Love Me - Slaymuch

Capitolo Undici - Accettazione

“Oh non osare usare la carta dell'amico con me. È così maledettamente ingiusto!” Si tirò i capelli per la frustrazione. “Sai cosa? Hai ragione. Dovremmo smettere questo stupido accordo tra di noi. Riesco a malapena a guardarti adesso. Solo vai dal suo prezioso Angel perché per quanto mi riguarda, noi qui abbiamo finito di parlare”

“Bene!” sfidò Buffy mentre ognuno di loro se ne andava impettito nella direzione opposta.

***

Alla quarta ora, i pensieri di Buffy erano ancora più contrastati di quanto lo fossero prima. Mentre usciva dalla classe, meditò sul cercare Spike. Non poteva fare a meno di ammettere a se stessa che il fastidioso tuttavia sexy biondo ossigenato aveva ragione dopotutto. Non poteva semplicemente far rompere la relazione di Angel e Darla. Sarebbe stato sbagliato e totalmente non nel suo stile. Se Angel avesse cambiato idea e fosse tornato da lei, sarebbe stato perché aveva capito lui stesso e non per qualcosa che lei aveva fatto.

Quello che la stava divorando al momento era il fatto che non aveva nessun diritto di spingere Spike a fare qualcosa che non voleva fare. Non era colpa sua se far rompere due persone non era nella sua natura. Doveva trovarlo e sistemare di nuovo le cose tra loro.

Camminando lungo il corriodio, mentenne gli occhi in guardia per vedere Spike. Ma dopo alcuni minuti di ricerca, finalmente cedette e si diresse fuori dall'edificio. Durante il cammino fuori, il cuore le perse un battito quando individuò l'amico biondo ossigenato ciondolare vicino ad una delle panchine. “Spike”

Ansiosa di appianare le cose tra loro, iniziò a correre verso Spike. Ma più vicino arrivava dov'era lui, più realizzava che non era del tutto solo.

Buffy sentì una fitta di dolore nel torace quando riconobbe la ragazza bruna con cui lui stava parlando.

Spike era in piedi accanto a Dru, che stava seduta sulla panchina. I due sembravano troppo occupati con la loro conversazione per notare la piccola bionda che si era fermata a guardarli stupidamente.

“... dubito che possa essere amabile quanto te, amore” sentì dire da Spike.

Buffy digrignò i denti mentre guardava Dru schiaffeggiargli giocosamente il torace ridendo per qualcosa che lui aveva detto.

Oh Dio. Ho bisogno di aria. Poi si guardò intorno. Oh giusto, sono già fuori. Dannazione! Questo è mostruosamente da matti. Vedere Spike con altre ragazze non l'aveva mai infastidita prima, ma ora che lo vedeva fare gli occhi dolci con la sua pazza partner di laboratorio, non voleva nient'altro che marciare affianco a Dru e dirle che doveva stare maledettamente lontano dal suo Spike!

Buffy non realizzò mai quanto stretto stesse stringendo i suoi libri quando iniziò a dirigersi verso casa. Cercò con tutta la sua forza di fermare le lacrime testarde dal cadere lungo le sue guance, ma fallì miseramente.

***

Non appena scorse la piccola bionda uscire dall'edificio scolastico, Spike si fece velocemente strada verso dove Dru stava sedendo. “Ciao Dru”

“Spike” sorrise lei, chiudendo il libro che stava leggendo.

“Bella giornata, vero” disse, maledicendo la mancanza di naturalezza nelle sue parole. Di sicuro avrebbe potuto fare meglio di così.

“Si. È una giornata piuttosto amabile”

“Vero, ma dubito che possa essere amabile quanto te, amore” scherzò lui.

Colse la figura di Buffy muoversi verso di loro con la coda dell'occhio. Sorrise dentro di sé, apprezzando il fatto che il tono suggestivo nella sua voce avesse efficacemente catturato la sua completa attenzione.

Dru rise e gli diede uno schiaffo giocoso. “E' così dolce!”

Giusto. Lascia che la ragazza capisca come ci si sente a ricevere un rifiuto e vediamo se le piace, meditò furiosamente Spike. Summers ha bisogno di imparare che lui non è un tipo di ragazzo al guinzaglio che poteva usare e buttare via come un maledetto idiota.

Era furioso con lei. Così tanto che era vicino al pomiciare con Dru lì fuori allo scoperto solo per farle dispetto. Stava per fare un'altra battuta civettuola verso Dru, ma non appena notò l'espressione sul viso di Buffy, il rimpianto gli riempì il cuore quasi istantaneamente.

Per l'inferno maledetto! Che ho fatto? La sua rabbia lo aveva spinto a renderla gelosa. Quello che non aveva considerato era il male che aveva sentito dentro di sé nel momento in cui aveva visto il dolore attraversarle gli occhi proprio prima che se ne andasse via.

“Spike?” lo chiamò Dru impaziente.

“Yeah?”

“Ti stavo chiedendo se hai ricevuto il biglietto che ho dato a Raggio di Sole?”

Spike annuì silenziosamente, la testa completamente altrove.

“Grande!” cinguettò Dru. “Immagino siamo a posto per andare al ballo Sabato allora?... Spike?”

“Scusa, amore” si scusò Spike. “Io- uh ho bisogno di occuparmi di qualcosa di veramente importante”

“Va bene. Chiamami più tardi, lo farai?”

Spike annuì, prima di correre via per cercare di recuperare Buffy.

***

Buffy si appoggiò debolmente alla porta d'ingresso di casa sua non appena se la chiuse alle spalle. Oh mio Dio, è in un grande guaio ora. Come ha potuto far si che accadesse... come ha potuto...

Proprio allora il campanello suonò e il viso di Buffy si illuminò immediatamente, sperando che Spike avesse lasciato la sgualdrinella matta per sistemare le cose con lei.

Asciugandosi le lacrime sul viso, aprì velocemente la porta. “Sp- Oh ciao, Angel”

“Ciao Buffy! Ti dispiace se entro?”

Buffy mantenne aperta la porta per lui. “No, entra”

“Non sembri felice di vedermi” osservò Angel, entrando nell'ingresso.

“Sono solo stanca” disse lei, col broncio. “Perchè sei qui?”

“Buffy, voglio solo farti sapere quanto sono dispiaciuto per essere stato un tale babbeo. Non ho mai davvero avuto intenzione di farti del male. Ero solo confuso e tu sai come le persone confuse tendano a fare sbagli”

“Mi hai fatto male, Angel” gli disse lei triste.

“Lo so e ho intenzione di recuperare se me lo permetterai”

“Cosa stai dicendo?”

“Quello che sto dicendo è che ti rivoglio indietro, Buffy”

Gli occhi di Buffy si spalancarono. “Angel. Io sono... non so cosa dire”

“Dì solo che mi perdonerai” Angel le tenne una mano tra le sue. “Per favore Buffy, dammi una possibilità, piccola. Prometto di essere un uomo migliore per te d'ora in avanti”

“Ma riguardo Darla?”

“Darla e io siamo finiti. Ho semplicemente capito che è difficile stare con qualcuno di cui non sei innamorato”

“Angel io-”

“Ti amo, Buffy. Avrei dovuto capirlo prima. Non mi aspetto che tu mi dica già quelle parole perché non sono nemmeno sicuro se me le merito” Angel sospirò. “Se è tempo quello di cui hai bisogno, te ne darò. Capisco che hai bisogno di pensare se mi rivuoi indietro o no, ma c'è una cosa che devo chiederti adesso”

Buffy era troppo scioccata per dire qualcosa. Quante volte aveva sognato di sentirlo dire quelle stesse parole? Ma ora che quel momento era arrivato, lei non riusciva a capire perché quelle parole tanto attese le sembrassero così vuote.

“Per favore vieni al ballo di Fine Anno con me Sabato?”

Mentre la sua mente cercava una ragione perché non dovesse dire SI, non riuscì neanche a trovare una ragione perché non dovesse dire NO. Specialmente quando sapeva che Spike portava al ballo Dru... e non lei.

Buffy fu trascinata di nuovo alla scena intima che aveva visto prima e il suo viso non poté fare a meno di rabbrividire per i pensieri che iniziarono ad invaderle la mente. Significava che sarebbe stato ogni sera a casa di Dru invece che a casa sua? Poi, quello significava anche che avrebbero fatto tutte le cose che facevano loro a casa sua? O forse anche di più?

Sembrava che in tutta la sua vita, Spike avesse ricevuto tutto quello che aveva sempre voluto. Non era ora che anche lei ricevesse quello che voleva? “Si, Angel. Mi piacerebbe andare al ballo con te”

“Oh Buffy, non sai quanto mi hai reso felice” Angel era così contento per la sua risposta che impulsivamente la attirò a sé per un bacio veloce.

Quando si allontanarono, le ci vollero pochissimi secondi per capire che non erano più soli. Buffy non poté nascondere lo shock nei suoi occhi quando vide Spike in piedi nella porta, l'espressione impenetrabile. “Spike”

“Ero passato solo per vedere come stavi” disse lui con noncuranza. “Comunque, non lasciate che interrompa quello che state facendo... Ci vediamo più tardi”, disse in modo poco convincente mentre si voltava.

“Rimani, Spike” gli disse Angel. “Stavo per andare a casa comunque”

I due uomini si scambiarono occhiate intimidatorie mentre si passavano l'un l'altro.

Angel non era ingannato per nulla. Sapeva che sotto l'apparezza da fico del ragazzo Inglese c'era un cucciolo molto geloso e malato d'amore che era più che pronto a prenderlo a pugni se provocato.

“Ti chiamerò, Buffy” le disse Angel mentre se ne andava.

“Okay. Ciao Angel”

Buffy tirò un grande sospiro prima di voltare lentamente la sua attenzione sul ragazzo che ultimamente aveva creato la maggior parte dei suoi problemi. Da quanto stava lì in piedi? Si domandò se Spike fosse stato testimone di abbastanza della sua conversazione con Angel per sapere che qualcosa non andava in lei. Dio, e se l'avesse capito?

Sapeva che la reputazione stellare di Spike con le donne e la sua paura dell'impegno era solo un'altra ragione per convincerla che Spiike era solo un altro crepacuore che aspettava di succedere. Poteva solo immaginare come Spike avrebbe reagito una volta scoperta la verità sui suoi sentimenti appena scoperti per lui. Se l'avesse fatto, questo l'avrebbe costretto a mettere alla porta anche la loro relazione di vecchia data?

Non posso perderlo.

“Ciao, passerotto” salutò lui, andandole vicino.

Ed eccola di nuovo, la sensazione calda e svolazzante nel suo torace che sembrava farsi sentire solo ogni volta che lui era vicino. “Spike. Cosa ci fai qui?”

“Beh, stavo per dirti che ti avrei aiutato con il tuo piccolo piano per far rompere Angel e Darla, ma sembra che non ce ne sarà più bisogno ora”

“Oh” replicò lei piano, gli occhi che guardavano dappertutto tranne che lui. “Hai sentito...”

“Già” E visto il bacio che gli aveva quasi fatto fermare il cuore.

Lo sentì sospirare.

“Non tutto ma ho colto la parte principale dello spettacolo dove lui ti ha detto che ti amava e che ti rivuole indietro”

“Mi ha anche chiesto del ballo”

“E hai detto di si”

Lei annuì. “Ci andrai anche tu, giusto? Con Dru?”

“Ci vado” disse lui, la mano che andava a sollevarle il mento per guardarla. “Buffy”

Lei deglutì forte. “Si?”

“Mi dispiace per quello che è successo prima. Non volevo scattare così” si scusò lui piano, attirandola vicina. Lei rispose velocemente mettendogli le braccia attorno alla vita.

E mentre lei poggiava la testa sulla sua spalla, lui si ritrovò a chiudere gli occhi, pensando che aveva finalmente perso il suo unico vero amore per Angel.

“Dispiace anche a me” disse lei. “Non avrei dovuto chiederti di fare una cosa del genere per me. Hai ragione. Ero ingiusta con te. Mi sento così male per-”

“Shhh... va tutto bene, amore” Le posò un bacio sui capelli, adorando il modo in cui il suo profumo di vaniglia gli riempiva i sensi. “Non ero davvero così arrabbiato. Dovresti saperlo a quest'ora che non potrei mai rimanere arrabbiato troppo a lungo con te”

Buffy ridacchiò. “Sei proprio adorabile. Probabilmente è per questo che ti amo così tanto”

Il corpo di Spike si irrigidì. Ha appena detto quello che penso abbia appena detto?

“... non potrei chiedere un migliore amico migliore” aggiunse lei, prendendosi mentalmente a calci per il suo minuscolo passo falso.

“Migliore amico” echeggiò lui, sentendo il suo cuore sprofondare.

“Non litighiamo di nuovo, Spike. Non mi piace quando litighiamo”

“Neanche a me, passerotto. Non lo sopporto” mormorò lui, stringendola più forte.

Lei lasciò il suo corpo rilassarsi e godersi il calore dell'essere circondata dalle sue braccia. Sospirando, si disse silenziosamente che non era di nessuna utilità. Non poteva più combatterlo. Si stava velocemente innamorando di Spike e non c'era modo di smettere neanche se avesse provato.

 

Capitolo Dodici - Assuefatta

Più tardi quella notte

Buffy non riusciva a dormire. Si girava e rigirava nel letto, desiderando di aver avuto lo stomaco di dire a Spike di rimanere. E che voleva riprendersi quello che aveva detto sul finire le loro lezioni. Grazie alla sua testardaggine, stava soffrendo di un'astinenza che non sembrava in grado di scacciare.

Oh Dio, perché non aveva potuto semplicemente accettare di andare con lui nello sgabuzzino del bidello innanzitutto?

Perché se l'avessi fatto, saresti in un guaio ancora peggiore del solito, Summers.

Oh giusto... ma ciò nonostante.

Poteva persino immaginarselo a spingere la lingua in modo provocante dietro i denti quando le aveva detto – Ti leccherò tutta. Sentì le mutandine bagnarsi all'immagine, specialmente dato che, dopo tutto questo tempo, Spike non aveva mai usato la bocca sul suo sesso.

