ tutto ha a che fare con tutto"

"No", scosse lei la testa con forza.

"No, non me lo dici, oppure non mi ami?"

“Spike-”

"Tu sei una schifosa bugiarda, lo sai questo? Tuttavia funziona bene con me. Ti rendi conto che non puoi mentire in modo da evitare di dire qualcosa del tutto?"

"Ti rendi conto di come incredibilmente persistente tu sia?" ribatté indietro lei.

Lui rise. "Sì, lo sono. Soprattutto quando si tratta di qualcosa che voglio tanto come desidero te. "

"E’ solo questo. Tu vuoi me. Per che cosa? Perché senti gratitudine. Gratitudine non è amore. "

"Per cosa sento gratitudine verso di te esattamente?” chiese lui seccamente.

"Per essere qui con te e per sostenerti in tutto quello che stai attraversando."

Lui la liberò, "E la metà di questo non starebbe accadendo se non ti avessi trattata male ripetutamente da quando sei arrivata qui."

Gli occhi di lei si allargarono e le sue mani si chiusero a pugno. “Oh, così cosa? Ora è colpa mia per i cambiamenti? Eri realmente così felice del modo in cui andava la tua vita prima?”

Lui sospirò pesantemente, chiudendo gli occhi. Scosse la testa: "No, non lo ero. Mi dispiace. Ho solo sentito qualcosa lì e ho colpito.”

"Cosa stavi sentendo?" chiese lei, curiosamente.

"Dolore", ammise lui. "E non sai che cosa c’è voluto per me solo ad ammetterlo a te. Io non... io non mostro bene i miei sentimenti, i miei veri sentimenti. Specialmente quando sto male. Ma c’è. Tu che mi rifiuti- "

"Io non ti sto rifiutando -"

"Tu che mi rifiuti mi ferisce. E non ha importanza quando qualche ragazzetta che sto guardando – stavo – guardando per cercare di scopare mi rifiuta”

"E' mai accaduto?" chiese lei, gli angoli della bocca si alzarono in un sorriso sardonico.

Lui sorrise: "Sì, accade." Prendendo un respiro profondo, continuò, "Ma quando tu rifiuti me Buffy, fa male. Cuts right to the heart of me.Tagli diritto al mio cuore. Sei solamente tu."

"Io non ti sto rifiutando, Spike. Sto cercando di proteggermi. Te l’ho già detto, sto difendendo il mio cuore e mi dispiace se è il tuo a trovarsi sotto il tiro incrociato di questo- "

"Beh, dato che non credi che io abbia veramente un cuore, non dovrebbe esserci problema."

"No", disse lei fermamente: "Non pensare che tu farmi venire il senso di colpa per farmi ammettere o far fare qualsiasi cosa -"

"Io non sto cercando di, mi spiace io solo -"

"Argh! Possiamo fermarci? Stiamo girando in circolo. Io dico qualcosa che ferisce, tu ripaghi con la stessa moneta e non stiamo realmente andando da nessuna parte? "

Lui si infilò una mano nei capelli e annuì risolutamente, "Sì, hai ragione. Ascolta, puoi fare qualcosa per me? "

Sospirando pesantemente, lei lo guardò con sospetto. "Dipende da cos’è."

"Non ti sto per chiedere una possibilità, non ti sto per chiedere una briciola di possibilità. So che è troppo presto e hai paura e sei diffidente verso di me adesso - "

"Non ho paura di nulla", si lasciò sfuggire lei in segno di sfida, restringendo gli occhi verso di lui. Avrebbe dovuto sapere che lei avrebbe risposto ad una sfida simile. Non gettare la sfida a Buffy Summers se non si è preparati per la lotta della vostra vita. E, sapeva che probabilmente avrebbe potuto usare quello per far sì che lei andasse da lui, ma non voleva farlo. Lei l’avrebbe capito comunque. No, lui stava cercando, per una volta, l'onestà.

"Voglio che pensi al darmi una possibilità. Solo pensa alla possibilità di noi, tutto qui "

Lei restrinse gli occhi, "Dove sta l'inganno?"

"Nessun inganno."

"Tu vuoi solo che io ci pensi?”

Lui annuì, "Questo è tutto."

"E se decido che sono troppo spav- che non voglio?"

Lui ignorò il suo lapsus freudiano e continuò, "Allora noi- o io attraverserò quel ponte quando ci sarò arrivato.” Significava, le grandi armi verranno tirate fuori, pensò lui.

"Fino ad allora, nessuna pressione?"

"Nessuna."

"Promessa?"

"Vuoi un giuramento col mignolo o qualcosa del genere?"

"Io stavo pensando alla tua firma col sangue."

Lui rise, "Come uomo cambiato, e su... sulla vita di Sam, giuro", disse lui alzando la mano destra.

"Non su quella di Alicia, eh?"

"Non mi sento a mio agio a farlo su quella. E’ come se la stessi mandando nella gabbia dei leoni per essere macellata, sai?”

"Ma Sam non ti preoccupa tanto?" Buffy rise scioccamente.

"Beh, mi interessa, voglio dire, è la madre di mia figlia per cui vi è un certo rispetto."

"Questo è appena diventato troppo complicato. Vedi che cosa succede quando rompi le tue promesse? "

"Mi assumo la responsabilità di questo."

"Non hai altra scelta" Buffy si mise a ridere. "Vieni, andiamo a ballare. Ne ho abbastanza dei discorsi seri."

Lui ghignò, "Vedi, vuoi il mio duro caldo corpo."

"Spike!"

"Ehi adesso, non ho mai detto nulla a proposito di flirtare spudoratamente no?"

 

TBC