Se la sua lingua era stata così bella quando le aveva leccato i capezzoli, poteva solo immaginare come sarebbe stata bella quando l'avesse leccata sul serio .

Instintivamente, Buffy inserì una mano dentro la sua biancheria di pizzo ed iniziò ad accarezzarsi. Non si era mai toccata prima e ora desiderò aver ascoltato Anya tutte quelle volte in cui aveva insegnato sulla masturbazione. Di sicuro, era qualcosa che avrebbe potuto imparare da sola... tuttavia, non avrebbe davvero fatto male se avesse potuto chiedere ad un amico di aiutarla, vero?

***

Spike se l'era appena cavata al telefono con Dru. La ragazza non poteva aspettare di confermare il loro appuntamento per il ballo. Aveva detto di si naturalmente. Non poteva immaginare di divertirsi mentre Buffy andava con il finocchio. La conversazione aveva impiegato anni, con Dru che non voleva mettere giù il telefono. Continuava a chiedergli della sua vita privata. Qualcosa con cui non era davvero molto a suo agio dato che erano appena allo stadio iniziale del conoscersi l'un l'altro.

Alla fine l'aveva lasciato andare quando aveva usato sua mamma come scusa, dicendole che Jenny lo avrebbe messo in punizione e non l'avrebbe lasciato andare al ballo se non avesse terminato il suo progetto scolastico.

Sospirando, si tolse finalmente la maglietta. Indossando solo i jeans, si sedette di fronte al computer per controllare l'email. Mentre lo faceva, la sua mente venne trascinata via verso la piccola bionda che viveva alla porta accanto e si domandò cosa stesse facendo in quel momento.

Proprio allora, il telefono suonò. Roteò gli occhi, pensando se rispondere o meno dato che aveva la sensazione potesse essere probabilmente Dru che chiamava di nuovo.

Guardò l'identificativo del chiamante. Buffy.

Per alcuni secondi, fissò scioccamente il telefono. Era piuttosto insolito per Buffy chiamare così tardi perché prendeva molto seriamente le sue dieci ore minime di sonno di bellezza. Con le serate tardi al Bronze come eccezioni, Buffy non era amante dello stare in piedi fino a tardi, il che era perché di solito non guardavano due film consecutivamente, anche se non era una notte scolastica.

“Pronto”

“Sono io”

“Qualcosa non va passerotto?” Si alzò in piedi e si sedette sul bordo del letto. Il suo viso era carico di preoccupazione.

“Beh... è... ummm”

“Cos'è? Sei ferita? È successo qualcosa?”

“No, sto bene. È solo che...”

“Buffy, andiamo adesso, mi stai uccidendo qui”

“Non riesco a dormire” spiattellò lei.

“Oh” Spike emise un sospiro di sollievo. “Vuoi che ti canti una ninna nanna allora?”

Beh questo è veramente un pensiero attraente. “Mi stavo solo sentendo un po' inquieta... come se volessi fare qualcosa...”

“Qualcosa come cosa?”

“C'è questa cosa che voglio fare, ma non posso visto che non l'ho... MAI... fatta prima. Ho pensato che potrebbe aiutarmi a prendere un po' di sonno alla fine”

“Non ti sto capendo molto”

“Sai, quella cosa che gli uomini di solito fanno per scaricare dello stress o quando sono agitati. Non che io sia agitata! Ho solo bisogno di farlo per aiutare a rilassarmi”

“Oh” rispose lui, i pantaloni improvvisamente scomodi non appena gli venne in mente cosa stava cercando di re. “Vuoi che ti aiuti a mostrarti come farti godere” Poteva già immaginarsi Buffy arrossire dall'altra parte della linea. “Amore?”

“Potresti dire così. Dimmi solo cosa dovrei fare. Solo un piccolo e facile 'fai-da-te' che posse seguire e poi ti lascerò venire... andare a letto voglio dire”

Lo sentì rivolgerle una leggera risatina. “Sicuro. Ti aiuterò” Più che felice di aiutarti.

“Lo faresti?”

“Nessun problema per me, passerotto” disse lui, lieto che si stesse rivolgendo a lui per questo tipo di cosa invece che ad Angel.

“Okay.”

Questo sarà divertente. Spike sorrise largamente. “Allora cosa stai indossando?”

“Cosa?! Perché hai bisogno di sapere cosa sto indossando?” reagì Buffy incredula. “Non ho chiamato per fare sesso telefonico con te, Spike. Voglio solo che mi dici come-”

“La masturbazione funziona molto bene e velocemente se riempi i tuoi pensieri di cose zozze. In questo caso, dato che stiamo avendo una conversazione, useremo il potere dietro le parole a nostro vantaggio” Bel lavoro Spike. Ora, vedi se lei ci va d'accordo.

“Parole? Vuoi dire parole sporche”

“Chiamale come vuoi, Summers. Sono ancora solo parole. Prometto che ne varrà davvero la pena”

“Non se questo è-”

“Andiamo, amore siamo al telefono. Lontani l'uno dall'altra. Cosa potrebbe andare male?”

“Okay...” Come se lei potesse resistergli ad ogni modo.

“Ora quello che faremo è dirci l'un l'altra cose sporche. Dato che ti sto insegnando ad usare le parole per stimolare i sensi dell'altro, queste non hanno bisogno di essere reali. Potresti inventarti tutto quello che vuoi sempre che senta che ci aiuterà a... godere”

Gli occhi di Buffy diventarono grandi come fari. “Vuoi dire anche tu, lo farai...”

“Giusto. Non sarà una cosa unilaterale. Ad ogni modo, è solo per divertimento” Si, giusto. Si schiarì la gola. “Non è che farà male a uno di loro dato che non siamo davvero coinvolti a vicenda. Ma se è qualcosa con cui non sei a tuo agio, va bene per me”

Ma lei era già coinvolta... “Bene. Mettiamoci una pietra sopra”

“Ora... dimmi cosa stai indossando, passerotto”

Buffy cercò di reprimere un ansito quando la sua voce divenne improvvisamente roca. “Sto indossando un'enorme maglietta bianca”

“Bene” disse lui mordendosi il labbro per trattenersi dal diventare troppo eccitato. “Cos'altro indossi sotto la maglietta?”

“Solo la biancheria...”

Spike chiuse gli occhi mentre cercava di immaginarsela nella testa. “Nient'altro?”

“Già” rispose lei, sentendo il suo battito inziare a correre.

“Puoi dirmi il colore, gattina?”

Buffy sentì le ginocchia diventare deboli per il nuovo soprannome che le aveva appena dato. “E' un tanga nero” Avrebbe dato quella risposta anche se avesse indossato solo un paio di mutandine di cotone semplice.

Spike gemette. “Puoi fare qualcosa per me, Buffy?”

“Si?”

“Puoi... puoi togliertele per me?” disse Spike esitante, sperando che lei continuasse a seguire il gioco.

Buffy sentì il brivido dell'attesa attraversala mentre lanciava la biancheria sul pavimento. “E' via”

Spike cercò di mantenere il respiro regolare mentre parlava, “Ora voglio che ti sdrai sul tuo letto... allarga le gambe solo un pò” Cerca di tenerti insieme, amico. Non vuoi renderla sospettosa su quante volte ti sei immaginato quella scena nella tua testa.

“Okay.”

“Sei sul letto adesso, passerotto?”

“Si”

“Ora chiudi gli occhi. Immagina me seduto in mezzo alle tue gambe con la lampo abbassata. Riesci a vedermi, Buffy?” chiese lui mentre sistemava il telefono sopra i pantaloni così che lei potesse sentire sul serio lui che tirava giù la lampo.

Santa m- “Ti vedo...” soffiò lei.

“Bene” Lui chiuse gli occhi mentre impugnava la sua asta. “Per favore dimmi cosa fare, amore”

“Spike, io...” Lei iniziò ad ansimare rumorosamente.

“Si, passerotto...”

“Puoi toccarmi?”

“Dove, gattina?” adulò Spike, rubacchiando un po' di pre-coito dalla fenditura sul suo cazzo. Rabbrividì, immaginando che fossero le mani di Buffy a toccarlo.

“Oh... non posso... Dannazione, Spike. Non me lo farai dire, vero?”

“Buffy...” supplicò disperatamente lui mentre iniziava a pompare la sua asta.

“La mia...c...”

“Dillo di nuovo”

“La mia clitoride”

“Per l'inferno maledetto...” gemette lui ad alta voce. “Riesco ad immaginarla molto bene, Buffy. Posso ancora ricordare com'eri questa mattina...senza mutande. Toccati, amore, e immagina le mie dita al posto delle tue”

“Oh Dio...”

“Per favore dimmi che altro vuoi che faccia, piccola?”

“Spike….”

“Si, amore...”

Non deve essere reale, la sua voce le echeggiò nella testa mentre obbligava la sua sgualdrinella interna a prendere il sopravvento.

“La scorsa estate, quando siamo andati alla spiaggia con la gang”

“Si?”

“Ricordo che eri appena uscito fuori dopo una nuotata ed eri in piedi davanti a me. I miei occhi sono scivolati verso il basso e...”

“Va avanti...”

“Non so come è successo ma...” Sospetterà che non c'era modo che lo stesse inventando? Pensò lei cautamente mentre continuava. “Per una frazione di secondo, un pensiero mi ha attraversato la mente”

“Dimmi...”

“Stavo pensando... a quanto bello sarebbe stato se...”

“Si?”

“Se avessi lasciato la mia lingua... leccarti lì giù” gli disse lei alla fine.

Improvvisamente, sentì un forte rumore sordo dall'altra parte della linea. “Spike?”

Nessuna risposta.

Oh Dio, spero che non gli sia successo niente di male.

“Spike? Stai bene?”

Ancora nessuna risposta.

Buffy stava per preoccuparsi sul serio quando sentì un tocco leggero ma fisso provenire da qualche parte nella sua stanza.

Quando si voltò, tutta la traccia di colore le lasciò il viso non appena individuò il biondo ossigenato proprio fuori dalla sua finestra.

“Che diavolo stai facendo?” disse lei, lasciandolo entrare. “Non dovresti essere qui. La mamma è-”

“Non qui e non tornerà fino a domani” disse lui iniziando ad avvicinarsi. “Tua mamma mi ha detto del suo viaggio due giorni fa”

“Ma io non posso...”

Le parole di Buffy le si bloccarono in gola quando Spike la prese tra le braccia e schiacciò le labbra con le sue.

“Mmmm Buffy...” gemette lui sulle sue labbra mentre le mani viaggiavano lungo la sua schiena fino a quando strisciarono dentro la sua maglietta per prenderle a coppa le natiche.

Buffy gemette.

“Vuoi ancora che me ne vada, passerotto?” domandò lui. Le sue labbra facevano piovere baci sul collo di lei.

“No...” ansimò lei mentre lo guardava negli occhi.

“Non preoccuparti, (bacio) ricordo ancora quello che mi hai detto (mordicchia il suo orecchio) riguardo al non andare troppo lontano” disse lui mentre le sue dita giocavano con il bordo della maglietta. “Prometto che non farò niente che tu non voglia che faccia. Voglio che tu-”

“Mi fido di te” finì lei per lui mentre posava le mani sulle sue. Lentamente, lo aiutò ad alzarle la maglietta sopra la testa. Iniziò ad ansimare quando gli occhi di Spike le divorarono il corpo nudo.

“Così bella...” mormorò lui mentre la prendeva su e la portava verso il letto. Tirandosi ineditro, si sbottonò lentamente lo spolverino. Un minuscolo piagnucolio le lasciò le labbra quando scoprì che sotto indossava solo un paio di jeans. La lampo era aperta.

La lingua uscì istintivamente fuori a leccarle le labbra mentre guardava il suo torace muscoloso e il cazzo gonfio che sporgeva orgoglioso contro gli addominali tesi.

“Vuoi sapere una cosa, amore?”

Quindi il gioco delle parole è ancora in atto, pensò Buffy eccitata. “Si”

“Ho cercato di sbirciare sotto la tua gonna una volta”

“Lo so, questa mattina tu-”

“No...” le disse lui con voce roca mentre lentamente le apriva le gambe per sé. “Non stavo parlando di quello, amore”

Buffy iniziò ad ansimare quando sentì le sue dita tracciare la linea dove le cosce e il suo centro si incontravano. “Gah...”

“Due anni fa, stavamo guardando un film e tu ti sei addormentata sul tappeto. Sembravi così innocente e così... eccitante con la tua corta gonna scozzese” Il suo pollice iniziò a spostarsi lentamente verso la sua clitoride.

“Spike... per favore”

“Eri così sexy che mi hai fatto venire la mia prima erezione, amore” disse lui tra gli ansiti quando finalmente sfregò su e giù il suo punto dolce.

“Oh mio ungggh!!!” piagnucolò ad alta voce lei. Non riusciva a credere a quello che le stava dicendo. Ma sono solo parole, ricordò a se stessa. Era qualcosa che lui aveva inventato solo per intensificare il suo desiderio.

“Così ti ho alzato la gonna...”

I gemiti di Buffy diventarono più alti, domandandosi se fosse mai possibile venire solo ascoltando le sue parole.

“Ho visto le tue mutandine di cotone semplice e hai cosa è entrato nei miei pensieri?”

Buffy frignò debolmente quando lo sentì separarle le labbra inferiori.

“Questo” le disse lui rocamente proprio mentre la sua testa improvvisamente andava giù.

“Oh Dio!” urlò Buffy quando sentì la punta calda della sua lingua toccarle la clitoride. “Ohhhhhh!”

Spike iniziò a leccarle il punto sensibile, lappando occasionalmente i succhi che ricoprivano la sua fica ben rasata.

Il corpo di Buffy si contorse, inconsciamente alla ricerca di più. “Oh Spike, per favore...”

Spike sorrise della disperazione nella sua voce e finalmente le circondò la clitoride con le labbra e iniziò a succhiarla nella sua bocca.

Buffy lanciò la testa all'indietro quando sentì il fuoco crescente alla bocca dello stomaco intensificarsi. Non appena Spike inserì un dito nella sua fica bagnata, il suo corpo iniziò a sgroppare selvaggiamente. Urlò il suo nome mentre finalmente raggiungeva il suo molto atteso orgasmo. “Spike!!!”

***

“Ora, tu” gli disse lei con espressione famelica mentre lo aiutava ad uscire dai pantaloni.

Buffy lo attirò vicino a sé e ben presto lui era sdraiato sul letto con le gambe totalmente allargate. Prima che Spike potesse adattarsi a questo tipo di Buffy in carica, lei prese posto tra le sue gambe ed iniziò a pompare la sua dura asta.

“Ti piace questo, piccolo?” ronfò Buffy, la sua confidenza che cresceva ad ogni
suono torturato che lui emetteva.

“Oh Buffy...” gemette lui. “Hai una qualche idea di quello che mi fai?”

“No, ma voglio scoprirlo, Spike” stuzzicò lei mentre l'altra mano iniziava ad accarezzargli le palle.

“Ohhhhhhhh!” Spike strinse forte gli occhi per il piacere.

Buffy sogghignò leggermente, adorando il fatto che fosse finalmente il suo turno di farlo contorcere per il piacere. “Spike... piccolo... la cosa che mi eccita davvero è la consapevolezza che tu non avresti dovuto mostrarmi il tuo appetitoso corpo nudo e tuttavia sei qui”

Nonostante lo stato in cui era, Spike riuscì a mostrale un'espressione di sorpresa. Non è qualcosa? Buffy sa essere una piccola attaccabrighe a letto se vuole. Ha un miscuglio di innocenza e sfrenatezza in lei... una combinazione letale. Che meravigliosa maliziosa sorpresa si è rivelata essere... la mia Buffy.

“Dimmi, Spike. Come è avere la tua migliore amica vergine che guarda il tuo corpo indifeso e sudato... con la sua mano che pompa furiosamente il suo lungo grosso cazzo?” Non riesco a credere di averlo appena detto!

“Oh Dio! Buffy... per l'inferno maledetto io...” balbettò lui attraverso la sua estasi accecante.

Buffy lasciò che i suoi occhi banchettassero sul roseo cazzo eretto che aveva intrappolato tra le sue piccole dita. “O preferiresti se facessi questo?” chiese Buffy proprio prima di piegarsi in basso a leccare la fenditura da cui stava già fuoriuscendo il pre-coito.

“Cazzo!!!!” urlò lui, la testa che si dibatteva per il piacere.

“Spike” gli disse Buffy, la sua persona timida che prendeva il sopravvneto. “Non l'ho mai fatto prima ma vorrei provare e metterti... nella mia bocca. Puoi aiutarmi?”

“Oh... porco cazzo” imprecò lui mentre cercava disperatamente di impedirsi di venire. “Devi prenderlo solo a poco a poco... (ansito) lascia che mi adatti alla sua bocca prima che tu...”

Le sue paroel furono improvvisamente rimpiazzate da lamenti impotenti quando lei iniziò a prenderlo dentro.

“Oh cazzo... si...” sibillò lui, cercando sul serio di non spingersi nella sua bocca. “Poi muovi le tue...gah...labbra su e giù... Dio si... muovi la tua calda dolce bocca... lo volevo da così tanto”

Lei sapeva che erano solo parole, ma non poté fare a meno di immaginarsi lui dirle e intenderle. “Mmmm Spike” gemette mentre iniziava ad aumentare il ritmo.

“Ohhhhh si... prendimi dentro... prendimi tutto dentro... gah” Spike divenne allarmato quando iniziò a sentire l'impeto incombente del suo orgasmo. “Buffy non posso... sto per...” mormorò indistintamente mentre Buffy non faceva movimento di lasciar stare il suo cazzo. “Sto venendo...amore...”

Spike si morse il labbro per impedirsi di urlare ad alta voce mentre i suoi fianchi sgroppavano incontrollati. Alla fine, si sentì esplodere nella sua bocca.

Stava ancora tornando giù dal suo orgasmo quando Buffy lo attirò vicino per un bollente e rovente bacio. Spike si sentì indurire di nuovo mentre si assaggiava nella bocca di lei. Spike li capovolse velocemente così che fosse sdraiato sopra di lei. Senza vestiti a separarli, il calore gli riempì i lombi mentre i seni di lei gli solleticavano il torace, il cazzo riposva contro la pancia di lei e la sua gamba toccava il suo centro caldo.

Non ci volle molto perché i loro baci divenissero più disperati. “Buffy... ti voglio...”

“Spike... ungghhh è così bello” gemette lei mentre lui le mordicchiava il labbro inferiore.

Spike stava velocemente perdendo il controllo. Voglio fare l'amore con lei... voglio disperatamente sentire... non riesco a stare lontano... per l'inferno maledetto!

Buffy boccheggiò quando lo sentì strofinare il suo cazzo dolorante contro la sua entrata. “Spike...”

Ma invece di spingersi dentro, lui lo manovrò verso l'alto così che scorrsse contro la sua clitoride. Iniziò a strofinarlo contro il suo nocciolo con un movimento rapido guardando il suo viso contorto per il piacere.

Buffy fissò in basso tra i loro corpi e sentì il proprio tremare. La vista e la sensazione del suo cazzo che correva su e giù sopra il suo punto sensibile era così intensa ed erotica che Buffy venne con forza nell'arco di secodni. “Spike!!!”

Ci vollero alcune altre scivolate prima che Spike si lascisse finalmente andare. “Unggghhh Buffy...” Spike uscò le braccia per supportarsi ed evitare di collassare sopra di lei.

Spike prese un fazzoletto dal lato del suo letto ed iniziò a pulirle la sua venuta dalla pancia e da sopra il suo cazzo. Una volta che ebbe finito, si lasciò sdraiare sul letto accanto a lei mentre i loro respiri si mescolavano nell'aria.

“Scusa per il caos” le disse lui colpevole, domandandosi se lei avesse notato quanto era andato vicino a rompere la sua promessa.

Buffy tirò su la coperta sopra i loro corpi nudi. “E' stato un buon caos”

Spike ridacchiò, poi si voltò a guardarla. “Sei stata maledettamente eccezionale”

Dio, era ancora più attraente anche con i capelli tutti incasinati. “Hai fatto tu stesso il lavoro”

“Mi hai fatto venire due volte. Non mi è quasi mai successo con nessuna”

“Quello che ogni donna vuole sentire” disse lei mentre si voltava altrove.

Notando il sarcasmo nella sua voce, un sorriso malizioso si formò sulle labbra di lui. “Noto gelosia?”

“No, io gelosa? Pfff!”

Spike stava per dire qualcosa di più quando notò i due sbadigli consecutivi che la sopraffecero. “Vieni qui, amore?”

Se solo lei avesse guardato, avrebbe visto il bagliore negli occhi di lui quando si mise a cucchiaio contro la sua schiena, avrebbe visto l'espressione tenera mentre le posava un bacio sulla spalla... avrebbe scoperto i suoi veri sentimenti perché lui li stava praticamente esponendo sul viso in quel preciso momento.

Ci vollero solo pochi secondi prima che lui sentisse il suo respiro basso e regolare. Minuti dopo, la seguì.

 

Capitolo Tredici - Complicato

5 di mattina

Era ancora buio quando Spike si svegliò con un ghigno infantile sul viso. Anche nel suo stato mezzo sveglio, si sentiva felice.

Spike si voltò e fissò con desiderio la ragione principale di tutte le sensazioni calde e svolazzanti nel suo torace. Buffy.

Lentamente si mosse così che la sua testa fosse a livello con quella di lei.

Così bella, meditò mentre le sua dita iniziavano a giocare con alcune delle ciocche di capelli che gli solleticavano il torace. Si domandò fugacemente se dovesse svegliarla o meno e mettere fine al suo tormento dichiarando il suo amore per lei. Voleva farlo. Così tanto che poteva praticamente sentire il suo cuore fare un piccolo ballo ogni volta che cercava di immaginare la scena dentro la sua testa.

Come avrebbe adorato portare lei alla festa di Sabato invece di Dru! Ma poi parte del suo cervello gli avrebbe ricordato flash della scena intima che aveva interrotto il giorno precedente. Ricordare quella scena avrebbe istantaneamente inacidito il suo buon umore. Qualcosa che instillava all'istante dentro la sua mente altri dubbi, portandolo a speculare se quello che era successo tra loro era ancora parte del piano di Buffy per riconquistare Angel.

***

Buffy stava sognando. Il suo subconscio la riportò alla scena con Angel del giorno prima. Solo che questa volta, la fine era piuttosto diversa.

“Spike... Per favore non andare...” chiamò dietro Spike dal vano della porta.

Buffy perdonami... Voglio che torniamo insieme” le disse Angel.

“Angel, non posso più stare con te”

“Dannazione, Buffy, per favore dimmi perché mi stai spingendo via? Non puoi. Siamo destinati a stare insieme, piccola” le domandò Angel amaro.

“Perchè non ti amo... non l'ho mai fatto. Io amo... Spike”

*
**

Spike alzò un sopracciglio. Non è eccezionale? Sembrava che ad un certo punto dopo che aveva iniziato ad accarezzarle la levigatezza del viso, Buffy aveva iniziato a parlare nel sonno. Spike sapeva che non era giusto origliare il chiacchiericcio del suo subconscio. Ma quando catturò il debole suono del suo nome dalle sue labbra, si ritrovò anche più intrigato e decise di muovere l'orecchio più vicino alle sue labbra.

“Spike... per favore...”

Spalancò gli occhi. Sta sognando di me?

“Angel... (mormorio irriconoscibile) stare con te... (mormorio) ti amo...”

***

Quando Joyce arrivò quattro ore più tardi, il suo viso si colmò immediatamente di preoccupazione. Era piuttosto inusuale vedere sua figlia in giro per la cucina durante un bellissimo Sabato assolato. Non le ci volle molto per capire che qualcosa non andava.

“Buffy, come va a scuola dolcezza?”

“La scuola è okay” rispose lei in modo inanimato. Giocò con i pancakes nel suo piatto e poi alzò gli occhi sulla madre. “La mia professoressa ti ha chiamato per la gomma che è rimasta bloccata nella mia recensione del libro perché le ho già detto che-”

“No, la tua professoressa non ha chiamato”

“Oh” replicò Buffy scioccamente. “In questo caso, allora fingi di non aver sentito niente riguardo l'incidente della gomma”

“Riguada la chiamata di tua Papà di due giorni fa? Ha cancellato il vostro appuntamento per lo spettacolo sul ghiaccio oggi, quello a cui avevi progettato di andare da mesi quindi è piuttosto comprensibile se ci stai male al riguardo” le disse Joyce. “Potrei chiamarlo se vuoi e forse persuaderlo a-”

“Non è davvero necessario. Mamma. Negli ultimi due anni, Papà ha chiamato all'ultimo minuto, inventando ogni tipo di stupida scusa. Ci sono tipo abituata sul serio. Ho superato l'intera cosa di Buffy che trascorre un compleanno felice con suo papà”

“Se non è tuo papà, allora cos'altro ti preoccupa, tesoro?”

Buffy guardò il suo piatto. Non era molto sicura se fosse già pronta a confessare a sua madre tutto.

Joyce si sedette al bancone accanto a lei. “E' Angel? Ti sta complicando la vita a scuola?”

“Oh mamma” sospirò Buffy. “E' sempre così complicato?”

“Cosa è complicato?”

“Gli uomini” disse Buffy debolmente, appoggiando la testa sulla spalla della madre.

“Ah. Gli uomini” ridacchiò Joyce. “Una domanda antica”

“Probabilmente è perché sono troppo giovane giusto? È per questo che sto facendo difficoltà a capirli?”

“Buffy dolcezza io sono sull'orlo della fase pre-menopausa e ancora non li ho capiti”

“Angel è venuto qui ieri”

“Oh” Il viso di Joyce diventò improvvisamente allarmato. “Allora come è andata? Presumo che si sia umiliato in grande quantità”

Buffy alzò gli occhi sulla madre interrogativamente. “Come sapevi che mi avrebbe chiesto di riprenderlo?”

“Tesoro sarebbe dovuto essere idiota per non capire che aveva commesso un grande errore lasciandoti andare. Allora siete tornati insieme ora?”

“Vedi questo è il fatto. Giorni fa l'avrei ripreso indietro in un batter d'occhio ma ora...”

“Le cose sono più complicate?”

“U-huh.”

“Ed è per colpa di Spike?”

Joyce soffocò un ghigno quando sentì il corpo di Buffy irrigidirsi.

Buffy si sedette diritta e guardò la madre colpevole. “Come-?”

Joyce le rivolse un sorriso rassicurante. “Sono la tua mamma. Quindi, è mio lavoro sapere queste cose. Specialmente quando coinvolgono mia figlia”

“Non sei sconvolta?”

“William è una persona fantastica dolcezza. Dentro e fuori. Ho sempre saputo che saresti stata al sicuro e amata con lui in giro. A dirti la verità, non sono sorpresa che tu abbia sviluppato sentimenti verso di lui”

“Beh io sì. È venuto fuori per me come uno shock quando l'ho realizzato. Sapevo che gli ho sempre voluto bene come amico ma...”

Joyce la guardò severamente. “Buffy, a chi ti rivolgi di solito quando hai dei problemi?”

“Tu...” disse Buffy velocemente poi divenne esitante quando aggiunse. “... e Spike. Ma questo è solo naturale dato che siamo migliori amici”

“Solitamente non iniziano così?”

“Non tutti”

“Lo so ma” Joyce le rivolse un ghigno canzonatorio. “Desiderei che tu potessi vederti allo specchio ogni volta che appare Spike. È quasi divertente quanto sembri inconsapevole di questo, quanto inconsciamente lo cerchi se non è in giro”

“Aspetta. Hai detto... ogni volta. Sapevi di questo da tanto tempo e non hai detto una parola?”

“Pensavo sarebbe stato meglio se mia figlia l'avesse capito da sola. Non volevo sembrare come se stessi cercando di accoppiarvi io stessa” Sorrise a mo' di scusa.

“Beh desidererei che me l'avessi detto così mi sarei impedita di...” guardò in basso, sentendosi improvvisamente imbarazzata per aver quasi spiattellato la parola con la A. sarebbe sembrato davvero strano dato che non aveva mai usato Spike e la parola “amore” nella stessa frase prima.

Joyce le sollevò il mente. “Oh tesoro, perché mai vorresti fare una cosa del genere?”

“Mamma, sai com'è lui con le ragazze. Sono tipo confusa che tu non pensi che Spike sia cattive notizie per tua figlia”

“Beh non pensi che sia piuttosto possibile che la ragione perché lui è così sia perché pensava che non potesse avere la ragazza che voleva?”

“Quando dici – la ragazza che non poteva avere, non stai per caso parlando di me, giusto?” Buffy questa volta rise. “Perché è la cosa più divertente che abbia mai sentito... sai, in un modo non divertente”

“Non penso affatto che sia divertente. Sono seria. Hai mai visto il modo in cui ti guarda?”

“No, COME mi guarda?” domandò lei esitante.

“Come il modo in cui tu guarderesti lui solo dieci volte di più dato che William tende a parlare con il cuore in mano”

Buffy scosse la testa. Mamma probabilmente aveva capito male. Se Spike teneva a lei, non avrebbe lasciato il suo fianco nel letto quella mattina senza dire addio... senza neanche salutarla il giorno del suo compleanno. “Ma non pensi che avrebbe avuto più senso se lui me l'avesse detto... se fosse davvero... cosa che so che non è”

“Beh, vedi questo è il fatto. Gli uomini sono complicati” scherzò Joyce.

Buffy diede alla madre un caldo abbraccio. Sarebbe stata tentata di discutere che lei conosceva Spike abbastanza bene per sapere che se non si sarebbe innamorato di qualcuno come lei. Erano persone totalmente diverse per quanto riguardava l'impegno e i loro concetti su cos'era il vero amore. Mentre Buffy credeva nel vero amore così tanto che era disposta a combattere per questo, Spike aveva scelto di giocare in giro e non prendere nessuna relazione seriamente. Beh, eccetto per Cecily, per cui lei sospettava lui tenesse ancora la torcia dopo tutti questi anni. Oh quanto desiderava di poterla incontrare uno di questi giorni in modo da poterle spaccare la testa per aver rovinato del tutto la percezione delle donne di Spike.

Per quanto riguardava Buffy, mettere fine al loro stupido accordo avrebbe fatto ad entrambi un favore. In quel modo, potevano andare avanti con le loro vite senza distruggere quello che era rimasto della loro amicizia. Avevano bisogno di tornare a com'erano prima le cose... prima che tutto facesse boom. La scorsa notte non sarebbe dovuta succedere. Anche se era stata la notte più sorprendente che avesse mai provato nella sua vita. Era stato un momento di debolezza da parte sua che le aveva permesso di vedere Spike per chi era realmente per quanto riguardava le sue amanti. Se questo era il trattamento che aveva avuto per essere quasi caduta totalmente in tentazione, non riusciva ad immaginare quanto orribile sarebbe stato il risultato una volta che avessero fatto sul serio la vera cosa.

“Le cose andranno bene, dolcezza” Joyce le baciò la sommità della testa. “Vedrai. Il giorno non ancora finito. È il tuo compleanno e chi sa cosa c'è in serbo per te alla fine della giornata. Potrebbe rivelarsi essere il tuo miglior giorno”

Buffy ne dubitava. “Mamma, stai guardando troppi episodi di Spongebob”

Joyce sorrise e strinse la sua stretta su di lei. Normalmente non avrebbe considerato di chiamare Hank, ma Joyce aveva preso la decisione di farlo. Sua figlia aveva bisogno di lui ora più che mai prima.

***

Un'ora più tardi (totalmente POV di Spike)

Uscendo di casa in jeans e maglietta blu, Spike iniziò a comporre il numero di telefono di Xander.

“Sto per venire lì, cucciolo... no naturalmente no. Non mi metterò a piagnucolare su di te...Sto aspettando da tutto il giorno di giocare a biliardo” E bere tanta tanta birra così da poter dimenticare... “Sarò lì tra 15 minuti” E attaccò.

Non sarebbe mai dovuto andare a casa sua in primo luogo. Come aveva potuto essere così stupido! Buffy non l'aveva mai amato e probabilmente non l'avrebbe mai fatto. E quello che lo stava divorando era il fatto che non riusciva a far sì che la odiasse per questo questo dato che lei era stata totalmente onesta con lui fin dall'inizio. Avrebbe dovuto saper meglio che supporre di poter usare il sesso per farla innamorare di lui. La scorsa notte era stato l'errore più grande che avesse mai fatto in tutta la sua vita. Era stata una di quelle cose che se avesse potuto fare di nuovo, avrebbe... fatto di nuovo e di nuovo! Dannazione! Chi stava prendendo in giro? La scorsa notte era stata la cosa più meravigliosa che avesse mai sperimentato nella sua vita! Se gliene fosse stata data la possibilità, probabilmente avrebbe fatto la stessa cosa e forse anche di più. Per l'inferno maledetto, ho bisogno di far muovere i miei piedi prima che esca dannatamente fuori di testa.

Spike si obbligò a guardare diritto mentre passava vicino a casa Summers. Anche se aveva colto una figura figura familiare seduta sul portico con la coda dell'occhio, non si sarebbe fermato a guardare. No signore. Non lo farò.

Oh Maledizione! I suoi piedi smisero di camminare. La mascella si strinse e si aprì mentre si sentiva attirato verso la ragazza che stava seduta sui gradini del portico. Come una falena alla fiamma, iniziò a camminare esitante verso di lei. Aveva la testa nelle mani e non lo vide avvicinarsi.

“Buffy?”

Buffy alzò gli occhi su di lui con un viso rigato di lacrime. “Spike...”

“Che c'è che non va, passerotto?” Piegò la testa mentre il suo viso si riempì di grande preoccupazione.

“Non ne voglio parlare” disse lei evitando il suo sguardo.

Spike si sedette accanto a lei, la mascella stretta per la troppa rabbia. Era così pronto a cercare Angel e a prenderlo a botte se avesse scoprto che era il finocchio che l'aveva fatta piangere. “C'è qualcosa che posso fare?”

Buffy sospirò. “E'... è mio padre”

“Mi hai detto che non ce l'avrebbe fatta oggi. Presumo che non ha cambiato idea a giudicare dalle lacrime. A meno che siano lacrime di felicità”

“No. Non ha cambiato idea. Ho sentito per caso mia madre parlare con mio papà al telefono e sono venuta a sapere che la ragione per cui non è riuscito a farcela questa volta era perché sta portando la sua nuova moglie, Amy, a vedere un dottore” Lo guardò con occhi tristi. “E' incinta, Spike. Nessuna meraviglia che non voglia avere niente a che fare con me. Sta iniziando una nuova famiglia con lei!”

Era qualcosa così naturale. Per lui avvicinarsi e per Buffy appoggiare la testa sulla sua spalla. Non notò neanche che le stava facendo correre la mano sulla schiena per confortarla quando sentì il profondo sospiro di Buffy. Per l'inferno maledetto! Lo sto facendo di nuovo! Stava per dirle che doveva andare via per incontrare Xander, che probabilmente si stava già domandando cosa lo stava trattenendo. Tuttavia, si sorprese dicendo, “Sai, c'è una fiera in città a cui sto aspettando di andare da giorni ora e credo che oggi sarà l'ultimo giorno, quindi ci saranno tanti fuochi d'artificio e robe così”

Buffy alzò gli occhi su di lui, un'espressione di perplessità le attraverso il viso.

Sentendosi improvvisamente vulnerabile sotto il suo sguardo scrutatore, Spike si alzò improvvisamente e si dimenò. “Buffy... vorresti venire alla fiera con me?”

L'espressione scioccata che lei gli rivolse lo fece per poco ritirare la sua offerta quasi istantaneamente. Quasi.

“Spike…”

“Passerotto, so che andare con me alla fiera è un povero sostituto del trascorrere del tempo con tuo papà ma...”

Buffy iniziò a scuotere la testa. “Non penso...”

“Penso che sia una buona idea, Spike” La voce di Joyce arrivò da dietro.

“Mamma?” Buffy si voltò a guardare sua madre in piedi dietro di lei con un largo sorriso sul viso.

“Volevi andare alla fiera in città di quest'anno e continuavi a rimandare. Ora è il momento perfetto per dare un'occhiata a tutte le nuove attrazioni e giostre che hanno quest'anno.”

“Non so” Buffy si guardò i piedi.

“Va bene signora Summers. La fierà in città è comunque piuttosto sciocca, niente di speciale. Non so a cosa stavo pensando...” mormorò Spike con rammarico mentre si voltava per andare.

“Spike, aspetta!”

Spike fermò i suoi passi e si voltò verso di lei di colpo, l'impazienza evidente nel suo tono. “Si”

“Ho cambiato idea. Verrò con te”

 

Capitolo Quattordici – Il giorno migliore (parte 1)

Flashback Tre anni fa

Andiamo William, per favore fai una corsa con me?” disse la quattordicenne Buffy a Spike mentre si metteva in fila per la giostra.

“Nu-uh” William scosse la testa. “Non sono venuto qui per la giostra. Voglio andare nella parte della pista da corsa”

“Oh per favore Will, non voglio fare la corsa da sola. Ti prometto che correrò con te sulla mini-pista se vieni con me”

“No. Non vengo. Non pensi che siamo troppo vecchi per quella corsa? Mi piaceva andare lì quando ero un ragazzino ma ora-”

“Uno non può essere mai troppo vecchio per un giro sul Carosello”

“E chi lo dice?”

“Lo dice la tua miglior amica molto intelligente e carina”

Lui alzò gli occhi. “Davvero divertente”

“William, per favore? Farò di tutto. Ti farò anche avere un appuntamento con Hannah se vuoi”

William la guardò, il viso imperscrutabile mentre finalmente cedeva ai suoi desideri. “Va bene. Ma solo perché mi sistemi un appuntamento con Hannah e non per altre ragioni”

“Quali altre ragioni ci sarebbero?”

“Dimentica. Andiamo...” Le afferrò la mano. “I Caroselli sono per gli imbecilli. Non riesco a credere che sto davvero accettando di farlo. Stai sporcando la mia reputazione da grande cattivo, lo sai questo?”

“U-huh” tubò lei, sorridendo a dismisura. “Riesco a rovinare la tua immagine mentre faccio una corsa sulla mia giostra preferita di tutte. Sto vivendo il mio giorno preferito da sempre!”

Fine del flashback

***

“Va bene signora Summers. La fierà in città è comunque piuttosto sciocca, niente di speciale. Non so a cosa stavo pensando...” mormorò Spike con rammarico mentre si voltava per andare.

“Spike, aspetta!”

Spike fermò i suoi passi e si voltò verso di lei di colpo, l'impazienza evidente nel suo tono. “Si”

“Verrò con te... solo aspetta qui mentre vado a cambiarmi” disse lei proprio prima di scomparire in casa.

Diversi minuti più tardi ricomparve, indossando un trucco molto leggero con i capelli tirati su in una coda. Il tempo di Dicembre era in realtà caldo abbastanza da indossare un cardigan fino sopra la camicetta di chiffone verde chiaro senza maniche. Aveva cambiato la gonna con un paio di jeans tagliati. Voleva vestirsi il più comodamente possibile giusto nel caso in cui avesse deciso di andare sulle corse più spaventose e veloci.

“Allora, vuoi camminare o possiamo prendere la mia macchina e arrivare lì più velocemente?” suggerì Spike.

“Spike, è solo ad un paio di isolati di lontananza”

“Lo so, ma conoscendoti probabilmente vorrai andare su ogni giostra alla fiera, e ho pensato che sarebbe stato meglio se avessi conservato la tua energia”

“Bene, tu guida mentre io vado lì a piedi da sola e potremmo semplicemente incontrarci all'entrata” replicò lei irritata mentre iniziava a camminare.

Spike borbottò un'imprecazione sotto voce mentre correva a bloccare il suo percorso. “Aspetta”

Buffy lo fissò impaziente. “Cosa ora?”

“Perché ti stai comportando come una mocciosa tutto ad un tratto?”

Buffy sospirò esageramente, “So che hai ovviamente qualche altro posto dove vorresti essere, e che sei qui con me ora solo perché hai visto quanto ero turbata. Ma sto bene adesso. Non devi starmi attaccato solo perché mia mamma te l'ha chiesto. Posso invece chiamare Willow e chiederle di venire con me alla fiera”

“Hai ragione. Non ti mentirò” le disse Spike. “Avevo qualcosa programmato per questo pomeriggio ma ho cambiato idea”

“Proprio così? Hai cambiato idea?” chiese lei con espressione inquisitoria, posando le braccia sul torace.

“Beh, è il tuo compleanno, Summers” le disse lui gentilmente.

“Allora?” Lacrime le salirono improvvisamente agli occhi ma resistette perché non voleva che lui la vedesse piangere. Se davvero gli fosse importato non mi avrebbe lasciato questa mattina senza dire addio.

“Onestamente, voglio solo essere in grado di trascorrere del tempo con la mia migliore amica nel suo giorno speciale. Per favore, amore. Solo io e te. Che dici?” Giusto. Nessun finocchio a rovinare la nostra giornata... speriamo. “Sarà tutto offerto da me”

E proprio così, le mura che aveva costruito attorno a se stessa caddero in rovina.

“Offerto da te? Cosa, hai sbattuto la testa contro il muro sulla strada per casa? È così non da te” disse lei, con un accenno di sorriso che le giocava sulle labbra.

“Chiamalo il tuo regalo di compleanno e di diploma. Dato che hai indietro Angel. Immagino non ti serviranno ulteriori lezioni da me”

“Oh” replicò Buffy guardando in basso i suoi sandali. Sarebbe dovuta essere lieta che Spike le stesse togliendo uno dei suoi problemi dalle mani, ma non lo era. Lui stava davvero concordando con lei sul serio questa volta senza una traccia di rabbia sul fatto che dovessero tornare alla loro relazione platonica... ma tutto quello che lei voleva era baciarlo e attaccarsi a lui come una matta e non lasciarlo andare.

“Guarda passerotto, abbiamo entrambi quello che volevamo. Io ho preso Dru e tu hai preso Angel. Ma non è questo che voglio celebrare” disse lui mentre si allungava a prenderle entrambe le mani e le stringeva forte. “Voglio celebrare noi”

“Noi?”

“Voglio celebrare il fatto che siamo entrambi fortunati da avere l'un l'altro a cui rivolgerci”

L'espressione sul viso di Spike era così sincera che provocò immediatamente in Buffy di sentirsi colpevole.

“Mi dispiace” si scusò Buffy. “Eccoti qui che cerchi di tirarmi su di morale e io sono di nuovo la solita irritata”

“Sei perdonata, passerotto” le disse Spike con un ghigno, il braccio che la circondava mentre iniziavano a camminare. “Andiamo, ti comprerò del gelato quando arriviamo lì”

“Al gusto di cioccolato?”

“Sicuro, con caramelline alla mente sopra”

“Mi conosci così bene”

***

“Wow! È stato così fico!” ridacchiò Buffy eccitata mentre scendeva dalle montagne russe. “Voglio andare di nuovo, Spike... Spike?”

Buffy cercò di sopprimere una risata mentre guardava il biondo ossigenato barcollare in preda alle vertigini verso di lei. “Che ne dici di riposare un pò, si?”

“Oh andiamo, non ti starai arrendendo proprio ora, vero? Abbiamo appena iniziato...”

“Iniziato?!! Siamo già stati su e giù su quelle montagne russe per qualcosa come quattro dannate volte ora! Giuro se che se ci andiamo di nuovo, il mio intestino mi uscirà dalla bocca mentre siamo in mezzo all'aria”

“Eck! Che visuale disgustosa! Sei un nonnetto... Va bene. Riposeremo” Buffy roteò gli occhi.

“Bene”

“Dico perché non ci sediamo...” Buffy esaminò l'area. “vicino a una di quelle bancarelle?”

Quando lo sguardo di Spike seguì l'area che lei stava indicando, un grande cipiglio gli si formò sul viso. “Ci siamo già stati lì, amore. Qualcosa come una dozzina di volte e non hai vinto niente”

“Ma io voglio davvero vincere il maiale rosa...” disse lei, tirandolo verso una delle bancarelle. “Puoi giocare anche tu se vuoi”

“No grazie, ho già cercato di vincerti quel dannato maiale stamattina, e ogni volta, sono riuscito a colpire un vampiro su tre”

“Ma avevo giò pensato ad un nome per il mio maiale rosa. Lo chiamerò Mr Gordo”

“Giusto, perché un nome veramente fico” le disse Spike sarcasticamente.

“Spike, per favore? Spenderò i miei soldi questa volta. Voglio provare di nuovo”

“Sei sicura?” Lui alzò un sopracciglio. “Fai davvero schifo con arco e freccie”

Buffy corrugò la fronte. “Beh, sai quello che dicono... La pratica rende perfetti”

“Va bene, riccioli d'oro” disse lui, rivolgendole un'occhiata di disapprovazione quando lei iniziò a tirare fuori il portafogli. “No. Offro io”

“Ma-”

“Dicevo sul serio quello che ho detto tempo fa, Buffy. Oggi sarà tutto offerto da me”

“Grazie” Buffy gli sorrise dolcemente mentre lo guardava pagare l'uomo che lavorava nella bancarella.

Ben presto Buffy stava puntando l'arco e la freccia ai piccoli obiettivi a forma di vampiro che sarebbero apparsi alternativamente. Doveva colpirne almeno due per avere il premio del maiale. Ma, sfortunatamente, di tutti e cinque i giochi che fece, non colpì un singolo vampiro.

Spike sorrise compiaciuto e scosse la testa quando Buffy gli andò incontro con un grande broncio sul viso. “Stai bene, amore?”

“Non riesco a credere di non aver colpito niente” disse lei, il labbro inferiore sporgente.

Aveva appena speso la sua paghetta settimanale ad un gioco del colpisci-il-vampiro, ma tutto quello a cui riusciva a pensare era a quanto voleva prendere quel suo labbro inferiore tra i denti e...

“Spike?” Buffy gli passò una mano davanti al viso.

“Mi dispiace. Stavo solo...” Si schiarì la gola. “Oh guarda, non c'è la fila alla Ruota Panoramica” Bella salvata, Spike.

“C'è una ragione per cui non hanno la fila” mormorò Buffy quando lui le afferrò la mano e la tirò verso una cabina per comprare altri biglietti. “E' una giostra noiosa”

“No non lo è, sei solo spaventata dal salirci”

“Io spaventata? Di un'innocua Ruota Panoramica? Mi stai prendendo in giro”

“Allora come mai non ti ho mai visto fare un giro su una?”

Buffy chiuse e aprì la bocca prima di riuscire a produrre una debole risposta. “Come ti ho detto prima, è noiosa”

“Pessima” le disse Spike, tirandola verso l'entrata.

“Okay, mi hai beccato. La Ruota Panoramica mi dà i brividi” disse lei arricciando il naso per enfatizzare il punto.

“Perchè?”

“Perché, ho paura delle altezze”

“Ora questo so che sono solo sciocchezze e lo sai! Puoi andare sulle montagne russe qualcosa come centinaia di volte ma non puoi andare sulla Ruota Panoramica perché hai paura delle altezze” disse lui incrociando le braccia, un gesto che faceva solo se era sia irritato che divertito.

“E' vero. SONO spaventata dalle altezze. Le montagne russe che abbiamo qui a Sunnydale non sono così alte” cercò di spiegare lei. “Sono veloci abbastanza perché io non noti quanto siano sul serio alte. Ho fatto una corsa in quella noiosa Ruota Panoramica quando ero più piccola e ricordo che si muoveva così lentamente che potevo vedere e sentire quanto ero lontana dal terreno. Come al momento in cui raggiungi la crima, guh!!!”

“Buffy, ti stai comportando da sciocca, amore”

“Sono seria, Spike. Urlerò se mi forzi a fare un giro in quella cosa”

“No non lo farai” Spike la accompagnò verso il loro sedile.

“Va bene” concesse Buffy mentre guardava l'uomo che lavorava alla Ruota Panoramica assicurare la sicura al loro sedile.

Buffy strinse fortemente il bordo del sedile. Mentre iniziavano a salire, sentì lo stomaco iniziare a rivoltarsi.

“Vedi, non c'è niente di cui avere paura. L'uomo sta solo cercando di riempire ogni posto ed è per questo che la giostra si sta muovendo e fermando” la rassicurò Spike.

“Oh Dio!” mormorò Buffy nervosamente. “Se finirò per vomitare sui miei jeans preferiti, sarà tutta colpa tua”

Spike nascose un sorriso quando notò che Buffy aveva già iniziato a spostarsi lentamente più vicino a lui. “Guardami, Buffy”

Buffy non stava ascoltando. Non poteva evitare di sentirsi un po' in preda al panico mentre raggiungevano la vetta.

“Buffy. Vieni qui.”

Buffy si mosse più vicino a lui fino a che le loro gambe si toccarono. “Santa merda! Posso praticamente vedere le nostre case da qui!”

“Davvero?” I suoi occhi seguirono l'area che lei stava guardando.

Buffy stava cercando con molta difficoltà di mantenersi calda mentre iniziavano a scendere. Aprì la bocca per appianare il suo respiro quando la ruota ricominciò la sua salita spacca-nervi ancora una volta. Ben presto si stavano muovendo con una rotazione stabile da far tremare la spina dorsale.

“Beh non sono molto sicura dato che tutte le case sembrano le stesse da qui su, ma due di quelle potrebbero essere la tua e la mia” chiacchierò nervosamente lei.

Erano migliori amici da quattro anni e ancora, non riusciva a trovare un singolo momento con lei noioso. Ogni volta che lei reagiva a qualcosa o apriva la bocca per parlare, si ritrovava a sorridere e a scuotere la testa per il divertimento. A questo livello, se pensava che sarebbe riuscito a superarla così facilmente, non avrebbe potuto sbagliare di più.

Buffy stava attualmente guardando gli altri sedili di sotto e notò che c'erano solo tre sedili che erano ancora vuoti. Ghignò birichinamente quando vide che la coppia dietro di loro stava diventando parecchio intima. Hmm, sono così carini.

Spike doveva averle letto la mente perché improvvisamente lo sentì prenderle la mano nella sua. Quel tocco innocente da solo portò diversi brividi deliziosi a viaggiarle dappertutto fino alla punta dei piedi.

“Spike?” Lei vide la sua testa scendere lentamente. E il momento in cui le sue labbra toccarono le sue, sentì un dolore dolce-amaro strattonarle il cuore. Buffy trattenne un singhiozzo mentre le lacrime iniziavano a salirle negli occhi. Come aveva potuto andarsene e ora baciarla come se niente fosse successo? E tuttavia anche con la rabbia che le saliva veloce nel torace, si ritrovò a ricambiare il bacio. Come può fingere che.. Dio, è tortura. Sospirò. Il modo in cui la baciava era tortura. Via erano andati i baci duri e che facevano male. Al posto, c'erano ora sostituiti tocchi morbidi come piume che la lasciavano ad implorare per di più mentre il suo cuore doleva. Si domandò se in qualche modo lui stesse cercando di trasmettere qualcosa attraverso i suoi baci magici.

Per favore amami, pensò lui disperatamente mentre continuava a farle leggeri gentili baci sulle labbra. Non cercò di approfondire. La sua lingua continuava a nascondersi dietro i denti e tuttavia la sua disperazione dietro ogni singolo bacio che dava era ancora profondamente evidente.

Quando alla fine si ritirarono, lei lo guardò negli occhi e si ritrovò ipnotizzata dalla quantità di emozione che vi tremolava dentro. C'erano così tante cose che voleva dire e tuttavia scelse di rimanere in silenzio, spaventata dal fatto di poter rovinare il loro magico momento.

Neanche Spike parlò. Continuarono solo a fissarsi l'un l'altro con stupore fino a che la loro corsa arrivò finalmente ad uno stop. Praticamente volarono scintille sulla loro testa quando lui le prese la mano e la condusse a sedere in una delle bancarelle.

“Buffy, posso chiederti qualcosa?”

Buffy cercò con difficoltà di mascherare l'attesa nella sua voce quando replicò, “Chiedi pure”

“Sei ancora innamorata di Angel?”

 

Capitolo Quindici - Il giorno migliore (parte 2)

“Buffy, posso chiederti qualcosa?”

Buffy cercò con difficoltà di mascherare l'attesa nella sua voce quando replicò, “Chiedi pure”

“Sei ancora innamorata di Angel?” domandò Spike, cercando di sembrare noncurante anche se sapeva già che la risposta che lei gli stava per dare.

“Spike...” Buffy guardò in basso. “Angel è una grande parte della mia vita. Mi ha aiutato in qualche modo... a capire cos'è il vero amore...” Mi ha fatto capire chi amo sul serio. “Ma lui è...”

“E' okay, sai, sentirti così nei confronti del finocchio anche se ti ha fatto del male. Io capisco completamente. Una volta che ami qualcuno, è...” deglutì forte. “E' difficile forzarti di smettere”

Stava parlando di Cecily? “Hai ragione” replicò Buffy debolmente. “Una volta che ami, non può più smettere”

Spike guardò velocemente altrove mentre il dolore guizzava momentaneamente nei suoi occhi.

Buffy stava cominciando a sentirsi a disagio per la conversazione che stavano avendo, il che la portava a diventare irritata con le cose attorno a lei. Anche la musica suonata dagli altoparlanti alla fiera stava iniziando a darle ai nervi. “Diamine, odio questa canzone”

“Che canzone?” Spike cercò di individuare la musica di cui lei stava parlando. “Non è così male. Succede che a me piace”

Buffy lo guardò severamente. “A te, Spike Giles piace sul serio una canzone sdolcinata dei Five- for-fighting?”

“Beh, ha un bel ritmo”

Buffy roteò gli occhi e si alzò impaziente. “Faremo meglio ad andare. Sta iniziando comunque a fare buio”

Spike si domandò cosa improvvisamente le aveva fatto attorcigliare le mutande. Aveva detto qualcosa che l'aveva turbata? Maledizione, imprecò dentro di sé quando lei iniziò a camminare di fretta. Si sentì così deluso da come stavano andando le cose, specialmente quando la ragione per cui l'aveva portata alla fiera era prima di tutto per tirarla su di morale. “Aspetta, che ne dici di un'altra giostra?”

“Non so” disse lei persa in pensieri profondi. “Abbiamo provato praticamente ogni singola giostra. Voglio solo andare a casa”

“Beh non tutte” Spike indicò verso il carosello.

Il sorriso accecante che Buffy gli concesse gli fece quasi fermare il cuore.

“Ora stai davvero iniziando a farmi preoccupare” disse Buffy.

“Perché?”

“Perché odi i caroselli! Credo che le tue esatte parole siano state – i caroselli sono per gli imbecilli... stai sporcando la mia immagine da grande cattivo e tutta quella roba” disse lei, cercando di imitare il suo accento Inglese.

“I Caroselli non sono davvero così male” le disse lui, la mente che richiamava un veloce flashback di loro quattordicenni, che si tenevano la mano tra i cavalli e ridevano come una coppia di ragazzini matti. “In più, è il tuo compleanno e so che questa è la tua giostra preferita tra tutte”

“E' la mia giostra preferita. Volevo chiederti di fare un giro con me da quando siamo arrivati qui” replicò lei mentre lasciava che lui le prendesse la mano verso la fila. Una fila molto lunga.

“Beh, perché non l'hai fatto?”

“Ho pensato che avresti riso di me dato che siamo un po' troppo grandi per farci un giro”

Spike ridacchiò, “Beh qualcuno una volta mi ha detto che non puoi mai essere troppo grande per fare un giro sul carosello”

“Dio, quel qualcuno deve essere stato davvero convincente...” poi aggiunse per buona misura, “e davvero molto carino per farti agire in questo modo”

Lo sguardo serio che Spike le rivolse le provocò improvvise sensazioni svolazzanti nello stomaco. “Lo è”

***

Ci volle quasi mezz'ora prima che Spike e Buffy terminassero la fila. C'era una corsa di altri ragazzini e adolescenti per prendere i posti buoni sul carosello, tuttavia, rimase un solo cavallo su cui fare il giro una volta che Spike e Buffy arrivarono.

Spike e Buffy si guardarono l'un l'altra e sorrisero in modo imbarazzato.

“Immagino faremmo meglio ad aspettare la prossima corsa” disse Buffy.

“No, tu va avanti, io aspetterò qui fuori, passerotto”

“Non mi dispiace davvero aspettare la prossim acorsa. Sul serio,non è importante” Voleva che Spike fosse con lei.

“Rimani, Buffy. Sul serio. Stiamo aspettando in fila da non so... un'eternità? Meriti di sedere su quel cavallo”

“Beh, e se lo dividessimo?” suggerì Buffy.

Spike alzò un sopracciglio. “Cosa?”

“E' uno dei cavalli più grandi che hanno qui, comunque. Sono sicura che potremmo entrarci entrambi” disse lei mentre si sistemava sulla falsa sella.

“Ma...”

“Andiamo, Spike. L'uomo che fa correre la bancarella sta iniziando a fissarci male”

Spike saltò sul cavallo e prese posto dietro di lei.

Il momento in cui sentì il corpo caldo di Spike toccarle la schiena, il suo cuore iniziò a battere imprevedibilmente. Lui si mosse un po' più vicino fino a che lei poté sentire le sue gambe toccarle le sue.

“Puoi tenerti a me mentre io tengo il palo” suggerì lei.

Spike non si perse il leggero cambio nel suo tono di voce. I suoi occhi iniziarono a scurirsi mentre le metteva un braccio attorno alla vita. Mosse le labbra vicino al suo orecchio quando parlò. “Sicuro amore. Non mi piace molto l'idea di cadere giù da un finto cavallo. Non è molto virile”

Buffy ridacchiò nonostante il nervosismo. Buffy non resistette all'impulso di appoggiarsi all'indietro sul suo torace mentre il carosello iniziava a muoversi.

“Dimmi, cosa c'è di così brutto nella canzone da fartela odiare?” Aveva deciso di chiedere lui quando iniziò a sentire il suo corpo rispondere alla vicinanza di lei. Forse non lo noterà se la impegnava in una conversazione.

Ma lei notò. La sua vicinanza stava facendo strage nei suoi sensi, quindi ci vollero diversi secondi prima che Buffy fosse in grado di registrare di cosa lui stesse parlando. “E' solo che sembra così triste e deprimente”

“Quale parte è deprimente?”

“Beh la parte deprimente è tipo difficile da perdere dato che inizia con un uomo che muore nel 95” disse lei, cercando di mantenersi stretta al palo mentre il cavallo iniziava ad alzarsi ed abbassarsi.

Buffy avvertì il morbido svolazzare nel suo stomaco intensificarsi quando sentì la sua risata vibrare dal suo torace nella sua schiena.

“Non so te ma a me piace un po' quella parte della canzone” Lui si schiarì la gola prima di aprire la bocca per cantare.

“Aspetta. Stai davvero per cantare?” chiese Buffy con tono divertito.

“Lo sto per fare, solo per provarti che sbagli riguardo questa canzone. Ma devi promettermi che non riderai”

“Okay” disse lei, ridacchiando.

“Okay, ci siamo,

The batter swings,
And the summer flies
As I look into my angel's eyes


Buffy si irrigidì mentre lui le cantava dolcemente la canzone in un orecchio. Maledizione, in tutti gli anni in cui si conoscevano, lei non aveva mai saputo che lui sapesse cantare. Cantava molto lentamente, un tono più basso della versione originale ma il risultato era molto più affascinante e tenero.

A song plays on
While the moon is high over me
Something comes over me


Buffy sentì il fremito correrle lungo la spina dorsale mentre Spike posava la mano destra sopra la sua spalla sinistra e lasciava che le punta delle dita viaggiassero su e giù per la dimensione del braccio. Poteva sentirsi sciogliere in un ammasso di gelatina.

I guess we're big,
And I guess we're small
If you think about it, man
You know we got it all

Cause we're all we got
On this bouncing ball
And I love you free, I love you freely


Spike smise di cantare e il resto della canzone continuò a risuonare dentro le loro teste mentre entrambi chiudevano gli occhi.

Here's a riddle for you,
Find the answer....

“Buffy...” mormorò lui proprio prima di iniziare a posarle dolci baci sulla nuca.

There's a reason for the world,
You and I...


Dio! Buffy iniziò ad ansimare per i delizioni tremiti che il tocco delle sue labbra le stavano dando. “Spike...” sentì mormorare da se stessa quando avvertì l'evidenza del suo desiderio iniziare a sfiorarla da dietro.

Quando Buffy si voltò, vide gli occhi scuriti di Spike e non fu per niente sorpresa quando le sue labbra piombarono reclamando le sue in un bacio bollente e rovente. Le sue labbra si aprirono immediatamente e accolsero la sua lingua calda mentre si mescolava fervidamente con la sua.

Il cavallo si mosse su e giù ma le loro labbra rimasero fuse insieme. Attraverso il respiro irregolare, Spike cercò segretamente di alleviare il suo disagio spigendosi ulteriormente contro la parte bassa della sua schiena.

“Oh Dio!... Faremmo meglio a smettere... bambini” gli ricordò Buffy con voce roca mentre appoggiava la fronte contro la sua.

Spike si fermò reclutante e cercò di riprendere fiato. “Mi spiace”

Buffy mandò giù il groppo in gola. “Sei dispiaciuto che ci siamo baciati?”

Spike la guardò con occhi lucidi. “No”

Il carosello si era già fermato ma i due biondi erano così persi nel loro mondo per notarlo. Stavano per impegnarsi in un altro bacio quando sentirono il rumore familiare dei fuochi d'artificio che venivano sparati nell'aria.

Spike scese dal cavallo e sollevò facilmente Buffy. Lei gli appoggiò la testa sulla spalla e sospirò profondamente. Buffy non voleva lasciarlo andare e Spike doveva star pensando la stessa cosa perché non la sistemò a terra fino a quando lasciarono le vicinanze del carosello.

Entrambi alzarono gli occi per vedere gli adorabili colori sfavillanti che dipingevano il cielo prima che Buffy attirasse la sua testa verso di lei per dargli un altro bacio appassionato. Solo un altro bacio, si disse, prima...

...Che mi lasci,
rifletté Spike amaramente. Ho bisogno di sentire le sue labbra sulle mie prima che torniamo a com'erano le cose.

 

Capitolo Sedici – Buon Compleanno!

Nessuno dei due parlò quando lasciarono la fiera. Camminarono fianco a fianco. Entrambi ancora erano avvolti dai pochi baci rubati che avevano appena condiviso. Ognuno di loro era stato così perso nei suoi pensieri che nessuno dei due si era accorto che avevano preso la via più lunga per la loro destinazione. La sensazione travolgente di non voler separsi divenne più forte mentre la strada che conduceva alle loro case si avvicinava sempre di più.

Erano appena a pochi isolati di distanza da casa di Buffy quando Spike smise improvvisamente di camminare.

“Cosa?” chiese Buffy, perplessa.

“Io-uh... va avanti. C'è qualcosa che devo fare” disse lui pensieroso prima di iniziare a tornare indeitro da dove erano venuti.

“Spike... verrai a trovarmi più tardi?”

Speranza gli guizzò negli occhi prima che annuisse. “Naturalmente”

“Bene” lei gli sorrise in risposta e pensò di vedere un veloce cambiamento nel suo comportamento proprio prima che si voltasse sui tacchi e se ne andasse.

Spike era ancora nella sua mente quando arrivò a casa e si appoggiò alla porta. Fu allora che notò che casa sua era completamente avvolta da un buio fitto. Sua mamma non lasciava mai la casa senza una singola luce accesa. Si assicurava sempre di pagare la bolletta della corrente in tempo. Qualcosa doveva essere andata terribilmente male.

Con attenzione, la sua mano cercò l'interruttore sul muro e lo schiacciò.

“Sorpresa!!!!!!”

Santo Dio! Buffy saltò leggermente da dove era in piedi. Improvvisamente, si ritrovò circondata da famiglia e amici.

“Buon compleanno, Buffy!” salutò Willow, dandole un abbraccio.

“Buon compleanno, tesoro” disse Joyce.

“Oh mamma!” Lei lanciò le braccia attorno a Joyce. “Hai organizzato tutto questo?”

Joyce annuì. “Io e Willow”

“Aww... non avresti dovuto” disse Buffy, sentendosi lusingata.

“Beh volevamo” cinguettò felice Willow.

“Buon compleanno Buffster!” salutò Xander. “Di, non è che per caso hai trascorso il pomeriggio con un certo fastidioso biondo ossigenato, vero?”

“A dire la verità, si”

Xander sospirò. “Lo pensavo. Dov'è a proposito?”

“Oh sarà qui tra poco. Aspetta un attimo, sapeva della festa a sorpresa?” chiese Buffy timidamente.

“Beh, veramente è stato lui a suggerirla” le disse Willow eccitata.

“Davvero?” Buffy era stordita. “Nessuna meraviglia che continuasse a perdere tempo quando eravamo alla fiera”

***

Quasi mezz'ora era passata e ancora diversi volti familiari di scuola continuavano ad arrivare. Non era mai arrivata oltre l'ingresso dato che il campanello continuava a suonare ogni due secondi.

“Buffy” chiamò Anya dalla cucina. “Indovina un po' chi è appena arrivato dal retro”

“Non so” disse lei, sperando segretamente fosse Spike.

“Buon compleanno, Buffy” la salutò Angel mentre appariva dalla cucina.

“Angel.”

Anya guardò tra i due e iniziò a ridere fra sé. “Immagino che farei meglio... Oooh patatine. Tara ha portato le patatine!” disse prima di lasciare ansiosamente i due a loro stessi.

“Questo è per te” Angel le porse una piccola scatola avvolta in carta da regalo e un mazzo di fiori.

“Wow!” Lei simulò un sorriso riconoscente. “Tutto questo per me?”

“Tutto per te piccola” Le diede un breve bacio sulle labbra.

“Grazie” Buffy cercò di non sembrare infastidita anche se si stava rapidamente seccando di tutti questi baci rubati che Angel le stava dando ultimamente. Non aveva neanche deciso se riprenderlo indietro o no e Angel stava già agendo come se fossero di nuovo una coppia.

“Non riesco a credere che la festa di Fine Anno sia in due giorni. Sono davvero eccitato di portarti a casa di Cordy. La sua casa è davvero enorme!”

“Angel” interruppe Buffy. “Riguardo Sabato. Io...”

“Eccoti Buffy!” Willow arrivò tra loro. “Oz stava cercando le tazze in cucina e non riusciamo a trovarle”

“Oh um... sono sulla vetrina in basso vicino al...” Buffy rivolse ad Angel un'occhiata di scuse. “Uh... puoi scusarmi per un attimo? Li aiuto”

***

Venti minuti PRIMA

Spike era in piedi alla bancarella del Uccidi il Vampiro e diede al ragazzo gli ultimi soldi che aveva nel portafogli. “Okay, questo è l'ultimo dollaro che ho con me quindi farai meglio a non muoverti così tanto. Non voglio che rovini la mia concentrazione...” Spike guardò la targhetta col nome. “Andrew”

“Si signore”

“Bene”

“Amico devi avercela davvero brutta per lei se stai spendendo tutti i tuoi...”

Lo sguardo di Spike fece si che Andrew bofonchiasse il resto delle parole. Questo ragazzo fa paura, si disse lui silenziosamente. “Scusa”

Spike respirò dentro e fuori e cercò di concentrarsi.

“Un piccolo consiglio. Se vedi la punta allineata con il tuo obiettivo, muovila un po' in alto perché la freccia tende a mirare leggermente in basso a causa del suo peso”

“Grazie... ora se per cortesia chiudi la bocca così posso concentrarmi” mormorò lui a denti stretti.

Andrew sbiancò. “Okay”

Spike posò gentilmente il segno della freccia sull'archetto. Tirò indietro il colpo e fece quello che il ragazzo gli aveva detto di fare. Allineò la punta un più sopra dell'obiettivo prima di lasciarla. E infatti, buttò giù un vampiro.

Andrew applaudì. “Vedi...”

Spike puntò e poi lasciò di nuovo la freccia ma questa volta mancò. “Maledizione”

“Hai un altro colpo” gli ricordò Andrew.

Spike annuì e iniziò ancora una volta a mirare. Concentrati, Spike... puoi dannatamente farcela. Conta fino a tre e lascia il filo. 1...2...

“Tieni in mente quello che ti ho detto prima”

Il ringhio di Spike fece saltare Andrew sul posto. “Scusa. Volevo solo che vincessi tutto qui”

Spike chiuse gli occhi e si obbligò ad essere impermeabile alle cose attorno a lui. Questa volta, aprì la sua posizione per mantenere fermo il corpo. Preparò la freccia. Respirando lentamente dentro e fuori, allineò la punta della freccia. Solo una persona entrò nella sua mente prima che le sue dita finalmente liberassero l'archetto.

***

Dieci minuti più tardi, Spike era in piedi sul portico di fronte di casa Summers con un'espressione apprensiva sul viso. Stava per suonare il campanello quando qualcuno uscì dalla casa.

“Hey Spike” salutò Anya. “Sai che Xander ti sta cercando dappertutto”

Spike ridacchiò. “Ci scommetto. Allora come è stata la... è rimasta sorpresa?”

“Si” Anya annuì con entusiasmo. “Ha saltato e urlato. I due 'must' delle feste di compleanno a sorpresa”

“Spike! Amico dove sei stato?” Xander apparve dietro Anya. “Ti ho lasciato dei messaggi sul telefono. Che è successo?”

“Devo averlo spento per errore. Ho avuto una piccola emergenza e non volevo deludere Joyce. Scusa, so che avrei dovuto chiamare”

“Capisco” Xander occhieggiò sospettosamente il suo amico quando notò che una delle mani di Spike era stata per tutto il tempo dietro la sua schiena. “Cos'hai lì dietro di te?”

“Niente che ti riguardi” disse lui, sulla difensiva. “Dov'è Buffy?”

Il viso di Xander divenne immediatamente preoccupato.

“Cosa?”

Ansioso di scoprire la ragione dietro la strana reazione di Xander, attraversò velocemente la porta ed esaminò il soggiorno. Scorgere la schiena di Buffy dalla cucina fece illuminare d'anticipazione i suoi occhi istantaneamente. Ma non appena intravide la persona con cui stava parlando, fece immediatamente un passo all'indietro.

Che diavolo ci sta maledettamente facendo qui? Si trovò a borbottare alcune litanie di imprecazioni quando vide Angel offrirle un mazzo di fiori e una piccola scatola di gioilleria. Il bacio che Angel le rubò dalle labbra aggiunse solo più benzina alla rabbia crescente dentro di lui.

Spike tirò fuori il maiale rosa che stava nascondendo e lo guardò con disgusto. Dio, mi sento così maledettamente patetico. Non mi meraviglio che scelga lui su me. Non riesco a darle neanche un regalo decente.

***

Buffy guardò l'orologio e si domandò cosa stesse trattenendo Spike. Non stava seriamente prestando nessuna attenzione a quello che Angel le stava dicendo. Si era appena fatto chiaro in lei che solitamente aveva trovato le conversazioni con Angel davvero affascinanti ma ora riusciva a mala pena a mantere il viso serio senza sbadigliare ogni due secondi. Alla fine, si scusò e decise di andare alla ricerca del biondo ossigenato.

“Mamma, hai visto Spike?” Buffy si scontrò con sua madre nel cortile posteriore.

“Pensavo di averlo visto qualche momento fa”

“Oh era qui” disse loro Xander.

“Era?” disse lei, sentendosi confusa.

“Ma poi se n'è andato di gran fretta”

Buffy diede un'occhiata alla madre prima di chiedere a Xander. “Ti ha detto perché se n'è andato?”

“No, ha detto solo che doveva andarsene immediatamente”

“Oh” Buffy guardò a terra combattendo per cacciare indietro le lacrime che avevano iniziato a salirle agli occhi. La voce quasi si bloccò quando chiese, “Ha... ha detto nient'altro?”

“No” replicò Xander, il viso colmo di meraviglia e preoccupazione.

“Okay grazie, Xander” disse lei tristemente.

“Aspetta. Ha detto qualcos'altro” ricordò lui.

“Che altro ha detto?”

“Quando l'ho visto scendere dalle scale, non sapevo di cosa stesse parlando ma ha borbottato qualcosa riguardo al portare a casa un tipo di nome Mr Gordo”

Gli occhi di Buffy si spalancarono mentre guardava sua mamma. Senza perdere un altro momento, Buffy velocemente salì le scale mentre il cuore le batteva all'impazzata nelle orecchie. Quando aprì la porta della sua camera, la prima cosa che catturò il suo occhio fu il maiale rosa che sedeva sul suo letto. Mentre si avvicinava, notò che le sue zampe tenevano un biglietto piegato che diceva “A Buffy”. Velocemente lo afferrò e lesse.

Cara Buffy,

Mi dispiace di non poter rimanere per il tuo compleanno, amore. Qualcosa di davvero importante è venuto fuori. Mi perdoni? Prometto di rimediare uno di questi giorni. Un giro dal gelataio forse?

Comunque, presumo che la festa sia già finita dato che stai leggendo il mio biglietto. Spero ti sia divertita, ma poi sono abbastanza sicuro che l'hai fatto dato che l'amore della tua vita era lì a rendere completa la tua giornata.

A proposito, spero ti piaccia il mio regalo. So che non è molto, ma significherebbe davvero molto per me se lo lasciassi dormire sul tuo letto così che possa tenerti d'occhio di notte.

Buona notte, amore. Immagino che la prossima volta che ci vedremo sarà al ballo. Spero salverai un ballo al tuo migliore amico. Di nuovo, Buon Compleanno.

Per sempre,

William

Seduta sul letto, un piccolo singhiozzo le sfuggì dalle labbra mentre stringeva forte al torace il maiale rosa.

 

Capitolo Diciassette - Ballo

Sabato – Festa di Fine Anno

“Come sta andando lì dentro, tesoro?” chiamò Joyce da fuori la stanza di Buffy. “Hai bisogno del mio aiuto?”

“Sono okay. Devo solo decidere cosa fare con i miei ostinati capeli, poi sono pronta”

“Va bene allora, chiamami se hai bisogno di qualcosa” disse la Summers più vecchia mentre iniziava a scendere giù lungo le scale.

“Lo farò!”

Joyce guardò la camera di Buffy proprio prima di prendere il telefono e comporre un numero amico.

***

Buffy decise che le piacevano di più i capelli giù. Un paio di minuti con l'arricciacapelli e sembrava una piccola principessa bambola con lunghi capelli ondulati ad incorniciarle il piccolo viso rotondo. Il vestito di raso blu chiaro che sua mamma le aveva comprato aveva le spalline sottili, una scollatura a forma di “V”, e un'ampia coda. La schiena aperta abbelliva la sua linea sexy e si complimentava con i fiocchi di chiffon sciolti che le pendevano delicatamente da dietro. I tacchi d'argento metallizzato che aveva comprato recentemente erano il perfetto tocco finale al vestito. Tutto considerato, il completo di Buffy le conferiva un look che era sia da ragazza innocente che ossessivamente sexy.

Era grata che Anya fosse stata in grado di fermarsi prima per farle il trucco. Buffy era soddisfatta del risultato anche se non era molto amante del portare qualcosa sul viso. Anya aveva fatto un bel lavoro per farla sembrare favolosa abbastanza senza esagerare.

Tutto sembrava perfetto eccetto che gli occhi verdi senza vita che la fissavano dallo specchio a lunghezza intera. Cadé di peso sul bordo del letto e corrugò il viso in modo irritato. Desiderava di avere il potere di mandare avanti la giornata o addirittura il diploma. Semplicemente non sapeva come avrebbe reagito una volta che fosse andata alla festa e avesse veramente visto Spike con Dru.

Quando il campanello suonò, non mosse un braccio. Rimase perfettamente immobile mentre ascoltava sua mamma urlare - “Vado io!” Angel non era l'ultima persona che voleva vedere, tuttavia non era neanche che morisse dalla voglia di passare l'intera serata con lui.

Alcuni secondi più tardi, Buffy finalmente invocò la sua forza di volontà e si alzò per fronteggiare la musica. Non si precipità giù lungo le scale. Si prese il suo tempo. Era già a metà via quando sentì la profonda voce familiare parlare a sua mamma. Capire a chi apparteneva le fece risplendere quasi istantaneamente il viso. Quello splendore era visibile sul suo viso quando si voltò e vide Spike.

Buffy cercò di pareggiare il suo respiro quando un miscuglio di sensazioni iniziarono a travolgerla. Cosa ci fa qui? E perché deve apparire in questo modo quando lei stava cercando davvero con difficoltà di mantenere i suoi sentimenti platonici?

Era così dannatamente irresistible con il completo che indossava... come qualcuno che era appena uscito dalle pagine di un giornale GQ. Anche la camicia blu chiaro che indossava sotto il completo metteva in evidenza il colore dei suoi occhi. Era l'uomo più affascinante che avesse mai visto nella sua vita e non poteva credere che fosse lo stesso ragazzo con cui lei era andata in giro quegli scorsi quattro anni. Come aveva fatto a non vedere prima che aveva l'uomo più eccitante di Sunnydale come migliore amico?

Era ancora impegnato a parlare con sua mamma, quindi non avvertì la sua presenza fino a quando lei fu quasi alla fine delle scale. Quando si voltò nella sua direzione, lo sguardo di ammirazione che le rivolse era così dolce che la fece arrossire e si sentì all'istante debole nelle ginocchia.

***

Spike cercò di apparire calmo quando Joyce aprì la porta per lui. Non gli piaceva la possibilità di imbattersi in Buffy ed Angel. Stava per uscire di casa per incontrare Dru quando sua mamma gli aveva chiesto di lasciare della roba a casa di Buffy.

“Wow William, sei così elegante nel tuo completo!”

“Grazie signora Summers” disse lui mentre con gli occhi esaminava con velocità l'area per qualsiasi traccia di Buffy. “La mamma mi ha chiesto di darle questo”

“Grazie. Tu e i tuoi genitori siete dei salvatori”

“Come mai non è vestita per la festa, signora Summers? Non viene con Buffy?”
“No, ho un volo mattutino domani presto e in più, non penso mia figlia apprezzerà io che la controllo da così vicino quando è fuori ad un appuntamento con Angel” disse Joyce mentre cercava di valutare la reazione di Spike.

“No, non penso lo farebbe. Lei...” Il resto della sua frase scivolò via quando avvertì qualcuno muoversi con la coda dell'occhio. Sapeva chi era anche prima di guardare. Il solo pensiero di vederla di nuovo gli aveva fatto correre le pulsazioni e il cuore batteva come un matto. Che diavolo?! Non aveva ancora posato gli occhi su di lei e già le reagiva come un maledetto idiota. Deglutì forte e si obbligò a sembrare impassibile quando finalmente si voltò e la guardò.

Nel momento in cui i suoi occhi atterrarono su di lei, si ritrovò ad innamorarsi ancora di più, così tanto che poté a mala pena pensare coerentemente. Il suo tentativo di nonchalance fallì miseramente quando un'espressione di ammirazione gli passò velocemente sul viso prima che lui potesse fermarla. Per quando lei raggiunse la fine delle scale, i suoi occhi erano già lucidi.

Tirando un profondo respiro, si formò di restare calmo. Sapeva già che era bella ma dannazione! Non l'aveva mai vista COSì bella ed eccitante prima! Lentamente, inclinò la testa.

Diamine era così...! “Cosa ci fai qui?” Buffy cercò di parlare in un modo poco amichevole. Sperava che lui non notasse la mancanza di fiato nella sua voce.

“Ero...” Spike guardò Joyce come se stesse cercando di ricordare cosa stesse facendo lì in primo luogo. Maledizione, rispondi alla domanda della signora, Spike.

Joyce soffocò una risata mentre alzava il piccolo pacchetto che le aveva portato prima.

“Ho solo lasciato delle batterie che tua mamma aveva richiesto”

“Batterie? Per cosa ti servono le batterie?” chiese Buffy alla mamma.

Joyce sorrise bizzarramente, “Oh ho chiamato Jenny e le ho chiesto se avevano delle batterie extra per la nostra macchina fotografica”

“Ma pensavo avessi detto che eri andata al negozio ieri e...”

Joyce interruppe. “Oh beh, dato che Spike è qui. Perché non faccio una foto mentre aspetti Angel, tesoro?”

“Questo non è il ballo del diploma, mamma” disse Buffy, ma Joyce stava già sistemando Buffy in piedi accanto a Spike.

Ignorando il commento di Buffy, Joyce cinguettò allegramente. “Oh siete così adorabili! I vostri vestiti sono persino intonati! Che coincidenza, huh?”

Buffy guardò sospettosamente sua mamma. Era lei quella che l'aveva aiutata a scegliere il completo dal negozio. Si domandò se avesse parlato a Jenny senza che lei lo sapesse. “William, caro puoi avvicinarti un po' di più a Buffy... bene. E Buffy... è grandioso”

La macchinetta li colpì col flash diverse volte.

Spike e Buffy erano in piedi a disagio vicino alle scale. Sono così carini! Joyce ridacchiò internamente quando notò che i due continuavano a rubarsi occhiate l'un l'altro quando pensavano che l'altro non guardasse.

Joyce fece uno scatto di loro che sorridevano e altri due erano inconsapevoli. Mi ringrazieranno di sicuro per questo più tardi.

Spike prese posto dietro di lei. Avrebbe giurato di sentirla tremare quando aveva posato le mani su entrambe le sue braccia. “Com'è così, signora Summers?”

“Perfetto!”

La pelle di Buffy era così soffice sotto le sue mani. La sua vicinanza lo stava facendo impazzire. Mentre il profumo familiare di vaniglia continuava a stuzzicarlo senza fine, il suo senso della vista non stava meglio perché veniva trattato con una bella visuale della liscia distesa della sua schiena. L'attrazione era così forte che non poté che iniziare ad immaginare cosa avrebbe fatto se lui e Buffy fossero rimasti soli nella stanza.

Buffy stessa era davvero molto consapevole di lui. Il suo respiro sul suo orecchio stava avendo un effetto talmente forte su di lei che avrebbe giurato che il suo cuore le sarebbe saltato fuori dal torace se non si fosse allontanata da lui presto. Quindi quando sentì un altro campanello, saltò e si mosse velocemente per rispondere alla porta. Doveva allontanarsi da Spike alla svelta. Non le piaceva sul serio l'idea di afferrargli il sedere di fronte a sua madre. “Deve essere Angel. Ci penso io”

Angel stava tenendo un mazzo di fiori quando Buffy lo trovò in piedi dall'altro lato della porta. “Ciao Buffy. Questo è per te”

“G-grazie... Sono adorabili” Buffy simulò un sorriso mentre prendeva i fiori da lui. Rubò uno sguardo veloce a Spike e lo trovò appoggiato al muro con un sopracciglio alzato.

Angel seguì lo sguardo di Buffy. “Salve signora Summers... Spike”

Spike ghignò. “Finocchio”

Angel tornò a guardare Buffy. Non disse una parola ma la sua espressione era colma di domande su cosa Spike facesse lì.

“Spike è nostro vicino e ha appena lasciato della roba...” Perché devo spiegargli queste cose? “Dovremmo andare. Ho tipo promesso a mia mamma che sarò a casa prima delle tre”

“Naturalmente” Angel guardò Joyce. “Mi assicurerò che arrivi qui prima di quell'ora”

“Bene” disse loro Joyce mentre i due si dirigevano verso la macchina di Angel. Stava iniziando a sentirsi colpevole per non essere stata attorno a sua figlia ultimamente. Sapeva che avrebbe dovuto posticipare il volo fino al giorno successivo ma non aveva potuto dato che il suo capo le aveva promesso che sarebbe stato l'ultimo compito fuori dallo stato.

Spike notò la punta di preoccupazione nella voce della Summers più grande. Se solo avesse saputo cosa il finocchio aveva provato a far fare a Buffy la prima volta, innanzitutto non l'avrebbe lasciata uscire con lui.

“William, devo essere all'aeroporto prima delle quattro domani. Potresti assicurarti che arrivi a casa sicura?”

“Sicuro signora Summers. Terrò un occhio aperto su di lei”

***

La dimensione del palazzo Chase era grande abbastanza per far uscire dalla bocca di Anya una grande imprecazione. “Santo cazzo! Nessuna meraviglia che Cordelia si senta come se fosse il centro della terra. Non mi era mai passato per la mente che forse lo era. Se avessi una casa così grande, probabilmente avrei difficoltà a tenere i piedi per terra, questo è certo”

I quattro uscirono dalla macchina che Xander aveva preso in prestito da suo Zio Rory e porse le chiavi al valletto. Non poterono fare a meno di ammirare l'atmosfera affascinante che il posto rendeva possibile mentre le macchine costose continuavano a mettersi in fila di fronte al palazzo.

“Anh tieniti bassa” la calmò Xander. “La gente che entra qui è tutta dall'apparenza molto illustre. Voglio tipo mescolarmi”

“Stai dicendo che non sembro e appaio abbastanza illustre?” replicò Anya.

Oh no, eccoci di nuovo. “No non è questo che stavo dicendo”

“Davvero, perché da parte mia, sembra che sei parecchio imbarazzato di essere visto con me”

“La smettete voi due?!” Willow si mise tra di loro. “Non siamo neanche entrati nel palazzo e già voi due avete ricominciato”

“Dillo a Mr Voglio-Mescolarmi-Con-Donald-Trump. Io stavo solo facendo un'onestra osservazione e lui non riusciva a smettere di fare commenti sgarbati su di me” spiegò Anya.

“Hey guadate, è Buffy” Oz indicò verso l'entrata.

“E Angel” aggiunse Xander, gli occhi che guardavano scetticamente la coppia mentre iniziavano a camminare verso di loro. “Non mi fido di quel ragazzo neanche per un secondo...” mormorò sotto voce.

“Neanche io” concordò Oz.

“Ciao a tutti!” salutò Buffy. “Adoro il tuo vestito, Willow!”

Willow roteò, mostrando il suo vestito nero in parte ornato di perle. “Grazie. Anche io adoro il tuo”

“E voi due siete molto illustri nei vostri completi” disse Buffy a Xander e Oz.

“Mi ha chiamato illustre” Il ghigno sciocco di Xander fu incontrato dal grande cipiglio di Anya.

“E' piuttosto uguale all'abbigliamento che indosserò al ballo del diploma” affermò Oz.

“Anche io” replicò Xander. “Se nessun altro lo noleggia prima”

“E io? Non ho davvero comprato il mio vestito ad un negozio economico” disse Anya, alzando la mano.

“Stai bene anche tu, Anya” disse sorprendentemente Angel.

Il resto di loro stava seriamente aspettando il resto dello scherno che di solito seguiva i commenti di Angel. Stranamente, non arrivò mai.

Angel iniziò a sentirsi a disagio sotto lo sguardo scrutatore collettivo. “Cosa state aspettando voi ragazzi qui fuori?” disse Angel con naturalezza. “Sapete che a Queen C non piace essere tenuta in attesa”

***

Cordelia era in piedi nel mezzo di un'area molto grande di ricevimento a salutare gli ospiti che arrivavano mentre questi entravano nel palazzo.

“Ciao ragazzi! Grazie per essere venuti” salutò Cordy mentre il suo amichevole e caldo benvenuto veniva incontrato da una serie di cipigli sospettosi. “Cosa?”

Buffy guardò gli altri e alzò le spalle. “Niente” La serata si stava rivelando parecchio strana. Angel si stava comportando molto bene e Cordy era carina con loro per una volta. Che bizzarro mondo era quello? Dovevano essere entrati in un'altra dimensione e non averlo notato. “Siamo solo felici di essere qui. Il tuo vestito è adorabile”

Cordelia sorrise. “Grazie”

“Ciao Cordy” salutò Angel.

“Ciao Angel! Bel completo”

“E tu sei bellissima” replicò Angel.

Mi domando cosa ci sia tra questi due? Buffy alzò un sopracciglio curiosa mentre notava il rossore che si allargò sulle guance di Cordy. Angel sembrava star guardandola con apprezzamento. Si domandò se i due erano minimamente consapevoli della quantità di chimica che veniva emessa tra di loro.

“La sala da ballo è alla vostra destra e oh, vi piacerà il tavolo dove vi ho sistemati” disse loro Cordy.

“E' vicino al bar?” chiese Xander.

“No, ma è vicino all'orchestra”

La bocca di Willow si spalancò. “Hai noleggiato un'orchestra?”

“No, mio papà ha noleggiato un'orchestra. Se lo chiedi a me, avrei preferito una band regolare ma è il suo parti” Cordy si voltò verso Xander. “Non vedo il motivo di sistemarvi vicino al bar quando gli unici drink che avete il permesso di ordinare sono acqua e soda... oh si, e qualche succo che non sia corretto”

“Giusto. Ha ragione” disse loro Buffy prima che scomparissero nella pista da ballo.

“Wow!” si ritrovarono a dire quando raggiunsero la loro destinazione. Tutti sembravano avere la stessa espressione affascinata, incluso Angel che aveva già visto il posto prima.

“Chi sapeva che Cordy vivesse in un palazzo simile quasi a quello del Capitano Von Trapp?” disse Xander in completa ammirazione.

La parola “enorme” non sarebbe bastato a descriverlo. La stanza era larga abbastanza per 150 persone. Quattordici tavoli erano sistemati sui lati della stanza, e il corridoio tra i tavoli era grande abbastanza per essere usato sia come pista da ballo che come palco per una mini-orchestra. I lampadari massicci e magnifici che pendevano dal soffitto mettevano in evidenza la bellezza e l'eleganza dell'intera stanza. Il posto sembrava magico.

I giovani adolescenti si fecero strada fino al loro tavolo e furono silenziosamente grati a Cordelia quando realizzarono che erano confortevolmente sistemati ad un unico tavolo. Buffy fissò con discrezione i due rimanenti posti vuoti accanto al suo e sperò segretamente che Spike e Dry non si sarebbero seduti con loro.

“Buffy, vorresti ballare?”

Buffy guardò Angel e la gente che stava già ballando sul pavimento. Molti di loro erano probabilmente della stessa età di sua mamma. Buffy pensò che a Joyce sarebbe piaciuto l'ambiente. “Certo”

Lasciò che la conducesse verso il centro della pista da ballo. Una delle sue braccia tenne il lato della sua vita mentre l'altra teneva fermamente la sua mano. “Sei familiare con il valzer?”

“Si” replicò Angel mentre iniziavano ad ondeggiare al suono di “Serenade to Spring” di Rolf Lovland. “Credici o no, mia mamma mi ha insegnato come ballare il valzer quando avevo otto anni. È molto più facile del tango. E tu? Dove hai imparato questi passi?”

“Non l'ho fatto” ridacchiò Buffy. “Onestramente, stavo cercando di fare quello che fai tu. Non son davvero una brava ballerina per quanto riguarda i classici”

Non riusciva ad immaginare Angel ballare i classici. Immaginò che ci fosse un nuovo lato di lui che lei ancora non aveva visto. Un lato che tendeva a nascondere per mantenere la sua immagine di cattivo ragazzo. Tipo come Spike. Sospirò.

Sarebbe stato più facile per lei se Spike e Dry avessero cambiato idea e non fossero venuti affatto alla festa. Ma poi quello avrebbe significato che qualcos altro del tutto diverso li avesse trattenuti. Solo il semplice pensiero di cosa quel “qualcosa” potesse essere faceva sentire male Buffy. Ma poi di nuovo, se Spike e Dru si fossero mostrati più tardi, Buffy non si sarebbe sentita a suoa gio perché non avrebbe garantito che non sarebbero diventati intimi dopo la festa. Conoscendo Spike, probabilmente non avrebbe lasciato finire la serata senza portare Dru a casa sua e...

Okay, mi sta facendo male la testa ora. Meglio smettere di pensare a Spike e concentrarmi sul mio appuntamento. Non era solita amare Angel? Era solita pensare che lui fosse la sua unica e sola anima gemella, e ora che era finalmente nelle sue braccia, tutto quello che voleva era andare da qualche parte privata dove sarebbe potuta essere sola. Niente Angel. E più importante, niente Spike e niente Dru.

“Stai bene?” chiese lui.

“Huh?”

“Sei pensierosa. Ho detto qualcosa di male?”

“No. Non sono pensierosa. Sono solo...”

Angel alzò un sopracciglio curiosa quando vide un improvviso cambiamento sul suo viso. Via era andata l'espressione malinconica e invece un'espressione di desiderio intenso era ora dipinta sui lineamenti di Buffy. Seguì immediatamente il suo sguardo e non fu davvero sorpreso quando trovò Spike e Dru entrare nella sala da ballo.

 

Capitolo Diciotto – Inevitabile (parte 1)

Era come un incubo che le si scopriva proprio davanti agli occhi. Stava guardando l'amore della sua vita entrare in scena con una partner lunatica ed appiccicosa di nome Drusilla appesa al suo braccio. E no... non andarono al loro tavolo come Buffy si era aspettata facessero. Invece, dovettero aggiungere oltre al danno anche la beffa unendosi a lei e ad Angel sulla pista da ballo.

“Allora che succede tra tre e Capitan Perossido, Buffy?”

“Che vuoi dire?” replicò lei con nonchalance. La sua attenzione era completamente rivolta altrove.

“Sai che voglio dire”

Dannazione! Si muovono anche così bene insieme... quando ha avuto Spike tempo per imparare il valzer? Dru gli mormorò qualcosa all'orecchio e questo provocò un ghigno divertito del biondo ossigenato. Il suo viso si contorse al pensiero delle promesse sussurrate di Drusilla su come la loro notte sarebbe finita. Questo non sta accadendo.

“Buffy?”

“Huh?”

“Ti stavo chiedendo se avevi riserve ad uscire con me stasera?”

“Riserve...” echeggiò lei distante.

Buffy stava ribollendo di rabbia. Le ci volle tutta la sua forza di volontà per non avvicinarsi a Dru e staccarle le unghie di dosso a Spike. La ragazza non aveva alcun diritto di stare dovunque vicino a lui. Non ha nessun diritto di... Oh Dio, mi sta guardando.

Quando i loro occhi fecero contatto attraverso la stanza, lei non guardò altrove. Avrebbe giurato che lo vide deglutire forte proprio prima di distogliere lo sguardo e riportare la sua attenzione verso Dru. In quei pochi secondi quando i suoi occhi avevano incontrato quelli di lui, Buffy aveva pensato di aver visto qualcosa guizzargli negli occhi. Era gelosia? No, non poteva essere. Velocemente Buffy cancellò la possibilità nella sua testa perché sapeva che era la pura illusione da parte sua ad averglielo fatto immaginare.

“Ora da dove ti è venuta fuori questa sciocca idea? Volevo venire qui con te” Buffy trattenne il sospiro di solievo quando il pezzo dell'orchestra fu finalmente finito. “Sai cosa? Andrò a vedere cosa posso prendere dal bar”

“No, che ne dici se lo lasci fare a me” suggerì Angel.

“E' okay. Lo porterò al nostro tavolo” disse lei. “Vuoi che ti prenda niente?”

“Una coca sarebbe gradita”

Buffy annuì prima di scomparire dietro un gruppo di ospiti.

***

Cordy era seduta ad uno degli sgabelli quando Buffy raggiunse il bar.

“Va bene, spara”

“Spara cosa?” chiese Buffy, non sicura di che cosa stesse parlando.

“Dimmi, cosa ci fai con Angel?”

Buffy le lanciò un'occhiata di completa incredulità. “E' il mio accompagnatore”

Cordy roteò gli occhi e sospirò esasperata. “Beh duh, so che è il tuo accompagnatore. Quello che sto chiedendo è perché LUI è il suo accompagnatore e non Spike?”

Buffy aprì la bocca per parlare ma poi la chiuse di nuovo.

“Voglio dire Angel è piuttosto di bell'aspetto ma potrei scommettere la mia intera collezione di scarpe Jimmy Choo che preferiresti trascorrere la tua serata con il tuo molto affascinante migliore amico”

“Ero davvero così evidente?”

“Ya-huh! Allora perché non sei con lui?”

“Penso che la persona a cui dovresti chiedere questa domanda è Spike e non io. Ovviamente lui è interessato a qualcun altro”

“Buffy... Buffy... Buffy” Cordy scosse la testa. “Solo perché un ragazzo è uscito con una ragazza non significa che sia davvero interessato a lei”

“Ma non è questo il punto di chiedere di uscire ad una ragazza?!” replicò Buffy. “Voglio dire che tipo di ragazzo chiederebbe a qualcun altro di essere la sua accompagnatrice se è interessato ad una ragazza completamente differente?”

“Il tipo di ragazzo che è disperatamente innamorato della sua migliore amica ma non riesce a fare una mossa dato che lei è stata in completa negazione per così a lungo. Stai capendo ora?” spiegò Cordy in un tono di voce ovvio. “E inoltre, non dovrei chiederti la stessa cosa?”

Gli occhi di Buffy si spalancarono. “Spike non è innamorato di me”

“No?” chiese Cordy con un sorriso divertito. “Allora perché continua a farti gli occhi dolci adesso anche se è impegnato a balla